In questi giorni si sta insistendo nei giornali sul fatto che il “parcheggione” di Piazza Guido da Montefeltro è un’opera d’arte. Sembra quasi che incarni, dalle definizioni nei vari articoli giornalistici, il cuore pulsante di una città.
Leggendo le varie esternazioni, non fondate su effettivi elementi indiscutibili, viene da pensare che, come al solito, si giochi con le parole per impedire una corretta visione delle cose.
Partiamo dal concetto di Arte. L’arte dovrebbe avvicinare le persone al sublime, dovrebbe essere una occasione di riflessione, dovrebbe ispirare e rivitalizzare.
Da una parte del contendere, Il famoso progetto firmato dall’Architetto Sacripanti, il ”parcheggione”, per intenderci. Una realizzazione dai costi abnormi, di bellezza alquanto discutibile, probabilmente anche per via dei tagli che la progettazione iniziale, definita da Zanniboni maggiormente accattivante, dovette subire a causa dell’ipotetico insediamento del mercato ambulante. Dall’altra il buon senso comune , in base al quale la “cementificazione gratuita” è uno sfregio alla natura, al paesaggio ed alla bellezza. Cementificare in modo superfluo non è più politicamente corretto e per di più viene visto dai cittadini come uno spreco di materie prime e di denaro; insomma denota l’inettitudine di una classe politica.
Come recita un antico proverbio irlandese, “una scimmia vestita da sposa, resta pur sempre una scimmia”. Insomma, il parcheggio “opera d’arte” dell’Architetto Sacripanti non rivitalizza gli occhi; tuttalpiù le avvicinerà a riflessioni di altro tenore: “Ma che c’entra questo obbrobrio, ingombrante e poco accessibile con un’opera d’arte?” “Ma era proprio necessario fare delle gettate di cemento così imponenti?”.
Oltretutto è un luogo pericoloso per le auto: basta una semplice manovra sbagliata per andare a sbattere contro quegli orribili muretti in cemento e rischiare centinaia di euro di danni; come se non bastasse, non si capisce con quale criterio si è reso il parcheggio l’unica via di fuga da quel lato del centro storico.
L’Assessore Rava ha evidenziato che sarebbe possibile la creazione di un prato sopra un parcheggio interrato. Noi di DestinAzione Forlì crediamo che si potrebbe, per evitare progetti troppo costosi, semplicemente creare un giardino pensile e trasferire posti auto al di fuori della circonvallazione.
Essenziale riconoscere che si cavalca tanto l’onda della riqualificazione urbana, del verde… speriamo che si parta con questo parcheggio, per creare uno spazio, dove arte e bellezza della natura convivono.
Non dimentichiamoci che “I fiori: natura e figura dal seicento a Van Gogh”, grande mostra a Forlì, porterà tantissimi visitatori. Sarebbe sicuramente positivo se i turisti entrassero in contatto con un buon biglietto da visita, rimanendo dal verde posto con lungimiranza dinnanzi al complesso del San Domenico.
Quello che serve per attirare finanziamenti sono i progetti. Quando un progetto è valido, e se c’è una buona classe politica che valuta coerentemente, quel progetto otterrà sicuramente un riscontro economico. Sfruttiamo la potenzialità, la genialità e l’entusiasmo dei giovani laureati e non cerchiamo il grande nome isolato, come fu per Sacripanti o per Gae Aulenti, che progettò l’inceneritore. Mediante un bando serio e una progettualità mirata da parte di giovani Architetti forlivesi, sarà possibile la realizzazione di uno spazio dove sobrietà e bellezza possano integrarsi. Questa è arte. Questo è l’unico modo per iniziare a fare riqualificazione urbana e per porre le basi per la riforestazione delle città.
RAFFAELLA PIRINI
CONSIGLIERE COMUNALE DESTINAZIONE FORLI’