15 febbraio 2010

NEWS: ESPLOSIONE DISTRUGGE CENTRALE ELETTRICA NEGLI STATI UNITI

Russi: Clan-Destino ha evidenziato nelle Osservazioni presentate dall’Associazione al Progetto di Riconversione ex Eridania

anche questo rischio…

ESPLOSIONE  DISTRUGGE CENTRALE ELETTRICA NEGLI STATI UNITI :

questi eventi non sono “improbabili” ed i  rischi non sono  certo “trascurabili”

Middletown è la cittadina nel Connecticut dove nei giorni scorsi è esplosa una centrale elettrica che, seppur  situata oltreoceano a migliaia di Km di distanza, ha molteplici aspetti e situazioni che la avvicinano a Russi: una centrale elettrica  definita  ad “energia pulita”, un metanodotto   propedeutico al funzionamento dell’impianto, la localizzazione nei pressi di un fiume e all’interno di un’area  umida a protezione ambientale  speciale,  la preoccupazione dei cittadini che in ogni maniera hanno cercato di osteggiarne la costruzione e, come a Russi, un’ amministrazione che esclusivamente  per puro business, ha fortemente voluto questo impianto e lo ha “imposto” ai cittadini.

Il proponente garantiva  che sarebbe stato un impianto “sicuro”,  in fase di costruzione, progettato con le migliori tecnologie disponibili per il quale un incidente risultava praticamente impossibile.

Ma impossibile non è stato: 5 persone sono morte,  decine sono rimaste gravemente ferite, il boato si e’ udito fino a 50km di distanza  e le case situate  entro un raggio di  7/8 km, sono state scosse  fin dalle fondamenta, crollando o subendo gravissimi danni  strutturali.

Nell’ambito della redazione delle osservazioni  relative al progetto di costruzione della centrale elettrica presentato da PowerCrop per Russi e  depositate  in Regione, la nostra Associazione ha preso in considerazione  anche questa eventualità che, seppur remota, potrebbe comunque accadere…..e quanto accaduto in America ne e’  la palese testimonianza

Cosa succederebbe  a Russi se un evento simile si verificasse in un impianto, praticamente “incuneato” nel tessuto urbano densamente popolato ??  Che conseguenze avrebbe  tale eventualità su Palazzo San Giacomo situato ad appena 140 metri dal sito e definito il “gioiello di Russi ” e sulla villa romana, una  delle piu’ importanti in Italia??

Domande che, al di là di quanto successo oltre oceano, un’amministrazione lungimirante e di buon senso dovrebbe  per lo meno porsi e finalmente pretendere dai proponenti una soluzione condivisa dalla città, rispettosa  dei cittadini e del territorio , che possa portare rapidamente  e non tra alcuni anni , risposte  concrete in termini di occupazione.

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5 febbraio 2010

NEWS: Cittadini – Inceneritori / 2-0

Qualunque cittadino informato vorrebbe l’immediata chiusura degli inceneritori. Per almeno due ragioni: provocano tumori (vedi video) e sono antieconomici, finanziati dalla bolletta Enel con il Cip6. Paghiamo persino per morire. La Regione Veneto ha bloccato in modo definitivo la costruzione di due inceneritori. Ora bisogna smantellare gli altri!
“Caro Beppe, da Treviso ti comunichiamo un grosso passo avanti per l’alternativa all’incenerimento dei rifiuti.
I cittadini, parte dei politici locali e delle istituzioni, hanno iniziato ad aprire gli occhi. Si inizia a pensare al futuro dei nostri figli, a non ascoltare solo i mezzi d’informazione. Noi Grillitreviso, Lista civica comunale, Movimento a 5 Stelle da sempre spingiamo una delle Cinque Stelle (Rifiuti Zero) verso questa direzione. Lucia Tamai dei Comitati riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia:“Il Consiglio Regionale del Veneto, dopo 4 anni dalla presentazione del progetto, ha decretato la definitiva sospensione dell’iter autorizzativo per la costruzione di due impianti di incenerimento per la distruzione di 250mila tonnellate ciascuno di rifiuti speciali che Unindustra Treviso voleva imporre senza alcuna condivisione col territorio. Il voto riconduce la gestione dei rifiuti speciali all’interno della normativa vigente che indica la strada della riduzione, del riuso e del riciclo totale, e solo da ultimo l’incenerimento. Questo successo, conseguito grazie alla tenacia e alla responsabilità di comitati spontanei impegnati nella tutela della salute e dell’ambiente, pone le basi per un piano dei rifiuti innovativo e lungimirante”.Noi non abbiamo mollato mai … Yes We can!” Maurizio Grillitreviso

FONTE: www.beppegrillo.it/2010/02/veneto_inceneri.html

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15 gennaio 2010

EVENTI – Incontro pubblico “RIFIUTI ZERO” organizzato dall’associazione Clan-Destino per Martedì 19 Gennaio 2010 ore 20.45

Riceviamo dall’associazone Clan-Destino e pubblichiamo il seguente comunicato:

Si svolgerà martedì 19 Gennaio alle 20,45 nella Sala S. Caterina in via Romanello da Forlì
Relazionerà: Prof. Paul CONNETT
Docente di Chimica Generale, Chimica Ambientale e Tossicologia presso l’Università St. Lawrence, Canton, New York (U.S.A.)

RIFIUTI ZERO! Problemi, pericoli e alternative agli inceneritori.
L’unico appuntamento in Romagna di uno dei massimi esperti a livello mondiale che permetterà di mettere a confronto le politiche di gestione dei rifiuti attuate in altri paesi con le esigenze della realtà locale.

Introduzione Fabio Tommasini
Presidente Ass. Clan-Destino Forlì

Interverrà Ing. Alberto Bellini
Assessore Ambiente Comune di Forlì

Clicca sull’immagine per ingrandirla e se  vuoi per stamparla

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14 gennaio 2010

NEWS DAL MONDO – UNA CASA DI PAGLIA PER EDILSHOW 2010

Schermata 2010-01-15 a 07.37.19Edilshow 2010, in programma dal 19 al 21 febbraio presso Piacenza Expo, proporrà
in prima assoluta una “casa di paglia”: in occasione dell’evento verrà realizzata una
abitazione composta da elementi naturali.
Il basso impatto ambientale costituirà la caratteristica principale della struttura. Il pavimento ed i serramenti saranno realizzati in legno, le pareti in legno e paglia e il tetto in legno con copertura di terra e piccoli arbusti in alternanza a piante grasse. L’impiantistica sarà tutta improntata al risparmio energetico e verranno installate alcune tecnologie atte alla trasformazione dell’energia solare in energia termica.
L’edificio, visitabile durante i giorni di svolgimento della mostra Edilshow, costituisce un esempio di applicazioni atte al risparmio energetico ed allo sfruttamento di ingegnerie naturali per una edilizia sostenibile. Accanto alla struttura, costruita appositamente all’interno del Pad. 1 del Centro Fieristico di Piacenza, troveranno spazio i desk informativi sulle metodologie adottate per la costruzione.

L’ideazione e la costruzione della casa di paglia coinvolgerà diversi soggetti che a
vario titolo gravitano nel mondo edile e dell’architettura.
Per la progettazione saranno coinvolte alcune classi di Istituti superiori di Piacenza,
Istituto per Geometri Alessio Tramello, Istituto Agrario Raineri, Liceo Artistico
Cassinari e Istituto Professionale Leonardo da Vinci.
Per la realizzazione parteciperanno alcune aziende già impegnate nel settore delle
costruzioni a risparmio energetico, Wall‐Lab s.rl. , Agenzia Ecoenergie s.r.l., Devoti
Costruzioni, oltre a realtà specializzate nel campo dei serramenti come ALPI Fenster,
e dell’impiantistica come Hoval Italia s.r.l..
La progettazione e l’assistenza per la realizzazione sarà seguita da un gruppo di
Tecnici Piacentini: Arch. Rino Bernazzani, Ing. Paolo Cabras, Dott. Arch. Gianpaolo
Pergolotti, Dott.Ing. Luigi Montanini, Arch. Daniele Ziglioli e Arch. Silvia Lavelli.

EDILSHOW 19‐21 febbraio 2010 – Piacenza Expo tel. 0523602711 – www.edilshow.it

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4 gennaio 2010

VIDEO – Intervista a Patrizia Gentilini dal blog di Beppe Grillo

Direttamente dal post di ieri sul blog di Beppe Grillo, pubblichiamo l’interessante intervista di Patrizia Gentilini.

Patrizia Gentilini oncoematologa forlivese fa parte dell’ ISDE Italia (Associazione Medici per l’ambiente).

“Le affermazioni dell’oncologa Patrizia Gentilini sono gravissime. Fa riferimento a falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla salute. “-–>>>continua a leggere

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22 dicembre 2009

NEWS: Nucleare, sì alle nuove centrali -In primavera la decisione sui siti

centrale-nucleareSaranno resi noti solo dopo le elezioni regionali del 21-22 marzo prossimi. Previsti compensi a pioggia nei territori prescelti
ROMA – Il governo ha dato via libera ai criteri per l’individuazione dei siti su cui potranno essere costruite le nuove centrali nucleari, e dei compensi da destinare ai territori che accoglieranno i nuovi impianti. (Leggi tutto l’articolo su repubblica.it)

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21 dicembre 2009

NEWS – Troppo cellulare, il tribunale gli riconosce la malattia professionale

cellulareI Giudici della Corte d’Appello di Brescia hanno emesso la prima sentenza sul rapporto tra patologie e telefonino, accogliendo la richiesta di riconoscimento di malattia professionale da parte di un ex dirigente di una multinazionale, affetto da un tumore benigno al trigemino. In primo grado, il Giudice del lavoro aveva bocciato la tesi del manager, ma in appello la sentenza e’ stata ribaltata ed e’ stata riconosciuta l’invalidita’ nella misura dell’80 per cento.

Innocente Marcolini, nel suo lavoro di manager, ha parlato per anni più ore al giorno con tutti i continenti dal cordless dell’ufficio o con il cellulare. Quelle conversazioni di lavoro, secondo la Corte d’Appello di Brescia gli hanno causato un tumore benigno al trigemino. E un altro suo collega alcuni anni fa ha accusato gli stessi problemi di salute.

Sono stato operato – spiega Marcolini, che vive a Carpenedolo, nella bassa bresciana – ma la mia vita non è più quella di prima. Amavo la montagna, il trekking e ho dovuto abbandonare tutto, anche il lavoro”. Quando nel 2002 il manager venne colpito da una paresi al volto non pensò subito alle conseguenze delle onde elettromagnetiche. Ma negli anni successivi l’idea d’aver pagato un prezzo troppo alto a quella che, secondo lui, è innanzitutto l’assenza di qualsiasi avvertenza sulla confezione del prodotto, ha preso sempre più corpo.

Mi sono rivolto al giudice del lavoro – continua – affinchè dall’Inail la malattia venisse riconosciuta come professionale. In primo grado è andata male, in appello la perizia prima e poi la Corte mi hanno dato ragione”.

Oggi Innocente Marcolini convive con un dolore che riaffiora lancinante non appena finisce l’effetto dei farmaci, ma anche con gli effetti collaterali dei medesimi. Lo consola, però, vedere che sul cellulare della figlia “qualche indicazione a tutela della salute è stata messa”. Certo è che ora la sua esistenza è quella di una persona che assume medicinali per lenire il dolore, ha perso ogni forma di sensibilità ad un occhio, può contare su un senso dell’equilibrio precario. ” Non avrei mai pensato che cellulari e cordless, soprattutto questi ultimi, potessero portare a tanto”, confida amaramente aggiungendo che “una delle cose che lo rattrista maggiormente è “vedere tutti quei bambini con il telefonino in mano”. Il Condacons ritiene impostante la sentenza di Brescia e si dice sicuro che ciò apra la strada per una class action. L’associazione è anche pronta ad accertare la possibilità di un’azione legale a quanti ritengono ci possa essere un collegamento con la malattia contratta e l’uso del telefonino.

Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra una ventina di giorni

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8 dicembre 2009

NOTIZIE DAL MONDO – Da la Repubblica.it: “Clima, ci resta poco tempo”


In occasione della conferenza che si apre in Danimarca, i quotidiani di 45 Paesi pubblicano questo editoriale e si appellano ai rappresentanti dei 192 stati presenti —->>>> continua a leggere

Fonte :  Repubblica.it

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15 novembre 2009

FORLI’ – Incidente stradale sulla “Cervese” – Muoiono una ragazza di 18 anni e un’altra di 20 anni

Forlì: schianto sulla ‘Cervese’, Perla e Giorgia uccise da un ubriaco

FORLI’ – Avrebbero dovuto trascorrere un’allegra serata in compagnia di amici a Cervia. A destinazioni non ci sono mai arrivate: Perla RubboliGiorgia Gagliardi, 20 e 18 anni, sono morte in un tragico schianto avvenuto nella notte tra sabato e domenica sulla ‘Cervese’, la via del mare… —>>>continua a leggere


Il gruppo di DestinAzione Forlì porge le più sentite condoglianze alle famiglie di Perla Rubboli e Giorgia Gagliardi.

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8 novembre 2009

Atterraggio d’emergenza in Bielorussia per un volo Wind Jet partito da Forlì

Riportiamo qui sotto la notizia apparsa su RomagnaOggi.

Forlì: atterraggio d’emergenza in Bielorussia per volo Wind Jet

FORLI’ – Grandissimo spavento per un i 128 passeggeri e 5 membri d’equipaggio di un Airbus A-319 della compagnia Wind Jet decollato da Forlì costretto ad un atterraggio di emergenza a Minsk, in Bielorussia, a causa di una crepa al finestrino della cabina di pilotaggio. L’atterraggio è avvenuto senza problemi e in condizioni di sicurezza e nessuna delle persone a bordo ha riportato danni. Successivamente le 133 persone sono state portate in una sala dell’aerostazione.

Qui hanno atteso l’arrivo di un altro velivolo, della compagnia bielorussa Belavia, col quale hanno proseguito il volo per Mosca.


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1 novembre 2009

NOTIZIE DAL MONDO – Vaccino H1N1 – Il contratto misterioso

global vaccination (good)Il 7 ottobre scorso emanammo il seguente comunicato agli organi di stampa:
“ … La Corte dei conti ha sollevato alcune eccezioni (in 11 punti) sulla fornitura dei vaccini. La dichiarata eccezionalità ha però vanificato la possibilità di avere delucidazioni su di un singolare contratto di acquisto del vaccino A(H1N1). Aldo Barbona (presidente LIDU 1948 onlus)”

Qualche giornale ne sta parlando molto timidamente e allora torniamo sull’argomento perché consideriamo necessario commentare la vicenda in modo più approfondito.. Il 21 settembre 2009 la Corte dei conti, che esercita controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, ha emanato la Deliberazione n. 16/2009/P. La Corte con tale atto tenta di dare la sua valutazione sul “contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l..”.

Chiede perciò chiarimenti sui seguenti 11 punti del contratto:

1) la decima premessa è parte integrante del contratto precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;
2) la tredicesima premessa prevede l’applicazione dell’IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;
3) l’art. 3.1 (ribadito dall’art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità;
4) l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione all’ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico “Quality Agreement”;
5) le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all’ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall’art. 4.2 non appaiono correlate all’esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall’art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;
6) l’art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli stessi;
7) l’art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art.. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;
8 ) l’art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;
9) l’art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;
10) l’art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola in considerazione dell’evidenza pubblica della procedura impossibile da rispettare;
11) il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati. Analizzando il contratto suddetto, la Corte dei conti scopre che non può approfondire, il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi di natura terroristica (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 – Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza derivante dall’attuale situazione internazionale).
Scopre così che il trattamento dell’influenza A(H1N1) è stata messa nella mani della Protezione civile, alla stessa stregua degli eventi calamitosi come terremoti, frane, guerre batteriologiche, ecc. Alla luce delle considerazioni della Corte dei conti, veniamo per di più a sapere che:
- Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.08.000 euro. (Vedi punto 8 ).
- Il Ministero pagherà Novartis anche in caso di “non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto”. (Vedi punto 8 )
- Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà l’IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2)
- Nell’eventualità che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l’ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6)
- Novartis pagherà i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà il Ministero. (Vedi punti 6 e 7)
- Per la Novartis non è prevista alcuna penalità. (Vedi punto 3).
La Corte dei conti conclude il documento affermando “Queste dettagliate deroghe – anche se non del tutto esaustive – inducono la Sezione a ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e di conseguenza – nel riconoscere l’eccezionalità e somma urgenza dell’intervento – a non procedere alla disamina dei vari punti di rilievo sollevati dall’Ufficio di controllo.” Se ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto ulteriore prova della incapacità dei nostri governanti nello spendere i soldi dei cittadini governati, come ci attesta la conclusione del documento al punto 11.
Roma lì, 19 ottobre 2009.
Aldo Barbona (Presidente “LIDU 1948 onlus” – Lega Italiana dei Diritti Umani)
Massimo Andellini (Presidente UVA – Unione Vegetariana Animalista)

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28 ottobre 2009

Cesena, il sindaco Lucchi: “Pronti ad uscire dall’aeroporto di Forlì”

CESENA – Il deficit di bilancio per il 2009 della Seaf, la società che gestisce il Ridolfi di Forlì è destinato ad aumentare toccando quota 6milioni di euro. Anche quest’anno, quindi, gli enti pubblici che sostengono lo scalo forlivese dovranno mettere mano al portafoglio per mantenere in vita l’infrastruttura. In attesa della privatizzazione parziale del Ridolfi, all’orizzonte si profila un’uscita di scena importante dal sistema di enti coinvolti, quella del comune di Cesena.

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23 ottobre 2009

I Cosentino e l’inciucio col PD – Il Fatto Quotidiano 23 ottobre 2009

Sottotitolo: Business per milioni di euro tra la famiglia del sottosegretario e Hera (di Marco Lillo)

C’è una centrale che permette profitti milionari alla famiglia Cosentino e ai suoi amici ma anche alle municipalizzate dell’Emilia-Romagna.

La centrale dell’inciucio si trova a Sparanise, paesone dominato con pugno ferreo dal clan Papa, legato da vincoli stretti al numero uno dei casalesi, Francesco Schiavone detto Sandokan.

La camorra non ha avuto nulla da ridire sulla ciminiera che scarica fumo sui campi di pomodori. Anche perchè i subappalti sono finiti alle ditte locali, tra le quali una del fratello del commercialista dei Papa.

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19 ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA – SIAMO TUTTI RESPONSABILI – Puntata di Report Rai 3 – 18 ottobre 2009

img_report_ott09SIAMO TUTTI RESPONSABILI
(Ora lo sappiamo. Siamo consapevoli e quindi non possiamo più dire che non siamo responsabili.)

La puntata della trasmissione Report, andata in onda domenica 18 ottobre, ha dato risalto nazionale ad una vicenda che aveva già trovato spazio sulle cronache locali nel 2007. Si tratta delle collusioni fra imprenditori italiani e contoterzisti cinesi nel settore del mobile imbottito – divani e poltrone.

Dalle indagini della Procura della Repubblica di Forlì e dall’inchiesta giornalistica di Sabrina Giannini emergono i tratti di un sistema malato e spesso al di fuori o al limite della legalità. In esso le ditte committenti italiane, per poter praticare bassi prezzi, si rivolgono direttamente a terzisti cinesi o a imprese artigiane italiane che poi, a loro volta, subappaltano a manodopera cinese per poter produrre il mobile ai prezzi richiesti dai committenti. Tale sistema è ormai diventato così radicato e vorace da mettere in concorrenza fra loro le stesse ditte cinesi e la loro manodopera, in una folle corsa dove il limite della dignità e del rispetto dell’uomo si allontanano sempre più.

Appare evidente, infatti, che certi ribassi nei prezzi dei mobili, in alcuni casi inferiori a quelli di dieci anni prima per prodotti analoghi, non possono essere ottenuti se non con lo sfruttamento della manodopera che li produce in termini di diritti, di orario e di sicurezza. In questa situazione, come in moltissime altre del sistema produttivo, è dunque indispensabile mantenere una visione d’insieme, di sistema, che vada ad abbracciare tutta la filiera e tutto il percorso produttivo.

Dai grandi marchi ai committenti, dalle imprese artigiane alla manodopera finale, tutti, in un sistema così strutturato, corrono verso una riduzione continua dei costi. Non importa se alla fine questo favorisce il lavoro nero, turni lavorativi più lunghi di quelli consentiti dalla legge e lavoratori abbondantemente sottopagati. L’importante è garantire prezzi bassi, senza che questo intacchi il margine di profitto, a noi e a chi ci precede nella filiera produttiva. In modo tale che siano sempre garantite la concorrenzialità e la posizione di mercato. Anche le responsabilità e le colpe, essendo questo un percorso che cammina su più livelli, tenderanno a venire di frequente scaricate ad un livello precedente o comunque altro rispetto ad un’assunzione di responsabilità propria.

Anche nel servizio realizzato da Report è stato possibile vederlo. Dall’imprenditore e commitente italiano Franco Tartagni che commenta “ci hanno, come dire chiesto, di farlo se volevamo mantenere il lavoro a Forlì” e, sull’ipotesi di slealtà della concorrenza cinese, aggiunge “per come l’abbiamo gestita noi è leale perchè abbiamo dato a tutti gli stessi prezzi”. All’ex direttore di CNA Tiziano Alessandrini che, sollecitato dalla giornalista su come potesse CNA non capire, gestendo la contabilità di alcune di queste imprese cinesi, che con 20 operai non si può fare il lavoro di 80, risponde “metta anche che lo sapesse, ma oltre che dirglielo, cosa possiamo fare?” e “bisognerebbe che lei chiedesse anche qualcosa anche alle forze dell’ordine”. Fino al Direttore Direzionale Provinciale del lavoro Forlì-Cesena Raffaella D’Atri, che replica “noi abbiamo bisogno di trovarli intenti al lavoro”, “io applico delle norme”, e riferisce delle sanzioni erogate per la sospensione dell’attività agli imprenditori che sono diminuite (invece che aumentare di pari passo con l’aumentare della gravità della situazione) grazie all’ultimo aggiornamento del decreto numero 81 del 2008, quello sulla sicurezza.

I vari “se non lo faccio io a queste condizioni lo faranno fare a qualcun altro che le accetta”, “è il mercato che lo chiede”,
“l’alternativa è chiudere”, sono tutte verità di fatto. Ma sono tali solo fino a quando c’è qualcuno che le accetta e che non si attiva per cambiarle. Ecco perché le indagini del PM Di Vizio e le denunce delle imprenditrici Manuela Amadori e Elena Ciocca hanno un valore enorme e servono da esempio per tutti. Un esempio per chi mira a cambiare questo sistema produttivo malato e cinico e a rendere ognuno responsabile degli effetti dei propri comportamenti all’interno della filiera.

Senza dimenticare, poi, che alla fine di questa filiera ci siamo noi, gli utilizzatori finali, coloro che acquistano il prodotto finito. Quando acquistiamo un prodotto ad una cifra talmente bassa da sapere che nessun lavoratore può averlo realizzato in maniera legale e senza essere stato sfruttato, stiamo anche noi facendo la nostra parte per il mantenimento e la prosecuzione del sistema.

Tendenzialmente tutti siamo contenti di pagare la somma più bassa possibile quando andiamo ad acquistare un prodotto e ci lamenteremmo se qualcuno ci togliesse questa opportunità. Però ora sappiamo che gli stessi meccanismi che permettono questi vantaggi portano anche alla svalutazione del lavoro e dei suoi prodotti e consentono lo sfruttamento, anche se in maniera diversa, dei lavoratori italiani e cinesi.

Dire che siamo tutti responsabili non significa che ognuno è colpevole in egual misura o, peggio ancora , che nessuno è colpevole. Significa che dobbiamo essere consapevoli che questo sistema è strettamente interconnesso, che ognuno, al suo interno, ha un proprio ruolo, sia che si tratti di lavoratori, di imprenditori, di associazioni, di sindacati o di partiti e che può recitarlo in maniera molto più libera e meno determinata di quello che siamo abitualmente portati a credere.

Raffaella Pirini

APPROFONDIMENTO Corriere .it

Il distretto del divano di Forlì
e l’assalto cinese: «Siamo un’altra Prato»
La magistratura apre un’inchiesta per «turbativa del commercio e dell’industria»Il distretto del divano di Forlì e l’assalto cinese: «Siamo un’altra Prato»

Il distretto del divano di Forlì e l’assalto cinese: «Siamo un’altra Prato»
La magistratura apre un’inchiesta per «turbativa del commercio e dell’industria»

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13 ottobre 2009

Cos’è successo al NUOVO inceneritore di Forlì? 11 ottobre 2009

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12 ottobre 2009

Mercato contadino e cibi bilogici – piccola frazione del comune di Capannori in provincia di Lucca

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9 ottobre 2009

NOTIZIE DAL MONDO – A Barack Obama il premo Nobel per la Pace 2009

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28 settembre 2009

NOTIZIE DAL MONDO – Alfonsine, arriva la “casa dell’acqua”: addio alle bottiglie di plastica

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20 settembre 2009

La libertà di informazione è IMPORTANTE!

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19 settembre 2009

EVENTI – DECRESCIFEST Nuovi stili di vita sostenibili – Il 19-20 Settembre presso VILLA SILVIA a Lizzano di Cesena (FC)

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