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9th marzo 2010

PREMESSO CHE LA STRUTTURA che è definita essere il futuro centro Commerciale di Pieveacquedotto…

post in 11- CIRCOSCRIZIONI |

PREMESSO CHE LA STRUTTURA   che è definita essere il futuro centro Commerciale di Pieveacquedotto,  è stata quasi definitivamente costruita, non si deve a priori escludere che vengano  scelti criteri  migliorativi di salvaguardia del territorio interessato.

La massima attenzione va data alla viabilità che coinvolge notevolmente i residenti e un contesto ampissimo della città.

L’interesse  va   indirizzato in modo tale da rendere concretamente accettabile una struttura che già sul nascere dimostra essere “ VECCHIA”.

NON ESCLUDERE CHE TALE  EDIFICIO POSSA ESSERE UTILIZZATO PER  ALTRI INTERESSI ED USI  UTILI AI CITTADINI E ALLA CITTA’, APPLICANDO UN CAMBIO D’USO.

1)    Sono in molti a pensare che di tale Centro Commerciale i cittadini Forlivesi non ne abbiano bisogno. Esiste la perplessità  che possa seriamente  nuocere alle piccole realtà commerciali esistenti del Centro Storico. E’ risaputo che l’economia locale non sarà tutelata dato l’insediarsi in queste strutture di una miriade di Multinazionali Estere che, in quanto tali, trasferiscono ingenti somme di denaro all’estero;

2) proposte di tali complessi Commerciali escludono a priori,  la possibilità di mantenere e ristabilire un’economia locale, non dando la possibilità alle piccole attività commerciali –  “dal Produttore al consumatore a Km. O.”, con tutto l’indotto che vi gira attorno di sorgere o di consolidarsi. La politica del MACRO-COMMERCIO, avviata oltre 30 anni or sono in America, e di Stati Europei, è risultata FALLIMENTARE, al punto che negli ultimi anni, sono stati adottati sistemi incentivanti affinché si ristabilissero le piccole “botteghe” di prodotti alimentari-ortofrutticoli locali e tutte le realtà locali, che incentivano, promuovono l’accrescimento e il miglioramento dell’economia locale.

3)Inoltre va evidenziata la probabilità,   che  quegli esercenti che volessero svolgere le  loro attività all’interno dei locali a disposizione nel complesso per attività commerciali secondarie, non siano in grado di sostenere affitti probabilmente non ECONOMICI, in aggiunta ai costi dei consumi energetici.

Per questi molteplici motivi,  si ritiene  di proporre un parere contrario alla variante in quanto discendente dal progetto originale dell’Iper.

Consigliera di Circoscrizione

( Patrizia    Cimatti )

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