PREMESSO CHE LA STRUTTURA che è definita essere il futuro centro Commerciale di Pieveacquedotto…
PREMESSO CHE LA STRUTTURA che è definita essere il futuro centro Commerciale di Pieveacquedotto, è stata quasi definitivamente costruita, non si deve a priori escludere che vengano scelti criteri migliorativi di salvaguardia del territorio interessato.
La massima attenzione va data alla viabilità che coinvolge notevolmente i residenti e un contesto ampissimo della città.
L’interesse va indirizzato in modo tale da rendere concretamente accettabile una struttura che già sul nascere dimostra essere “ VECCHIA”.
NON ESCLUDERE CHE TALE EDIFICIO POSSA ESSERE UTILIZZATO PER ALTRI INTERESSI ED USI UTILI AI CITTADINI E ALLA CITTA’, APPLICANDO UN CAMBIO D’USO.
1) Sono in molti a pensare che di tale Centro Commerciale i cittadini Forlivesi non ne abbiano bisogno. Esiste la perplessità che possa seriamente nuocere alle piccole realtà commerciali esistenti del Centro Storico. E’ risaputo che l’economia locale non sarà tutelata dato l’insediarsi in queste strutture di una miriade di Multinazionali Estere che, in quanto tali, trasferiscono ingenti somme di denaro all’estero;
2) proposte di tali complessi Commerciali escludono a priori, la possibilità di mantenere e ristabilire un’economia locale, non dando la possibilità alle piccole attività commerciali – “dal Produttore al consumatore a Km. O.”, con tutto l’indotto che vi gira attorno di sorgere o di consolidarsi. La politica del MACRO-COMMERCIO, avviata oltre 30 anni or sono in America, e di Stati Europei, è risultata FALLIMENTARE, al punto che negli ultimi anni, sono stati adottati sistemi incentivanti affinché si ristabilissero le piccole “botteghe” di prodotti alimentari-ortofrutticoli locali e tutte le realtà locali, che incentivano, promuovono l’accrescimento e il miglioramento dell’economia locale.
3)Inoltre va evidenziata la probabilità, che quegli esercenti che volessero svolgere le loro attività all’interno dei locali a disposizione nel complesso per attività commerciali secondarie, non siano in grado di sostenere affitti probabilmente non ECONOMICI, in aggiunta ai costi dei consumi energetici.
Per questi molteplici motivi, si ritiene di proporre un parere contrario alla variante in quanto discendente dal progetto originale dell’Iper.
Consigliera di Circoscrizione
( Patrizia Cimatti )




































