30 luglio 2010

I denari della Circoscrizione

Il denaro spendibile in opere pubbliche che viene affidato alle Circoscrizioni è suddiviso in capitoli di spesa, cioè categorie ben precise che indicano già una destinazione per quelle somme.
Se la Circoscrizione riceve una somma di 180mila euro che normalmente è stata finora dedicata alle aree verdi in quanto opere pubbliche strettamente legate al territorio e se ci viene detto che per usufruirne si è obbligati a presentare dei progetti, crediamo debba semplicemente decidere in quali progetti, legati alle aree verdi, spendere quel denaro.

Siamo ovviamente tutti d’accordo nel pensare che la sicurezza stradale abbia un’importanza fondamentale, però il Consigliere Siboni dovrebbe sapere che, per affrontare tali spese, ci sono categorie “dedicate” a questi interventi.

Facciamo un esempio: se dirottiamo alla manutenzione stradale il denaro destinato alle aree verdi,  allora per quale motivo finanziamo il Global Service strade?
Il discorso è di una semplicità estrema, tanto che siamo stupiti dalle accuse che leggiamo sui giornali, provenienti dal gruppo PD. Ci sono capitoli di spesa ingenti e appositi per manutenzione strade, creazione rotonde, pubblica illuminazione,  tutto ovviamente regolato da strumenti di pianificazione che vanno oltre le competenze della Circoscrizione.

Ci sono capitoli dedicati all’adeguamento normativo di certe strutture, dunque perché dobbiamo consumare denaro sfruttabile per altre opere di pubblica utilità?

Non capiamo perché il gruppo PD in Circoscrizione voglia sostenere il contrario. Ci si chiede semmai se sono in grado di leggere i bilanci e perché non ascoltano le spiegazioni degli uffici tecnici che ci vengono fornite da settembre dell’anno scorso. Inoltre perché  sopprimere  la possibilità di dedicare risorse alla salvaguardia e alla tutela del verde, quale patrimonio pubblico?

In circoscrizione 1 si è semplicemente cercato di sfruttare tutti fondi a disposizione, opportunità per migliorare il territorio senza sprecare denaro pubblico.

Patrizia Cimatti
Consigliere Circoscrizione 1
Destinazione Forlì

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30 luglio 2010

aspettando il verdetto- Intervento su SAPRO in consiglio com. del 26 luglio

Per quanto riguarda SAPRO io scelsi di uscire dall’aula al momento della votazione perché comunque i due scenari che si prospettavano non erano soddisfacenti per nulla per quanto riguardava le nostre idee di gestione del territorio.
Sia che si fosse andati verso il fallimento sia verso il salvataggio della società ci sarebbero stati grossi problemi per il territorio ed era giusto che questa società che non ha fatto altro che malversare e portare dei danni al territorio venisse chiusa.
Allo stesso tempo chiudendola così, senza prendere altri provvedimenti, si poteva pensare che nella gestione dei terreni in seguito al fallimento ci sarebbe stato un problema grave di svendita dei nostri territori e quindi per noi sarebbe stato fondamentale un’indicazione ben precisa sull’indirizzo che si sarebbe voluto dare a SAPRO e,  in caso di scioglimento della società, una valutazione attenta delle possibili azioni che il Comune poteva effettuare sulle destinazioni d’uso dei terreni.
Era quello che avevo chiesto nell’intervento in consiglio comunale prima della votazione della delibera.

Chiedevo una commissione, che avrebbe potuto essere anche la commissione bilancio attuale, che avesse facoltà di intervenire su SAPRO per quanto riguarda gli indirizzi e non solo nel visionare il già fatto.
A parte l’accertamento di chi ha avuto le colpe fra gli amministratori della società, non ci si può tirare indietro sulle colpe politiche.
Sono comunque i politici che devono dare gli indirizzi per la gestione del territorio, non possono essere degli imprenditori che decidono quali terreni acquistare e decidere quali terreni potrebbero diventare industriali o commerciali.

Quindi le due proposte che erano allora sul piatto non erano per niente tranquillizzanti pur comprendendo le difficoltà dell’amministrazione  di riuscire a fare il miglior atto possibile.

Adesso abbiamo sentito dalle parole del Sindaco quello che si propone di fare: se non intervengono fattori nuovi, cioè un’assunzione di responsabilità da parte delle banche che decidano di accollarsi buona parte del debito, mentre i Soci rimarrebbero con l’impegno dei 3,4 milioni di euro già previsti nell’ultima delibera, non si potrà far altro che aprire la procedura fallimentare.

Ribadisco che sarebbe opportuno un coinvolgimento del consiglio comunale in questo frangente proprio per la particolarità del caso. Spero che il Sindaco possa capire il perché di questa richiesta e prenderne atto e partire spediti una volta che sia deciso cosa fare della situazione attuale, compreso il caso della decisione di andare al fallimento.
Proprio anche in questo caso la gestione del territorio dovrà essere ben attenta perché in tutti quei terreni c’erano sì aree già previste come commerciali, ma anche aree soltanto in previsione di diventarlo e quindi la vigilanza del consiglio comunale, quantomeno dei gruppi che vogliono preservare il territorio, deve essere consentita, a mio avviso, e addirittura promossa.

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale

Lista Civica DestinAzione Forlì

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29 luglio 2010

Beppe Grillo: Voglio sfidare fisicamente Feltri…

Nell’estate in cui il suo movimento Cinque Stelle vola nei sondaggi e i grillini preparano religiosamente la “Woodstock” del 26 settembre, lui, Beppe Grillo, è un fiume in piena. Parla di politica, di privatizzazioni, di leader politici (a destra e a sinistra) senza filtri e annuncia: “Siamo l’unico movimento politico diverso che non utilizza una sola lira di contributi. Sarà per questo che il Giornale inventa scoop per infangarci? Se Feltri non rettificherà le balle del suo giornale voglio incontrarlo. Incontrarlo fisicamente, intendo. Sempre che non abbia paura…”.

Grillo, sei contento delle stime che vi danno al 3%?
Per nulla: è un dato taroccato.

Ma come, taroccato? Sareste a un passo dal quorum…
Ma noi siamo dieci passi oltre. Noi siamo già, in potenza, oltre il 10%. Quando si è votato, parlo di voti veri, abbiamo preso il 7,3%, solo in Emilia Romagna!

Però vi siete presentati in sole cinque regioni, perché?
Non siamo un movimento di cartapesta. Siamo presenti dove c’è Rete, dove c’è banda larga… E presto saremo ovunque.

Non pensi che parlare di “incontrarsi fisicamente” sia un linguaggio violento?
Se c’è uno che sa usare le parole sono io. E mi sono veramente rotto i co-gli-oni di chi le usa per infangare ragazze e ragazzi che fanno politica in modo pulito, senza mendicare prebende…

Per lei è un attacco politico?
Ho affidato Il Giornale a un avvocato. Il titolo di prima dà una notizia falsa: “Grillo vuole soldi dallo Stato”. Poi, quando vai a pagina 7, il pezzo è pieno di condizionali e ipotetiche: se… se… se… Ecco come il signor Feltri fa scuola di disinformazione.

La metti anche sul piano personale.
Certo, Feltri è una Onlus. Lui si che è pieno di soldi pubblici: a Libero prendeva direttamente 5 milioni di euro all’anno. Ora con Il Giornale, fa incetta di contributi indiretti…

Passiamo all’acqua. Il referendum è la vostra crociata?
Siamo stati i primi a denunciare le porcate che hanno portato alla legge sulla privatizzazione.

Il centrodestra dice che la proprietà resta pubblica.
Hi, hi hi… che ridere… Sono comici, e nemmeno lo sanno. Con le concessioni sull’acqua si stanno facendo ricchi… In tutti i comuni in cui sono stati dati appalti di gestione l’acqua è aumentata del 100%. Mentre Tremonti spara balle sul rigore…

Perché?
È con i servizi che si fanno i soldi. La depurazione dovrebbe essere un servizio sociale e invece è diventata un business. I servizi che vengono venduti assieme all’acqua sono più importanti dell’acqua, capisci?

Esempio?
Parigi: il sindaco Delanoe ha dovuto clamorosamente de-privatizzare, recuperando 40 milioni di euro l’anno.
Cinque stelle rischia di essere solo un movimento di protesta?
Quelli che protestano sono gli altri… Noi da anni stiamo dando le uniche ricette per sfuggire allo strozzinaggio della finanza e del finto capitalismo….

Ti senti anticapitalista?
Macchè, questa è la minima dose consentita di socialdemocrazia, altro che anticapitalismo!
Addirittura…
Qui si stanno svendendo i beni pubblici nel quale è cresciuta la democrazia: parchi, le scuole, i trasporti… Tutto in nome della presunta sacralità del mercato. Stanno facendo a pezzi le conquiste di mio padre e di mio nonno.. Bisogna incazzarsi!

Come funzionerà la vostra Woodstock di Cesena?
Il bello è questo. Non lo so.

Come, non lo sai?
So che verranno le migliori intelligenze d’Italia: gruppi musicali della Madonna, ragazzi in tenda, famiglie in roulotte, spazi per i bambini…. So che io sarò lì ad accogliere tutti, che parleranno poche personalità scomode e poco sentite in tv… Ma se mi chiedi i dettagli, non so dirteli. Arriveranno!

Quanto costa il meeting?
Più o meno 240mila euro, che stiamo cercando di autofinanziare integralmente. Se manca qualcosa, metto di tasca mia…

Alla faccia di tutte le leggende sulla taccagneria dei genovesi?
Alla faccia di chi pensa che si fa politica solo se paga lo Stato.

Parliamo degli altri politici. L’ultima volta che ti ho intervistato trafiggevi i leader del Pd.
Cambiano i leader, ma non la sostanza. Anzi: è ancora più arduo. Se ci fai caso Bersani è difficile persino immaginarselo. Sai, è il leader di una cosa che non c’è, non è mica facile….

Fra i tuoi elettori ce ne sono molti che votavano Pd…
E infatti non hanno colpe! Ma io ho le palle piene di questi.

Li prendi in giro?
Ma figurati: solo che sono mor-ti, mo-rti! Lo ripetiamo da anni, e solo adesso la gente si è resa conta che il Pdl-meno-elle esiste davvero….

Cosa gli rimproveri?
Tutto. Il fatto più grave è che dicono le robe a metà… Secondo Bersani esiste un nucleare cattivo, quello del governo, e poi ce nè uno buono e sicuro, il suo.

Quasi sicuro….
Già, peccato che sia quel quasi che li fotte: seguendo il Bersani-pensiero anche Chernobyl, anche il Titanic erano quasi sicuri…. L’idea che nella mente di Bersani esista un nucleare sicuro mi sconvolge…

Che pensi allora di Veronesi?
Mi dispiace che abbia messo la sua faccia a disposizione di un piano che serve ad arricchire Ligresti e Trochetti Provera…. Mi spiace anche per Renzo Piano che è un mio vero amico, e lo resta. Però non li capisco.

E Di Pietro, ora, ti senti concorrente?
Non c’è mai stata concorrenza, fra me e lui. Resta, anzi, la voglia di collaborare, è una persona straordinaria. Solo che lui è un politico: guida un partito, fa alleanze tattiche che noi non possiamo fare.

E di Vendola, che hai invitato a votare in Puglia?
Lo stimo. Però lo aspetto al varco, per sapere se trivellerà il mare in cerca di pozzi di petrolio, o se costruirà quattro inceneritori dicendo che se li è trovati. Penso che se entra in coalizione avrà le mani legate.

Lui si candida alla guida del centrosinistra, e tu?

Ma per carità! Ci ho provato con il Pd, era una provocazione per parlare ai suoi elettori. Non hanno capito che conveniva pure a loro, pazienza.

Ma voi potreste coalizzarvi?
Credo che esprimeremo un nostro candidato premier.

Tu?
Macché, sarà un ragazzo di trent’anni.

Allora chi? Favia, che ha preso l’8% in Emilia Romagna?
È stato eletto per fare un altro lavoro, e noi non facciamo i cacciatori di poltrone.

Lo spettacolo quando parte?
A ottobre. Si chiamerà Grillo’s back, e sarà pieno di sorprese, compresa un po’ di magia. Probabilmente mi farò tagliare in due. Te la immagini la scena?

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28 luglio 2010

Hera: cede per 105,6 mln 20% Herambiente – Milano Finanza Interactive Edition

Fonte: www.milanofinanza.it

27/07/2010 18.06

BOLOGNA (MF-DJ)–Hera e una societa’ controllata da Eiser Infrastructure Limited, Ambiente Arancione Cooperatief U.A, hanno firmato oggi un accordo vincolante per l’acquisto di una quota pari al 20% del capitale di Herambiente.

Lo si apprende da una nota nella quale si spiega che il corrispettivo per l’acquisto del 20% di Herambiente e’ pari a 105,6 mln euro (soggetto ad aggiustamento di prezzo al closing in base alla variazione della posizione finanziaria netta rispetto al 31 dicembre 2009), che equivale a una valutazione implicita per il 100% del capitale di 528 mln. Inoltre, Ambiente Arancione avra’ l’opzione, esercitabile entro 3 mesi dal perfezionamento dell’acquisto del 20%, di acquisire fino ad un ulteriore 5%, ad un prezzo per azione uguale a quello riconosciuto sul 20%.

Herambiente e’ attiva in Italia nello smaltimento e recupero dei rifiuti, sia urbani che speciali. Il gruppo gestisce l’intero ciclo del trattamento e recupero dei rifiuti, ad eccezione della raccolta, attraverso 77 impianti (discariche, termovalorizzatori, impianti di selezione, di compostaggio, di trattamento chimico-fisico, di biostabilizzazione, di biogas, di digestione anaerobica, di trattamento fanghi, di inertizzazione, di stoccaggio). In particolare, Herambiente conta 7 impianti WTE (di cui 5 di recente costruzione), 11 discariche ed una capacita’ installata per il recupero energetico superiore a 110 MW.
Nel 2009, il gruppo ha smaltito 5 mln di tonnellate di rifiuti, di cui 1,7 mln di rifiuti urbani e 3,3 mln di rifiuti speciali, e ha avuto ricavi consolidati pari a circa euro 368 mln, un Ebitda di 148 mln ed un utile netto di 28 mln….

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28 luglio 2010

Forlì, Pirini (DestinAzione): “Aeroporto, per Muzzarelli è come giocare a playmobil”

FORLI’ – Ci permettiamo di intervenire nella querelle che ha coinvolto l’aeroporto di Forlì perché la situazione è paradossale. L’assessore Muzzarelli dice: “Semplificare le cose complesse e’ fare brutta politica, noi abbiamo il dovere di fare cose serie che hanno delle gambe. Dobbiamo ragionare cercando di anticipare i tempi e non ripetere gli stessi errori del passato”. Noi ci chiediamo, se pensa che razionalizzare un sistema aeroportuale sia come giocare con Playmobil e se sa che finora l’errore fatto è stato proprio quello di continuare ad investire in un aeroporto morto e sepolto.
Fonte:
http://www.romagnaoggi.it/forli/2010/7/27/167781/

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27 luglio 2010

Il Ridolfi, la Cina e il cargo

Ci permettiamo di intervenire nella querelle che ha coinvolto l’aeroporto di Forlì perché la situazione è paradossale. L’assessore Muzzarelli dice:“semplificare le cose complesse e’ fare brutta politica, noi abbiamo il dovere di fare cose serie che hanno delle gambe. Dobbiamo ragionare cercando di anticipare i tempi e non ripetere gli stessi errori del passato”,.

Noi ci chiediamo, se pensa che razionalizzare un sistema aeroportuale sia come giocare con Playmobil e se sa che finora l’errore fatto è stato proprio quello di continuare ad investire in un aeroporto morto e sepolto.

L’assurdità della proposta, denota una mancanza assoluta di conoscenza del territorio e di valutazione serena dello stato attuale dell’economia, visto che Forlì non è uno snodo di vie di comunicazione e che per la tipologia di aeroporto e  per la sua ubicazione, in centro città, non ha nessuna prospettiva.

L’Assessore non conosce neanche i dati forniti dalla Seaf stessa sul trasporto merci e passeggeri. Ci permettiamo di ricordargliene alcuni

Nel 2004 furono movimentati dal Ridolfi 558.190 passeggeri e 1.533 tonnellate di merce, nel 2006 solo 618 tonnellate, nel 2007 addirittura 47 e nel 2009, mentre i passeggeri sono stati 523.944, la merce solo 1 tonnellata. Una tonnellata. Sicuramente una grossa vocazione al cargo.
A meno che… a meno che, l’assessore non stia cercando di affossare definitivamente l’economia del nostro territorio, in totale spregio proprio alla situazione di Forlì.

Come idea di buona politica l’assessore prevede quella di fare un cargo con collegamenti diretti con Shangai. Una domanda: chi ci guadagnerebbe veramente da tutto ciò?

Viene veramente lo sconforto a sentire questi discorsi e meno male che il segretario del PD Di Maio mette un freno a queste affermazioni che giustamente definisce “boutade”, così come il Sindaco Balzani che si è affrettato a sentire l’assessore regionale ai trasporti Peri e che ci ha garantito in Consiglio Comunale che le posizioni di Muzzarelli non sono supportate dalla giunta.

Ricordiamo però che la privatizzazione reale dell’aeroporto, senza partecipazione del pubblico, se non nella fase di controllo, non è quello che si sta perseguendo.

Prima di dire che il pubblico non si assumerà altri oneri, vorremo vedere i patti parasociali che legano il 40% pubblico al 60% privato, affinché si chiarisca che non succederà come nel modello TAV in cui il 40% pubblico si assume tutti gli oneri, mentre al 60% privato non ne spetta neanche uno.

Molto più saggiamente si comporta il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Defranceschi ad insistere chiedendo la chiusura dell’aeroporto Ridolfi che rappresenta solo un continuo buco per le casse del Comune di Forlì, principalmente, e di quelle della Regione, nonché la riconversione dell’area ad attività che abbiano ricadute reali sul benessere e sull’economia del territorio.
Raffaella PIrini
Consigliere Comunale

Lista Civica DestinAzione Forlì

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27 luglio 2010

question time trattamenti diserbanti ed erbicidi – luglio 2010

trattamenti diserbanti e insetticidi adulticidi

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25 luglio 2010

AEROPORTO FORLI’. 5STELLE: E’ UN ENTE INUTILE DA CHIUDERE

“Vi riportiamo alcuni articoli che riguardano l’aeroporto di Forlì. L’uscita dell’assessore Muzzarelli suscita le risposte del MoVimento 5 stelle e del PD stesso, tanto l’ha sparata grossa…”DEFRANCESCHI: MUZZARELLI PROCRASTINA COMA VEGETATIVO DEL RIDOLFI (DIRE) Bologna, 23 lug. – Un “inutile carrozzone” da chiudere alpiu’ presto. Interviene cosi’ il Movimento 5 stelle sul casodell’aeroporto di Forli’, dopo che l’assessore regionale alleAttivita’ produttive, Giancarlo Muzzarelli, ha lanciato l’idea diconvertirlo a scalo merci. “Le parole di Muzzarelli- commenta inuna nota Andrea Defranceschi, capogruppo dei grillini in Regione-non fanno che procrastinare la situazione di coma vegetativodello scalo forlivese”. Defranceschi non esita a definirlo “unaltro ente inutile fatto di Cda, presidenti e vice, che ogni annoci costa milioni di euro solo per appianare i debiti accumulati”. Senza considerare, aggiunge il grillino, “le note lotte di potereche scatenano ogni volta le nomine dei dirigenti, come accadeoggi per l’aeroporto di Bologna”.   La Regione, insiste Defranceschi, “pare programmareinvestimenti e destinazione d’uso dello scalo affidandosi allasperanza che le cose girino bene nei rapporti commerciali con laCina. Ovviamente auguriamo a Muzzarelli e al presidente VascoErrani, in partenza per Shangai, di tornare a casa carichi diimportanti commesse”. Pero’, mandano a dire i grillini, “sarebbeora che viale Aldo Moro si occupasse seriamente di organizzazionedegli scali, invece di insistere a tenere in vita un morto checammina come quello di Forli’”.

(ER) AEROPORTO FORLI’. MUZZARELLI: LO VEDREI BENE COME SCALO MERCI (DIRE) Bologna, 23 lug. – Cambiare la vocazione dell’aeroporto diForli’: da passeggeri a cargo. E’ l’idea di Giancarlo Muzzarelli,assessore regionale alle Attivita’ produttive, esposta questamattina a Bologna a margine di un convegno in Regione sull’Expodi Shanghai. “L’aeroporto di Forli’ e’ in una posizioneintermedia e va riconvertito- sostiene Muzzarelli- se con la Cinai rapporti migliorano e le cose vanno bene, le nostre impreseavranno bisogno di un collegamento puntuale, soprattutto per lemerci”, tra l’Emilia-Romagna e il grande Paese asiatico. Perquesto “non sarebbe male dedicare lo scalo di Forli’ inparticolare alle merci- afferma Muzzarelli- tenendo Bologna eRimini per il trasporto passeggeri”.   Secondo Muzzarelli, dunque, “non si tratta di chiudere oaprire. Invece di parlare di chiusura di uno scalo, parliamo diriorganizzazione. Semplificare le cose complesse e’ fare bruttapolitica- continua l’assessore regionale- noi abbiamo il doveredi fare cose serie che hanno delle gambe. Dobbiamo ragionarecercando di anticipare i tempi e non ripetere gli stessi erroridel passato”, manda a dire Muzzarelli.
(ER) AEROPORTO FORLi’. PD STRONCA IPOTESI REGIONE SCALO MERCI DI MAIO ALL’OFFENSIVA SU MUZZARELLI: DA LUI UNA BOUTADE ESTIVA (DIRE) Bologna, 23 lug. – Una “boutade estiva” che lascia”interdetti”. Cosi’ il segretario provinciale del Pd di Forli’,Marco Di Maio, in una nota stronca la proposta avanzatadall’assessore regionale alle Attivita’ produttive, GiancarloMuzzarelli, che vedrebbe bene la riconversione del ‘Ridolfi’ dascalo passeggeri a scalo merci, a servizio delle impreseemiliano-romagnole che stanno avendo sempre piu’ successo inCina. “La proposta di Muzzarelli lascia interdetti- attacca DiMaio- anche perche’ richiederebbe strutture e investimentiaggiuntivi senza che vi siano dati oggettivi e piani industrialiche possano testimoniare la validita’ di un cambio di vocazionecosi’ importante per l’aeroporto di Forli’”. Che sia necessarioriorganizzare il sistema degli aeroporti in Emilia-Romagna “e’chiaro ed evidente a tutti- continua Di Maio- ma lariorganizzazione deve essere pensata e realizzata badando alleconcrete possibilita’ di realizzazione e soprattutto coinvolgendoin questo progetto i territori interessati, piuttosto che conboutade estive di dubbia realizzazione”.   Del resto, dice ancora il segretario provinciale del Pd,”l’aeroporto di Forli’ e’ il secondo aeroporto della Regione pervolume di traffico passeggeri e gli investimenti fatti fino adoggi, a cui anche la Regione ha contribuito, vanno in questadirezione. Un dato di cui e’ necessario tenere conto anche quandosi parla di vocazione degli scali- bacchetta Di Maio- cosi’ comeva tenuto conto anche di tutto cio’ che ruota attornoall’aeroporto, come il polo tecnologico-aeronautico che e’ unaperla di spessore nazionale”Insomma, secondo il Pd di Forli’l'aeroporto della citta’ ha “un’unica strada per uscire da questasituazione di crisi. La Regione deve impostare una programmazionedi sviluppo unica del sistema aeroportuale- sostiene ilsegretario del partito- che tenga conto delle specificita’ diciascuno scalo anziche’ metterli in conflitto tra loro, senzapenalizzare alcun territorio”. In altre parole, manda a dire DiMaio, “la strada dell’integrazione tra gli scali, a cominciare daquello di Rimini, e’ l’unica davvero perseguibile”.   Ma oltre all’integrazione fra gli aeroportidell’Emilia-Romagna, secondo il Pd di Forli’ la strada da batterecon insistenza e’ quella della privatizzazione dello scalo. “E’necessario tenere il massimo rigore possibile nel controllo digestione e nella razionalizzazione dei costi- spiega Di Maio- eallo stesso tempo proseguire piu’ speditamente verso laconcessione trentennale dello scalo da parte di Enac. Questoconsentirebbe di spalancare le porte alla privatizzazione, che vaaccelerata attraverso ogni mezzo possibile”.

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24 luglio 2010

Allegato modificato POC e RUE

06_Emendamento1 et 2_ Ass.re + II commissione

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24 luglio 2010

relazioni consiglio comunale 26 luglio

Relazioni Consiglio comunale 26 luglio 2010

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24 luglio 2010

CC del 26 luglio 2010 – comunicazione argomento aggiuntivo

26 luglio 2010 comunicazione argo

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24 luglio 2010

VIDEO – Circoscrizione 1 Consiglio del 14.07.10

Parte 1 di 2

Parte 2 di 2

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20 luglio 2010

COMUNICATO STAMPA: Nei “comitati contro” ora ci stanno gli altri

Quando si parla di Hera, il PDL è abituato a strillare: dichiarazioni di fuoco contro la rossa creatura che pensa solo ad arricchire i propri soci.
Basti pensare alle ultime elezioni regionali, con la provincia di Forlì tappezzata ovunque di manifesti con la scritta “meglio se non c’Hera”. Il dubbio è: lo fanno perché ci credono o per sfruttare la situazione?

Fino ad ora non si è mai presentata l’occasione per portare avanti con i fatti quanto si era abituati a dire.

Ora invece, e speriamo che sia veramente così, Forlì si ritrova con un Sindaco che sa distinguere il ruolo di amministratore (il suo) da quello del gestore dei servizi (Hera).

L’amministratore decide, il gestore esegue. Più facile a dirsi che a farsi, ma in tanti nemmeno ci provano.
Pochi altri primi cittadini si comportano in questa maniera: Zoffoli a Forlimpopoli, soprattutto Zaccarelli a Bertinoro; eccezioni alla regola secondo cui sarebbe vero il contrario, cioè i potenti comandano e il Comuni obbediscono.
I nostri ex sindaci Masini & Rusticali, tanto per fare un esempio, forse soffrono di problemi alle ginocchia per tutte le volte in cui probabilmente si sono dovuti, o voluti, genuflettere.

Il sistema di raccolta dei rifiuti Porta a Porta, con un inceneritore costato miliardi e non ancora ammortizzato, è un bel dispetto per Hera: se questo sistema continuasse ad espandersi, il loro costosissimo impianto si rivelerà per quello che è in realtà: un mero affare economico fatto con i nostri soldi e la complicità dei politici.

E’ una bella soddisfazione vedere l’ing. Talamonti che parla bene del Porta a Porta, immaginando il rospo che lui, Hera e una buona fetta del PD stanno inghiottendo.
Questa situazione “nuova” serve anche a smascherare coloro che fingevano di combattere le pessime strategie di Hera, distinguendoli dagli altri.

Il primo a farsi notare è stato Alessandro Spada (PDL) che probabilmente vuole diventare paladino dei contrari, sfruttando le solite scuse banali: il pesce puzza, il pannolino sporca, nel monolocale al quinto piano c’è poco spazio. Problemi tutti risolvibili ma, in questa prima fase, molto sentiti.

Facile pensare che, nella fase di rodaggio del sistema di raccolta Porta a Porta, molti saranno li, pronti a fare sciacallaggio. Ma questo sistema di raccolta è migliore di quello a cassonetto e tutti lo capiremo presto. Naturalmente occorrerà vigilare, giorno e notte, su ciò che accadrà e noi ci saremo. Da anni stiamo lottando per questo, non abbiamo certo intenzione di fermarci ora.

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17 luglio 2010

Assemblea porta a porta del 20 luglio 2010 – 20.30 – Circ. 1

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17 luglio 2010

CONSIDERAZIONI: vorrei essere un disoccupato!

Vorrei essere un disoccupato!

Non pensi che sia andata fuori di senno per la calura di questi giorni o, men che meno, che voglia farmi gioco di un problema che è purtroppo una tragica realtà per tante famiglie, ma mi creda, avrei solo un enorme piacere nel constatare che per me (e per i miei colleghi ) esiste un problema occupazionale:  sono un oncologo e una nostra crisi occupazionale starebbe a significare che di cancro ci si ammala e si muore sempre meno!

Ma purtroppo non è così: di cancro, come di tante altre malattie invalidanti, ci si ammala sempre di più ed in età sempre più giovane e purtroppo anche se si mantiene uno stile di vita esemplare!

Credo che purtroppo ben pochi,   fra coloro che in questo momento  stanno leggendo queste mie parole,  non abbiano sperimentato direttamente o su qualche proprio caro la devastazione  che malattie come il cancro comportano sulla vita delle persone.

Parlare di devastazione  delle nostre vita a causa del cancro quando da qualche parte sembra che la guerra contro il cancro sia per essere vinta ( magari con qualche “camera magica” in grado di fare diagnosi sempre più precoci, come di recente affermato dal Prof. Veronesi) può sembrare esagerato, eppure proprio questo termine molto forte ” devastazione” è stato usato in una lettera del 10 aprile u.s. indirizzata al Presidente Obama e che accompagna un corposo report di 240 pagine redatto da un panel di oncologi  incaricati dal governo U.S.A. di valutare  i rischi ambientali del cancro.

Gli  scienziati autori del lavoro letteralmente affermano: “il popolo americano, spesso ancor prima di nascere, è continuamente bombardato da una miriade di composizioni di esposizioni pericolose. Il panel sollecita con forza ( Lei Presidente Obama n.d.r) a fare tutto ciò che è in Suo potere per rimuovere cancerogeni ed altre tossine dal nostro cibo, acqua, aria perchè  tutto ciò  necessariamente comporta aumenti di costi per la salute, danneggia la produttività del nostro paese e devasta la vita degli americani“.

Leggere queste parole  – che sono esattamente ciò che noi medici per l’ambiente da tanti anni sosteniamo -  in un report ufficiale del governo americano credo dovrebbe indurre tutti ad una seria e ponderata riflessione perchè è evidente che non  sono più solo scienziati ”dissidenti” o frange minoritarie a portare avanti queste tesi.

Posso affermare – senza timore di essere smentita – che il cancro da cui nel 100% dei casi si guarisce senza costosissime cure,  senza sofferenze e quello che non sconvolge la nostra vita  e quella delle nostre famiglie è quello… di cui non ci ammaliamo!

E’ ben vero, però, che il cancro che non contraiamo è anche quello che  non comporta prestigio, fama, onore e soldi a chi poi pretende [?]  di curarci!

Credo che dobbiamo avere il coraggio di ridiscutere tante scelte di questi ultimi trenta anni: trasferire tout court, ad esempio, all’ambito della salute criteri come “aziendalizzazione”, “privatizzazione”, “produttività” o trasformare istituti di cura in società di diritto privato (s.p.a. o s.r.l. che siano)  ha portato  a conseguenze di certo non sempre positive.

Ai tempi dell’ antico impero cinese i medici venivano retribuiti fino a quando i loro assistiti erano in buona salute e non ricevevano più alcun compenso quando viceversa si ammalavano: forse la proverbiale saggezza cinese aveva  colto nel segno e se anche noi ci armassimo della medesima saggezza la nostra salute sarebbe certamente più tutelata.

Patrizia Gentilini

Associazione Medici per l’ Ambiente

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15 luglio 2010

Evento: animazione del “Gaddo” ISDE Forlì – Giadini Orselli – 16 luglio dalle 21

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15 luglio 2010

SAPRO E’ FALLITA COME LA SUA POLITICA

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14 luglio 2010

IL MOBILE IMBOTTITO ALLA RIBALTA IN REGIONE

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13 luglio 2010

Convocazione II^ Commissione 19 luglio 2010

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13 luglio 2010

Convocazione della III^ Commissione del 19 Luglio 2010

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