interventi in consiglio comunale di oggi 01-03-2010: ASP – AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA
ASP – AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA
L’Assessore Drei nell’introduzione alla delibera dice che con questa ci si lega meglio all’accreditamento e io rispondo che l’accreditamento non è la soluzione dei problemi, anzi, quindi l’Asp si porta dietro anche il vizio di forma dell’accreditamento
Dice anche che sono piccole aziende di servizi alla persona che hanno fatto richiesta.
In realtà Dovadola ha fatto ben due ricorsi contro, però è ancora lì, inserita fra quelle da inglobare.
L’Asp non funzionerà perchè si fanno gestire le cose locali altrove e in più con pochi soldi visto che con l’accreditamento ci sarà la retta bloccata e perchè la retta è applicata alla gestione intera, non a una prestazione singola.
Le case di riposo, che non sono tutte uguali, potranno trovarsi nel problema di avere dei costi che non riusciranno a sostenere, soprattutto dopo i primi anni, durante i quali si avrà in realtà un aumento rispetto alla retta attuale, almeno nella nostra zona.
Nello statuto si rilevano alcune criticità:
1)l’ingresso da lista unica nelle varie case di riposo è governato dalla ausl e andrebbe specificato che avviene con priorità nei confronti degli abitanti del posto. Secondo la dirigente Ibba in realtà si dà già priorità, più che al luogo, alla scelta dell’utente.
2)c’è l’impegno da parte dei soci, che sono i Comuni, di ripianamento delle perdite, ma è indicato molto labilmente e andrebbe specificato meglio e chiarito, altrimenti poi a farne le spese sono i degenti.
Nel testo che ci è stato sottoposto il ripiano perdite è previsto sia nello statuto che nella convenzione all’art 6 della convenzione: il ripianamento avviene sulla base del numero dei cittadini residenti che hanno goduto dei servizi. È l’assemblea dei soci che decide questo.
In realtà in delibera si dice che “il presente atto deliberativo non comporta obbligazioni per il Comune” e sinceramente non mi è chiaro il meccanismo con cui poi si dice che i soci (i Comuni) ripianeranno le perdite, causando ovviamente un’obbligazione per il Comune..
3)il CDA è previsto che sia pagato, che il Presidente sia remunerato e i consiglieri prendano gettone di presenza. Ci sono dei limiti?
Attualmente ci sono diverse strutture, non solo di questa Asp, come Castrocaro, che hanno consiglieri che operano gratis.
Nulla vieta che queste cariche siano gratuite e sarebbe molto più bello, opportuno e corretto che anche nella nuova Asp ci fosse quindi questa possibilità.
La remunerazione al massimo può essere l’80% del compenso del Sindaco che conferisce il maggior valore di servizi, che è il Sindaco di Predappio, quindi 28.000 euro. Il Direttore prende 6.000 euro, nonostante sia a suo carico l’effettiva responsabilità della gestione aziendale, mentre il gettone dei consiglieri è pari a 150 euro.
4)L’art 33 comma 2 definisce le caratteristiche del Direttore.
Si chiede che il Direttore sia anche l’esecutore delle delibere, non solo il proponente delle iniziative al consiglio, altrimenti potrebbe esserci una sorta di prevaricazione sul Direttore (sappiamo che il Presidente è più politicizzato del Direttore) considerando che poi è il Direttore ad essere responsabile della gestione aziendale.
Nello statuto invece è indicato il Presidente come chi sovrintende all’esecuzione degli atti
Rilevo che non è stata accolta nessuna delle mie indicazioni per cui non posso dare voto favorevole a questa delibera.
SOCIETÀ CONSORTILE PER IL CENTRO STORICO
L’idea di partenza della cabina di regia è un’idea buona, ma subito sorge spontanea una domanda.
Perchè si escludono gli altri soggetti? I soggetti culturali non ci sono, ci sono solo i commercianti, sarebbe stato più opportuno includere anche queste realtà nonché i rappresentanti delle circoscrizioni, dei quartieri, dei cittadini quindi, dando loro l’opprtunità di diventare soci.
Dal punto di vista del nostro gruppo è un errore grossolano.
Penso che fino ad ora sia stato proprio fatto lo sbaglio di non ascoltare e di non coordinare le idee che venivano dagli esercenti e dalle associazioni culturali.
Allo stesso tempo penso che non si debba sollevare l’assessorato dal suo onere di gestire la città e per questo penso che l’aspetto progettuale non è detto che sia per forza a carico dei soggetti che andranno a comporre questa nuova società.
Poi se non funziona, la responsabilità politica di chi è?
Buona la scelta, introdotta in un secondo momento, peraltro, di non dare emolumenti alle cariche amministrative, ma poi nulla vieta che questi non vengano poi introdotti. Bisogna poi valutare a quanto ammontano i rimborsi delle spese previsti.
Non voglio essere pessimista, spero che questo strumento risulti utile, ma speravo anche che si volesse colmare la lacuna di non aver incluso tutti gli attori.
Sarebbe stato meglio, secondo me, una struttura di mero coordinamento con la partecipazione dei cittadini e delle associazioni culturali perchè non vedo come si possano creare iniziative tipo “i mercoledì sera” senza l’intervento delle associazioni culturali.
Capisco la maggioranza quando dice che questa struttura è solo un pezzo degli strumenti per rilanciare il centro storico, ma mi sembra in realtà troppo macchinosa per essere solo “un pezzo”.
Sarebbe stata secondo me una possibilità migliore per la città partire in maniera più organica con tutti gli attori del caso.
Non abbandono l’aula come i colleghi dell’opposizione, prendendomi la responsabilità di portare avanti posizioni anche in contrasto con i miei colleghi consiglieri, ma non posso far altro che votare contro perchè non sono state accolte le richieste fatte e la proposta della magigoranza non corrisponde all’idea che il mio gruppo ha della cabina di regia.




































