28 agosto 2010

SCIENZA E BUON SENSO CONTRO L’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

Rischiò il linciaggio il Dr John Snow quando nel 1854 fece chiudere la fontana che dissetava il più popoloso quartiere di Londra. La popolazione era già esasperata dalla gravissima epidemia di colera che causava decine di morti ogni giorno, i cadaveri si accumulavano nelle strade e l’imposizione di andarsi a procurare l’acqua a chilometri di distanza era difficile da sopportare. Ma il Dr Snow aveva capito che l’acqua della fontana era la causa dell’epidemia (anche se il vibrione del colera ancora non si conosceva) ed in pochi mesi  Londra fu risanata.

Oggi le malattie infettive, cause di gravissime epidemie per secoli e millenni, sono in gran parte debellate; oggi dobbiamo sconfiggere malattie “croniche”, come i tumori una delle prime cause di morte in occidente.  L’incidenza (il numero dei nuovi casi per anno) della gran parte dei tumori è in aumento, anche nelle età più giovani. Le cause sono sicuramente multifattoriali, tuttavia  è sotto gli occhi di tutti che la nostra civiltà sta spargendo nell’ambiente una quantità indescrivibile di sostanze tossiche e cancerogene.

Recentissima è la pubblicazione  su Occup. Environ. Med. (67:493- 499) di uno studio condotto da una equipe dell’Università di Lione, nel Sud Est della Francia, in un’area in cui, solo nel 2000, sono state incenerite 11 milioni di tonnellate di rifiuti. Nella zona sono emersi picchi di malformazioni nei nuovi nati, che non trovano giustificazione:  si tratta di 304 neonati che hanno evidenziato gravi difetti all’apparto genitale. Nello studio vengono riportate tutte le consuete considerazioni epidemiologiche che indicano una elevatissima probabilità che tali malformazioni siano dovute alle emissioni degli impianti. E’ importante, tuttavia,  prendere atto del Commentary (Occup Environ Med July 2010 Vol 67 No 7) con cui  il Prof David Kriebel ha voluto sottolineare il significato del messaggio che deriva da questo studio. Al di là di ogni elucubrazione statistica per sancire se lo studio sia o meno significativo (e questo lo è!), il Prof Kriebel dice: “ lo studio Cordier suscita serie preoccupazioni sui rischi per la salute dovuti alle emissioni di impianti urbani di incenerimento dei rifiuti. Questo dato, combinato con l’evidenza di altri effetti negativi di questa tecnologia, dovrebbe essere determinante nella scelta della gestione dei rifiuti.” Infatti “oltre ad essere molto pericolosi per la salute” tali impianti provocano:
” 1) la produzione di ceneri pesanti e scorie tossiche  comunque da smaltire;
2) contribuiscono al riscaldamento globale;
3) impediscono  la riduzione dei rifiuti e il riciclaggio, poichè i gestori di tali impianti richiedono fonti sempre maggiori di rifiuti da bruciare”.

Il concetto per cui spargendo nell’ambiente tonnellate di cancerogeni si determini un aumento del numero dei tumori, ora e nelle prossime generazioni, non dovrebbe essere così difficile da comprendere.  Dall’epidemia di colera di Londra ci sono voluti molti anni perché gli acquedotti fossero sicuri ed ora, nei paesi occidentali, le nostre popolazioni hanno una cura quasi maniacale della pulizia e dell’igiene antibatterica, salvo poi accettare che si spargano veleni nell’aria (e quindi nel terreno, nelle acque e negli alimenti) addirittura in prossimità del centro storico della città.

Fra un paio di mesi inizierà la raccolta differenziata dei rifiuti a Forlì: sarà difficile, comporterà disagi e forse ci sarà anche chi remerà contro.., come per i cittadini di Londra che dovettero procurarsi l’acqua pulita con grosse difficoltà. Non linciamo i promotori ma, da nonni saggi preoccupati per il futuro dei nostri nipoti, cerchiamo di offrire loro un mondo pulito non solo dai batteri ma anche dalle sostanze che causano la grande ”pandemia silenziosa del cancro” del nostro tempo.

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26 agosto 2010

Due buone notizie – PET riciclato

settore_petDue notizie importanti sul fronte della riduzione della produzione di rifiuti e “due calci negli stinchi” agli amici degli inceneritori.
Il Ministero della salute con il Decreto 19 maggio 2010 n 113 ha autorizzato,  a partire dal 5 agosto 2010, l’uso di PET riciclato per la produzione di nuovi imballaggi contenenti alimenti.
Il PET ( Poli Etilen Tereftalato) è il polimero usato per le bottiglie di acqua, bevande gasate, latte. In Italia ogni anno oltre 300.000 tonnellate di questi imballaggi, subito dopo l’uso, diventa rifiuto, con la felicità dei gestori di inceneritori , visto l’alto potere calorifico di questo polimero.
Grazie al Decreto, si apre un nuovo e più remunerativo mercato al PET post consumo; oltre a maglie in “Pile”, le bottiglie raccolte in modo differenziato possono ritornare a diventare bottiglie, un processo di rilevate interesse economico per le aziende del settore.
La prima azienda italiana ad immettere in commercio bottiglie realizzate in parte con PET riciclato sarà la San Pellegrino. Questa decisione si affianca ad un precedente “sdoganamento”, avvenuto qualche anno fa, e che ha riguardato le cassette per frutta e verdura  in polietilene,  un altro prodotto “usa e getta”  che viene sottratto alla “cremazione” obbligata. Anche in questo caso motivi igienici non documentati  ne vietavano il riuso, ma studi dell’Istituto Superiore di Sanità hanno escluso ogni pericolo a patto che le cassette in polietilene siano separate alla fonte con  una raccolta differenziata di qualità.
E qui viene “a fagiolo” una bella idea di una grande azienda, la “San Benedetto” , che ha siglato un accordo con alcuni supermercati  che si sono organizzati per raccogliere direttamente dalle mani dei loro clienti, al momento del loro ingresso,  le bottiglie usate in PET. In cambio i cittadini riceveranno  punti fedeltà per ogni botttiglia consegnata che potranno utilizzare  per i loro acquisti. Non esistono limiti al fatto che iniziative di questo tipo si estendano a tutta la grande distribuzione nazionale ( ci piacerebbe sentire che fa la COOP) che certamente ha personale e spazi da dedicare a questa iniziativa. So per certo che i produttori nazionali di PET sono pronti a ritrattare nelle loro aziende tutto il PET post consumo che possa derivare da queste raccolte di qualità  le quali avranno un costo bassissimo, visto che lavaggio,  selezione,  raccolta e trasporto saranno a carico dei cittadini. Ricordo infine che per una tonnellata di PET monomateriale raccolto con questo sistema il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) riconosce un contributo di 314 euro, più che sufficienti per pagare i costi per i punti fedeltà e il trasporto al riutilizzatore finale. E ogni tonnellata di PET riutilizzato sarà una tonnellata in meno di ottimo combustibile sottratto ai “crematori con recupero energetico”.

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21 agosto 2010

Chi abbandona i rifiuti è tre volte cogl****.

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29 luglio 2010

Beppe Grillo: Voglio sfidare fisicamente Feltri…

Nell’estate in cui il suo movimento Cinque Stelle vola nei sondaggi e i grillini preparano religiosamente la “Woodstock” del 26 settembre, lui, Beppe Grillo, è un fiume in piena. Parla di politica, di privatizzazioni, di leader politici (a destra e a sinistra) senza filtri e annuncia: “Siamo l’unico movimento politico diverso che non utilizza una sola lira di contributi. Sarà per questo che il Giornale inventa scoop per infangarci? Se Feltri non rettificherà le balle del suo giornale voglio incontrarlo. Incontrarlo fisicamente, intendo. Sempre che non abbia paura…”.

Grillo, sei contento delle stime che vi danno al 3%?
Per nulla: è un dato taroccato.

Ma come, taroccato? Sareste a un passo dal quorum…
Ma noi siamo dieci passi oltre. Noi siamo già, in potenza, oltre il 10%. Quando si è votato, parlo di voti veri, abbiamo preso il 7,3%, solo in Emilia Romagna!

Però vi siete presentati in sole cinque regioni, perché?
Non siamo un movimento di cartapesta. Siamo presenti dove c’è Rete, dove c’è banda larga… E presto saremo ovunque.

Non pensi che parlare di “incontrarsi fisicamente” sia un linguaggio violento?
Se c’è uno che sa usare le parole sono io. E mi sono veramente rotto i co-gli-oni di chi le usa per infangare ragazze e ragazzi che fanno politica in modo pulito, senza mendicare prebende…

Per lei è un attacco politico?
Ho affidato Il Giornale a un avvocato. Il titolo di prima dà una notizia falsa: “Grillo vuole soldi dallo Stato”. Poi, quando vai a pagina 7, il pezzo è pieno di condizionali e ipotetiche: se… se… se… Ecco come il signor Feltri fa scuola di disinformazione.

La metti anche sul piano personale.
Certo, Feltri è una Onlus. Lui si che è pieno di soldi pubblici: a Libero prendeva direttamente 5 milioni di euro all’anno. Ora con Il Giornale, fa incetta di contributi indiretti…

Passiamo all’acqua. Il referendum è la vostra crociata?
Siamo stati i primi a denunciare le porcate che hanno portato alla legge sulla privatizzazione.

Il centrodestra dice che la proprietà resta pubblica.
Hi, hi hi… che ridere… Sono comici, e nemmeno lo sanno. Con le concessioni sull’acqua si stanno facendo ricchi… In tutti i comuni in cui sono stati dati appalti di gestione l’acqua è aumentata del 100%. Mentre Tremonti spara balle sul rigore…

Perché?
È con i servizi che si fanno i soldi. La depurazione dovrebbe essere un servizio sociale e invece è diventata un business. I servizi che vengono venduti assieme all’acqua sono più importanti dell’acqua, capisci?

Esempio?
Parigi: il sindaco Delanoe ha dovuto clamorosamente de-privatizzare, recuperando 40 milioni di euro l’anno.
Cinque stelle rischia di essere solo un movimento di protesta?
Quelli che protestano sono gli altri… Noi da anni stiamo dando le uniche ricette per sfuggire allo strozzinaggio della finanza e del finto capitalismo….

Ti senti anticapitalista?
Macchè, questa è la minima dose consentita di socialdemocrazia, altro che anticapitalismo!
Addirittura…
Qui si stanno svendendo i beni pubblici nel quale è cresciuta la democrazia: parchi, le scuole, i trasporti… Tutto in nome della presunta sacralità del mercato. Stanno facendo a pezzi le conquiste di mio padre e di mio nonno.. Bisogna incazzarsi!

Come funzionerà la vostra Woodstock di Cesena?
Il bello è questo. Non lo so.

Come, non lo sai?
So che verranno le migliori intelligenze d’Italia: gruppi musicali della Madonna, ragazzi in tenda, famiglie in roulotte, spazi per i bambini…. So che io sarò lì ad accogliere tutti, che parleranno poche personalità scomode e poco sentite in tv… Ma se mi chiedi i dettagli, non so dirteli. Arriveranno!

Quanto costa il meeting?
Più o meno 240mila euro, che stiamo cercando di autofinanziare integralmente. Se manca qualcosa, metto di tasca mia…

Alla faccia di tutte le leggende sulla taccagneria dei genovesi?
Alla faccia di chi pensa che si fa politica solo se paga lo Stato.

Parliamo degli altri politici. L’ultima volta che ti ho intervistato trafiggevi i leader del Pd.
Cambiano i leader, ma non la sostanza. Anzi: è ancora più arduo. Se ci fai caso Bersani è difficile persino immaginarselo. Sai, è il leader di una cosa che non c’è, non è mica facile….

Fra i tuoi elettori ce ne sono molti che votavano Pd…
E infatti non hanno colpe! Ma io ho le palle piene di questi.

Li prendi in giro?
Ma figurati: solo che sono mor-ti, mo-rti! Lo ripetiamo da anni, e solo adesso la gente si è resa conta che il Pdl-meno-elle esiste davvero….

Cosa gli rimproveri?
Tutto. Il fatto più grave è che dicono le robe a metà… Secondo Bersani esiste un nucleare cattivo, quello del governo, e poi ce nè uno buono e sicuro, il suo.

Quasi sicuro….
Già, peccato che sia quel quasi che li fotte: seguendo il Bersani-pensiero anche Chernobyl, anche il Titanic erano quasi sicuri…. L’idea che nella mente di Bersani esista un nucleare sicuro mi sconvolge…

Che pensi allora di Veronesi?
Mi dispiace che abbia messo la sua faccia a disposizione di un piano che serve ad arricchire Ligresti e Trochetti Provera…. Mi spiace anche per Renzo Piano che è un mio vero amico, e lo resta. Però non li capisco.

E Di Pietro, ora, ti senti concorrente?
Non c’è mai stata concorrenza, fra me e lui. Resta, anzi, la voglia di collaborare, è una persona straordinaria. Solo che lui è un politico: guida un partito, fa alleanze tattiche che noi non possiamo fare.

E di Vendola, che hai invitato a votare in Puglia?
Lo stimo. Però lo aspetto al varco, per sapere se trivellerà il mare in cerca di pozzi di petrolio, o se costruirà quattro inceneritori dicendo che se li è trovati. Penso che se entra in coalizione avrà le mani legate.

Lui si candida alla guida del centrosinistra, e tu?

Ma per carità! Ci ho provato con il Pd, era una provocazione per parlare ai suoi elettori. Non hanno capito che conveniva pure a loro, pazienza.

Ma voi potreste coalizzarvi?
Credo che esprimeremo un nostro candidato premier.

Tu?
Macché, sarà un ragazzo di trent’anni.

Allora chi? Favia, che ha preso l’8% in Emilia Romagna?
È stato eletto per fare un altro lavoro, e noi non facciamo i cacciatori di poltrone.

Lo spettacolo quando parte?
A ottobre. Si chiamerà Grillo’s back, e sarà pieno di sorprese, compresa un po’ di magia. Probabilmente mi farò tagliare in due. Te la immagini la scena?

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28 luglio 2010

Hera: cede per 105,6 mln 20% Herambiente – Milano Finanza Interactive Edition

Fonte: www.milanofinanza.it

27/07/2010 18.06

BOLOGNA (MF-DJ)–Hera e una societa’ controllata da Eiser Infrastructure Limited, Ambiente Arancione Cooperatief U.A, hanno firmato oggi un accordo vincolante per l’acquisto di una quota pari al 20% del capitale di Herambiente.

Lo si apprende da una nota nella quale si spiega che il corrispettivo per l’acquisto del 20% di Herambiente e’ pari a 105,6 mln euro (soggetto ad aggiustamento di prezzo al closing in base alla variazione della posizione finanziaria netta rispetto al 31 dicembre 2009), che equivale a una valutazione implicita per il 100% del capitale di 528 mln. Inoltre, Ambiente Arancione avra’ l’opzione, esercitabile entro 3 mesi dal perfezionamento dell’acquisto del 20%, di acquisire fino ad un ulteriore 5%, ad un prezzo per azione uguale a quello riconosciuto sul 20%.

Herambiente e’ attiva in Italia nello smaltimento e recupero dei rifiuti, sia urbani che speciali. Il gruppo gestisce l’intero ciclo del trattamento e recupero dei rifiuti, ad eccezione della raccolta, attraverso 77 impianti (discariche, termovalorizzatori, impianti di selezione, di compostaggio, di trattamento chimico-fisico, di biostabilizzazione, di biogas, di digestione anaerobica, di trattamento fanghi, di inertizzazione, di stoccaggio). In particolare, Herambiente conta 7 impianti WTE (di cui 5 di recente costruzione), 11 discariche ed una capacita’ installata per il recupero energetico superiore a 110 MW.
Nel 2009, il gruppo ha smaltito 5 mln di tonnellate di rifiuti, di cui 1,7 mln di rifiuti urbani e 3,3 mln di rifiuti speciali, e ha avuto ricavi consolidati pari a circa euro 368 mln, un Ebitda di 148 mln ed un utile netto di 28 mln….

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17 luglio 2010

CONSIDERAZIONI: vorrei essere un disoccupato!

Vorrei essere un disoccupato!

Non pensi che sia andata fuori di senno per la calura di questi giorni o, men che meno, che voglia farmi gioco di un problema che è purtroppo una tragica realtà per tante famiglie, ma mi creda, avrei solo un enorme piacere nel constatare che per me (e per i miei colleghi ) esiste un problema occupazionale:  sono un oncologo e una nostra crisi occupazionale starebbe a significare che di cancro ci si ammala e si muore sempre meno!

Ma purtroppo non è così: di cancro, come di tante altre malattie invalidanti, ci si ammala sempre di più ed in età sempre più giovane e purtroppo anche se si mantiene uno stile di vita esemplare!

Credo che purtroppo ben pochi,   fra coloro che in questo momento  stanno leggendo queste mie parole,  non abbiano sperimentato direttamente o su qualche proprio caro la devastazione  che malattie come il cancro comportano sulla vita delle persone.

Parlare di devastazione  delle nostre vita a causa del cancro quando da qualche parte sembra che la guerra contro il cancro sia per essere vinta ( magari con qualche “camera magica” in grado di fare diagnosi sempre più precoci, come di recente affermato dal Prof. Veronesi) può sembrare esagerato, eppure proprio questo termine molto forte ” devastazione” è stato usato in una lettera del 10 aprile u.s. indirizzata al Presidente Obama e che accompagna un corposo report di 240 pagine redatto da un panel di oncologi  incaricati dal governo U.S.A. di valutare  i rischi ambientali del cancro.

Gli  scienziati autori del lavoro letteralmente affermano: “il popolo americano, spesso ancor prima di nascere, è continuamente bombardato da una miriade di composizioni di esposizioni pericolose. Il panel sollecita con forza ( Lei Presidente Obama n.d.r) a fare tutto ciò che è in Suo potere per rimuovere cancerogeni ed altre tossine dal nostro cibo, acqua, aria perchè  tutto ciò  necessariamente comporta aumenti di costi per la salute, danneggia la produttività del nostro paese e devasta la vita degli americani“.

Leggere queste parole  – che sono esattamente ciò che noi medici per l’ambiente da tanti anni sosteniamo -  in un report ufficiale del governo americano credo dovrebbe indurre tutti ad una seria e ponderata riflessione perchè è evidente che non  sono più solo scienziati ”dissidenti” o frange minoritarie a portare avanti queste tesi.

Posso affermare – senza timore di essere smentita – che il cancro da cui nel 100% dei casi si guarisce senza costosissime cure,  senza sofferenze e quello che non sconvolge la nostra vita  e quella delle nostre famiglie è quello… di cui non ci ammaliamo!

E’ ben vero, però, che il cancro che non contraiamo è anche quello che  non comporta prestigio, fama, onore e soldi a chi poi pretende [?]  di curarci!

Credo che dobbiamo avere il coraggio di ridiscutere tante scelte di questi ultimi trenta anni: trasferire tout court, ad esempio, all’ambito della salute criteri come “aziendalizzazione”, “privatizzazione”, “produttività” o trasformare istituti di cura in società di diritto privato (s.p.a. o s.r.l. che siano)  ha portato  a conseguenze di certo non sempre positive.

Ai tempi dell’ antico impero cinese i medici venivano retribuiti fino a quando i loro assistiti erano in buona salute e non ricevevano più alcun compenso quando viceversa si ammalavano: forse la proverbiale saggezza cinese aveva  colto nel segno e se anche noi ci armassimo della medesima saggezza la nostra salute sarebbe certamente più tutelata.

Patrizia Gentilini

Associazione Medici per l’ Ambiente

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2 luglio 2010

Forlì, mobile imbottito

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26 giugno 2010

Laboratorio di Pievesestina? No, grazie

Il consigliere regionale PD Mazzotti pochi giorni fa ha avuto parole di approvazione per Area Vasta Sanità, difendendo strenuamente il laboratorio di Pievesestina che, si afferma, con la sua istituzione avrebbe addirittura portato ad un risparmio economico.
Questa dichiarazione ha dell’incredibile.

Partiamo nella disamina del problema ovviamente dall’affitto della struttura che, sovrastimato rispetto al valore assegnatogli dagli uffici tecnici dell’Ausl, potrebbe aver in ultima analisi al massimo favorito il Comune di Cesena, come si legge negli articoli in merito alla vicenda, ma penalizzato le finanze delle aziende ospedaliere facenti parte di Area Vasta e quindi dei cittadini, senza tener conto che con l’acquisto dello stesso immobile si sarebbero potuti risparmiare circa 20 milioni di euro, ma arriviamo anche ad una considerazione pratica che riguarda la gestione vera e propria.

Dal punto di vista della gestione economica, al contrario di quanto qualcuno afferma con molto coraggio, la decisione di mettere in attività una struttura come quella di Pievesestina è alquanto deprecabile e porta immediatamente ad un aumento esponenziale delle spese.
A chiunque salta immediatamente agli occhi che è ovvio che gli ospedali non possano chiudere i propri laboratori interni, perchè devono essere funzionanti per garantire le urgenze.
Nutriamo la speranza, infatti, che, in caso ci fosse la necessità di un emocromo all’una di notte di sabato, non debba partire un autista con il furgone per portare il campione a Pievesestina.

Chi conosce anche solo minimamente come funziona un macchinario di laboratorio sa benissimo che ha bisogno di manutenzione continua, di calibrazioni costanti e di personale in grado di farlo funzionare e quindi con la costruzione del laboratorio centralizzato ci siamo garantiti almeno un sostanziale raddoppio dei costi.
A questo vogliamo aggiungere che il trasporto danneggia sicuramente i campioni e che andrebbero accentrati in un unico punto solo quegli esami che richiedono una metodica particolare che è sostenibile solo con i grandi numeri.

A chi giova una struttura del genere di quelle dimensioni? Non certo ai cittadini, che perdono in qualità del servizio e vedono aumentare il debito dell’azienda sanitaria locale, che in ultima analisi ricade, come al solito, sulle loro teste, anzi, sulle loro tasche.

Speriamo poi che il Sindaco Balzani, giustamente contrariato dai comportamenti tenuti in Regione sulla vicenda delle dimissioni della Petropulacos, conceda attenzione a quanti pongono dubbi su questi modi di gestire la Sanità che portano alla creazione di centri di potere e all’allontanamento dei servizi dal territorio e dal cittadino, causando ferite difficilmente rimarginabili all’economia della nostra città.

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì

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26 giugno 2010

ATR? AVM? STAR Holding? Dalla padella alla brace…

Riporto il mio intervento in consiglio comunale sulla delibera riguardante il passaggio di mezzi da ATR ad AVM, visto che torna di attualità in questi giorni con l’approvazione dell’aggregazione di ATM Ravenna, AVM Forlì-Cesena, Tramservizi Rimini in Star Holding, azienda a partecipazione pubblica che darà il via ad Area Vasta Romagna dei trasporti.
I dipendenti, in un’assemblea non molto partecipata, hanno approvato, praticamente con i voti nettamente a favore solo dei riminesi, questa aggregazione, mentre Forlì-Cesena e Ravenna (questa in maniera ancor più netta) si sono espressi in maniera contraria.
Che ci sia poca fiducia in queste operazioni, anche da parte dei dipendenti, è cosa comprensibile, considerate quali sono le esperienze simili in altri settori.
Potrebbe essere interessante analizzare le motivazioni sulla differenza, anche piuttosto notevole, delle votazioni espresse fra le varie province.

In Comune a Forlì durante il Consiglio Comunale del 14 giugno 2010, si è votata la delibera “AVM spa – partecipazione assemblea straordinaria per aumento capitale” con cui avviene la cessione degli autobus urbani da ATR ad AVM spa che porta ad un aumento di capitale: gli autobus rappresentano il credito per l’aumento di capitale.
Pur comprendendo che questa è una delibera meramente conseguente ad una decisione precedente, che la Giunta non era nemmeno tenuta a portarla in consiglio e che esiste una legge regionale che dice che l’agenzia deve costare non più del 2% del contributo regionale e che quindi deve essere snellita, l’intera operazione mi vede del tutto sfavorevole.

La trasformazione di consorzi in spa e in holding ha portato solo sventure per gli utenti, e anche per i Comuni stessi, anche se alle volte sembra che le amministrazioni non vedano quanto in realtà perdono per la gestione di queste aziende finto/pubbliche di diritto privato, come è ad esempio Hera.
E’ un’operazione sbagliata per l’utenza e per l’amministrazione e quindi non ho potuto che votare contro questa delibera per il motivo politico che ho appena detto.

Il fatto che si cedano gli autobus in cambio di quote può anche essere una cosa opportuna per aumentare il peso del nostro Comune nella futura società, ma quello che si sta facendo e che purtroppo la normativa ci impone, cioè di privatizzare o di chiedere l’in-house (con i rischi che l’antitrust non conceda questa possibilità) ci obbliga a fare delle scelte, non ci vede favorevoli.
Il mio gruppo avrebbe preferito fare il tentativo di avere una gestione in-house.

Sarebbe stato molto meglio mantenere una formula tipo consorzio che avrebbe consentito un controllo più stretto da parte del territorio e aumentare il coordinamento con le aziende dei Comuni vicini, andando a risparmiare ove possibile, anche ricorrendo al privato, ma solo nella gestione di alcuni servizi, come ad esempio il servizio di autofficina, che se privato e già autosufficiente, non avrebbe prodotto sprechi di risorse umane ed economiche perché già in grado di mantenersi da solo con la sua attività preesistente.

Con Star holding ci troveremo di fronte al solito gioco delle società quotate in borsa con le perdite risanate dal pubblico?

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale LIsta Civica
DestinAzione Forlì

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26 giugno 2010

Vasco Errani sentito in Procura a Forlì

22 giu. – Circa un’ora e tre quarti, tanto è rimasto negli uffici del pm di Forlì Alessandro Mancini il presidente della regioneVasco Errani convocato come persona informata sui fatti nell’ambito dell‘inchiesta sull’area vasta (l’unione delle aziende sanitaria di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini). L’indagine è cresciuta all’ombra di quella sul maxi buco di bilancio dell’Azienda sanitaria forlivese che negli anni della gestione del penultimo direttore generale Claudio Mazzoni aveva accumulato un disavanzo di 59 milioni di euro. E’ stata la stessa regione a segnalare questo buco ma il magistrato dopo aver iscritto nel registro degli indagati Mazzoni e il suo direttore amministrativo si è trovato di fronte l’opacità della realtà dell’Area Vasta e i difficili equilibri tra aziende sanitarie in cui sembra che a farla da padrone sia Ravenna.

In questo secondo filone quindi il pm ha indagato quattro persone tra le quali il direttore dell’asl ravennate Tiziano Carradori, per lui e altri due il pm ha chiesto al giudice l’interdizione dai pubblici uffici. Gli inquirenti sono convinti di aver trovato le prove di un appalto pilotato da 13 milioni di euro vinto da un’azienda perugina per garantire il trasporto delle provette da tutte le strutture sanitarie dell’area vasta al laboratorio unificato di Pievesestina a cesena, prove che si trovavano in uno dei pc degli indagati in una mail che attesterebbe le pressioni su una funzionaria dell’Asl di forlì per far vincere l’imprenditore umbro.

Errani questa mattina avrebbe risposto a tutte le domande del pm Mancini intenzionato a ricostruire come funzioni il meccanismo dell’area vasta.

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26 giugno 2010

Muzzarelli e l’Aeroporto

Leggere che l’assessore regionale Muzzarelli pensa che l’aeroporto di Forlì sia indispensabile per la città di Forlì solo perchè c’è il polo tecnologico aeronautico, lascia abbastanza interdetti.

La scuola di volo è sicuramente un’eccellenza per Forlì, ma da qui a legarlo in maniera indissolubile all’aeroporto, pena il suo declino, ce ne passa.

Questa affermazione, cioè che l’aeroporto di Forlì è indispensabile per il buon funzionamento della scuola di volo, è il solito ritornello che PD, PDL, UDC e LEGA, tutti insieme appassionatamente, iniziano  a sciorinare quando non sanno come giustificare una struttura che causa perdite costanti annuali di svariati milioni di euro (dai 5 agli 8).
Ora viene spontaneo da chiedersi, se, a forza di raccontarsela, hanno pure cominciato a crederci .

Vorremmo rendere partecipe anche Muzzarelli del fatto evidente che la scuola di volo non sa che farsene di un aeroporto, in quanto ormai il volo simulato la fa da padrone e se poi, ad un certo punto, gli allievi al termine della loro formazione dovranno salire su un aereo e iniziare a guidarlo, potranno andare fino a Bologna.
Vorremmo ricordare che negli Stati Uniti la migliore università per astronauti si trova in una piccola cittadina dello stato dell’Indiana, West Lafayette, e non in Florida a Cape Canaveral e possiamo garantire che vicino a quell’università non esiste assolutamente una rampa di lancio per lo Shuttle.

È ora di smetterla di dire cose che non rispecchiano la realtà dei fatti solo per giustificare l’ingiustificabile.

Muzzarelli poi dice che l’aeroporto deve esserci anche se non sa quali voli ci siano a Forlì e se si deve fare lo scalo merci o lo scalo passeggeri.
Sarebbe meglio che lo sapesse, visto che in quanto assessore regionale deve preoccuparsi dello stato di salute delle finanze dei singoli Comuni che vanno a costituire la Regione stessa.
Pensa che non sia di interesse regionale il fatto che Forlì vorrebbe fare concorrenza a Bologna nella sezione cargo? Se si avverasse ciò,  o si arrecherebbero danni all’economia già risicata dell’aeroporto di Bologna o si affosserebbe definitivamente quella di Forlì, mettendo in crisi le finanze di un Comune.
Siamo di fronte ad un sistema di trasporto, l’aereo, già di per sé in perdita, perché, se i cittadini dovessero pagare la quota reale dovuta per il servizio, non volerebbe nessuno per le tariffe fuori mercato. Si sostiene solo con il foraggiamento del pubblico, quindi cerchiamo di mantenere il più in salute possibile quello che ha più senso per un territorio vasto e per il resto potenziamo l’efficienza delle linee ferroviarie, tutelando i pendolari.
Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista CIvica DestinAzione Forlì
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19 giugno 2010

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato “Questa trasmissione non s’ha da fare” da “Il Giornale del Passatore”


Riceviamo e pubblichiamo tramite “Il Giornale del Passatore”.

Ogni giovedì su TeleRomagna va in onda Ping Pong, una delle trasmissioni di punta dell’emittente, durante la quale si discute di attualità, economia, politica.

Lo scorso 17 giugno avrebbe dovuto essere trasmessa una interessante puntata su “Divanopoli” e sull’economia forlivese del mobile imbottito, al centro dell’attenzione e del dibattito da alcuni mesi.

Ospiti illustri Manuela Amadori ed Elena Ciocca, protagoniste dell’inchiesta di Report.

Tra gli invitati anche Stefano Angeli, già Consigliere Comunale di PDL a Cesena, Giovanni Favia (Consigliere Regionale per il Movimento 5 Stelle), il Sindaco PD di Bertinoro Nevio Zaccarelli e Raffaella Pirini, Consigliera Comunale di DestinAzione Forlì.

Fra questi, alcuni dei “rompiscatole” che più di tanti altri rifiutano di tacere su un sistema che arricchisce pochi “furbi” sulla pelle dei lavoratori sfruttati e delle aziende sull’orlo della chiusura.

La puntata è saltata, non è nemmeno stata registrata. Perchè? Non è dato sapersi.
E’ difficile credere che TeleRomagna abbia deciso, autonomamente e da un momento all’altro, di annullare un dibattito su un tema così caldo. E’ difficile credere che non ci siano state pressioni da parte di una lobby che vuole a tutti i costi spegnere i riflettori.

Or bene, gli disse il bravo, all’orecchio, questa trasmissione non s’ha da fare! Perché? Chi lo ha deciso?

Ne sanno qualcosa i rappresentanti della politica e dell’economia, tutti intervenuti a propria discolpa negli ultimi giorni affermando di aver combattuto strenuamente l’illegalità?

E’ all’oscuro di tutto Confindustria,  che solo pochi giorni fa aveva vergognosamente parlato di “danno d’immagine” prendendosela con chi denuncia, esattamente come Berlusconi fece con Roberto Saviano?

Cari amministratori, siete certi di non avere a che fare con un sistema economico, quello che beneficia dello sfruttamento del lavoro sottopagato nei laboratori, omertoso e mafioso?

Chi sa, parli.

E’ stata censurata una trasmissione televisiva, rendiamocene conto.
E non da “quelli là” di Roma ma da “questi qui” di Forlì.
La legge bavaglio, nella rossa Romagna (anzi, rosée) forse è già arrivata.

“Il Giornale del Passatore”

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18 giugno 2010

inquinamento modifica il genoma…

«Così l’inquinamento modifica il genoma»
www.terranews.it

INTERVISTA. Parla Ernesto Burgio, coordinatore nazionale del Comitato scientifico dell’Isde: «L’esposizione continua ad agenti nocivi come metalli pesanti e particolato ultrafine crea le premesse alle mutazioni che daranno origine ai tumori».
Ernesto Burgio, coordinatore del Comitato scientifico di Isde Italia, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata all’International Society of Doctors for the Environment, gira da anni il Paese per illustrare le nuove frontiere del dna, ed in particolare il fondamento scientifico delle modifiche del nostro programma genetico. Secondo molti scienziati sono alcuni fattori esogeni (inquinanti chimici, virus, radiazioni ionizzanti) a determinare una sorta di stress genetico, che nel giro di alcuni anni o decenni si traduce in vere e proprie mutazioni. Piuttosto che spendere ingenti somme nel settore sanitario solo per le cure, i medici e ricercatori dell’Isde indicano dunque da decenni la strada obbligata della prevenzione primaria: meglio evitare di costruire un impianto inquinante e inutile piuttosto che ignorarne le ricadute ambientali ed esser poi costretti a curare chi ne subisce gli effetti nocivi. In altre parole: meglio cominciare a combattere le cause dei tumori invece di puntare esclusivamente su cure costose e troppo spesso tardive. Terra ha incontrato Burgioo a Napoli. Nella giornata in cui molti Comuni hanno bloccato la circolazione alle auto per provare a contrastare i livelli di inquinamento atmosferico, le sue parole appaiono come un appello accorato alla comunità scientifica e alla società verso un’evoluzione culturale dell’approccio al legame tra salute ed ambiente.

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12 giugno 2010

Commissione 16 giugno piano rientro Ausl

Convocazione 2 A.U.S.L. Drei giugno 2010

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10 giugno 2010

centro pieveacquedotto

In allegato i rilevamenti dell’aria con il lab. mobile posto di fronte alla rotonda con la via gordini nel parcheggio di taks da nov. 2009 a genn. 2010

Relaz_Via_Ravegnana_nov-gen2010

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9 giugno 2010

ENERGIA: A BREVE DECRETI PER STOP A PRIME CONVENZIONI CIP6

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9 giugno 2010

Incontro medico su riconversione ex zuccherificio di Russi

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6 giugno 2010

Nasce il blog per gestire la spazzatura

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1 giugno 2010

Centrale di Bando, il processo

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27 maggio 2010

Risposta a una email inviata a Destinazione dopo la pubblicazione del POST sul “MOBILE IMBOTTITO”

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