18 maggio 2010

Hera, appalti truccati. Sei avvisi di fine indagine

http://radio.rcdc.it/tag/rifiuti-tossici/
17 mag. – Appalti truccati per vincere le gare di appalto di Hera. La Procura di Bologna ha inviato 6 avvisi di fine indagine (atto che solitamente prelude al rinvio a giudizio) a quattro funzionari della multiutility e a due imprenditori. Sono accusati di turbativa di gara e rivelazione di segreto d’ufficio, e per una persona anche abuso d’ufficio e falso. Cinque gare per l’appalto a trattativa privata del settore rifiuti, vinte dalla Special Trasporti di Sala Bolognese e dalla Gama della provincia di Ravenna, sarebbero state truccate dai funzionari, che avrebbero avvisato gli imprenditori informandoli del prezzo offerto dai concorrenti. L’indagine è partita da intercettazioni telefoniche relative ad un altro procedimento. L’avvocato di Hera ha dichiarato che l’azienda si considera parte lesa. Gli importi delle gare vanno dai 100.000 agli 800.000 euro.
La Guardia di Finanza ha inoltre scoperto che i funzionari di Hera sono soliti segnalare per ogni gara a trattativa privata, il nome di una ditta “consigliata”, perché considerata la migliore sul mercato. Nella gran parte dei casi è proprio l’azienda indicata a vincere l’appalto. Per questo fatto il Pm Lazzarini non ha tuttavia ravvisato alcun reato. I funzionari di Hera si sono difesi sostenendo che l’azienda opera in regime privato e non è tenuta a rispettare la procedura prevista per gli appalti pubblici.
Un filone parallelo di indagine ha invece coinvolto sei persone, accusate di aver taciuto e falsificato dei documenti relativi al ritrovamento di rifiuti tossici all’interno dell’area di via Berti Pichat, che ospita la sede di Hera. I cianuri sono stati ritrovati durante alcuni scavi.

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17 maggio 2010

60 licenziamenti a Villa Igea e Villa Serena

Riceviamo e pubblichiamo una lettera da una cittadina forlivese coinvolta nella recente notizia di diversi licenziamenti nelle case di cura Villa Igea e Villa Serena.

ROMAGNA MIA… 60 LAVORATORI A CASA

Cari e fortunati Italiani che avete un lavoro (magari a tempo indeterminato) attenzione…. non sentitevi mai al sicuro! Non dormite sonni tranquilli!

La mannaia dei rampanti manager è già alta sulle vostre teste e, dalla sera alla mattina, rischiate di trovarvi decapitati così, senza neppure sapere qual’è stato il vostro delitto.

So di non avere il dono della sintesi ma, forse, vale la pena riflettere su questo nuovo giallo!

Nel cuore della  “florida” Romagna, a Forlì, esiste una storica Casa di Cura Privata “ Villa Igea” che dal 1947 ha visto nascere generazioni di Forlivesi.

Prima struttura privata della Romagna ad attivare i Reparti di Ortopedia-Traumatologia e Neurologia, convenzionati con il S.S.N., nonché primo centro di cobaltoterapia.

Chi ha lavorato con la iniziale gestione ricorda ancora l’atmosfera “a misura di persona”, ma non di meno la professionalità, che ne hanno caratterizzato l’attività quotidiana nell’arco degli anni.

Nell’anno 2000 la struttura viene venduta ad un gruppo di imprenditori bolognesi i quali, insieme alla  nuova amministrazione,  portano con sé un piano di rinnovo che ne prevede anche il trasferimento del sito fisico.

Lasciando ad altra destinazione la storica Villa di via Fulcieri, Villa Igea viene trasferita nel 2005 in altro prestigioso Palazzo, ben noto ai Forlivesi, di proprietà del Comune: l’ex orfanotrofio Collegio Convitto Tartagni, totalmente ristrutturato per il nuovo uso.

Nuovi gli arredi, ampliati i reparti di degenza dell’area Medica e Chirurgica, innovati i Poliambulatori ed implementati il servizi con una importante area dedicata alla Terapia Riabilitativa (con palestra e piscina appositamente attrezzate).

Una moderna struttura sanitaria: 88 posti letto, circa 70 dipendenti ed una quarantina di collaboratori, con l’accreditamento della Regione Emilia-Romagna.

Confronto quotidiano diretto, a tutti i livelli, diventa da subito il fondamento di una proficua organizzazione; Direzione Amministrativa e Sanitaria operano in sinergia per il raggiungimento degli obbiettivi da conseguire. Il personale, tutto, collabora attivamente.

Siamo nel 2008, sembra tutto bene ma voci cominciano a girare: ci vendono.

Infatti, l’altra storica struttura  privata di Forlì Villa Serena, anch’essa sul territorio dagli anni ‘50, avanza una offerta  per l’acquisto di Villa Igea (si dice 14.000.000,00 di Euro) ufficializzandone l’acquisto nell’Ottobre del 2008.

Dal sito internet: “..dopo oltre 50 anni di vita le due Case di Cura di riferimento diventano una unica realtà, un gruppo forte e serio deciso a crescere.

Affiancando la Sanità Pubblica intende fornire una risposta affidabile ed appropriata ai bisogni dei Cittadini”…..

“..con questa unione, in una Regione come l’Emilia-Romagna dove  è già alto l’apprezzamento della popolazione per i servizi Sanitari, intendiamo  creare un polo Forlivese che favorisca, non  una contrapposizione tra soggetti erogatori Pubblici/Privati ma la possibilità, per gli utenti, di valutare alternative affidabili e appropriate dove rivolgersi per un problema di salute”

“I numeri del nuovo Polo Sanitario:

8.000 prestazioni ambulatoriali

10.000 ricoveri all’anno  di cui il 40%di non residenti

235 posti letto

43.000 giornate di degenza

5 sale operatorie

6.300 interventi chirurgici

più  di 300 tra dipendenti e collaboratori”

Bello, lodevole!

Pubblicità  in grande stile, cartelloni giganti sparsi per tutta la città, spot sulle televisioni locali, siti internet per raccontare l’efficienza del nuovo polo e i punti di forza di ognuna delle due strutture.

Come a dire…insieme siamo forti!

Già, ma all’ombra dei manifesti e degli spot pubblicitari, qualcosa  ha già  cominciato a cambiare…

A Villa Igea il vento gira.

Gli ordini arrivano dall’alto, perentori, indiscutibili.

L’Amministratore Delegato del Gruppo non lascia dubbio alcuno sul nuovo sistema

decisionale (quello che dico io non si discute,  niente spiegazioni).

In pochi mesi, il Direttore Sanitario si dimette.

La gestione organizzativa e gli obiettivi diventano improvvisamente un mistero.

Nessuno (o pochi) è a conoscenza dei piani di gestione; le domande del personale e dei collaboratori  trovano quasi sempre muri di gomma.

Fine della proficua collaborazione.

Nella totale chiusura comunicativa, diversi Professionisti e dipendenti  scelgono di abbandonare la struttura. Intanto si continua ad assumere come se niente fosse.

Nel frattempo partono interventi di riqualifica di parte della struttura per fare spazio ad un nuovo progetto: il “Centro Grandi Obesi”.

Nuova palestra con attrezzature speciali e nuovi ambulatori dotati di apparecchiature dedicate.

Nel reparto di Medicina vengono modificate le strutture per accogliere  pazienti  affetti da grave obesità con letti speciali, sollevatori e quant’altro…

Il Centro, dicono, dovrà rappresentare uno dei maggiori punti di riferimento del Nord Italia (in parte convenzionato con il S.S.N.).

Operativo già  a fine 2009, si inaugura ufficialmente il 27 febbraio 2010.

Si dice: “da marzo le cose cambieranno!”. Si, ma in che senso?

Intanto, già  da tempo, gli esami di laboratorio vengono inviati per i referti a San Marino.

Dal mese di Gennaio, le sale operatorie cominciano ad essere gestite in modo inconsueto: le sedute operatorie vengono fissate su brevi periodi, non sfruttandone appieno la capacità operativa; dalle tre sedute giornaliere si arriva anche ad una sola seduta. Come mai? La richiesta è diminuita?

Silenzio totale, nessuna spiegazione.

Il fulmine parte improvviso il 22 aprile scorso: “Piano di riorganizzazione”.

Avviate le procedure di licenziamento:

46 lavoratori a tempo indeterminato di cui 39 di Villa Igea ( 15 Infermieri, 6 Oss, 5 Tec. di Riabilitazione, 1 Tec. di Radiologia, 10 Impiegati, 2 Operai) e 7 di Villa Serena ( 5 Impiegati, 2 Tec. di radiologia) più  14  lavoratori con incarico a tempo determinato a cui  non verrà rinnovato l’incarico.

Niente trattative con i Sindacati.

I motivi – dalla stampa locale:  “…all’impossibilità di mantenere in alcuni ruoli dei doppioni creatisi dopo l’acquisizione di Villa Igea da parte del Gruppo Villa Serena nel 2008; in secondo luogo al piano di rientro dal debito della Ausl forlivese che decurterebbe, secondo la Direzione,  le convenzioni con i privati”…”Tuttavia questa seconda ipotesi è stata respinta dai vertici della Sanità Pubblica della città…”

27 Aprile, dal comunicato stampa Ausl: “…il piano di committenza dell’Ausl di Forlì verso le suddette strutture private, che riguarda sia l’attività di ricovero sia l’acquisto di prestazioni specialistiche, non è ancora comunicato ai dirigenti di Villa Igea e Villa Serena, in pieno accordo con gli stessi e proprio in attesa di un preannunciato piano di riorganizzazione interno alle strutture..”

28 Aprile: niente accordi all’incontro di conciliazione dal Prefetto e rifiuto di  ritiro delle procedure già avviate.

29 Aprile: la notizia entra nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale.

30 Aprile in sede Confindustria, viene concessa una sospensione di 30 giorni delle procedure di mobilità. I Sindacati si dicono determinati ad andare a fondo della situazione.

In una settimana, la situazione precipita!

DOV’E’ FINITO “IL GRUPPO FORTE E SERIO DECISO A CRESCERE”  di solo 1 anno fa?

Di certo si sa che, dal prossimo Giugno, il reparto di Chirurgia sarà condotto solo in regime di Day-Hospital, senza più degenze notturne e, quindi, esclusivamente adatto ad interventi di un certo tipo.

Ma le “voci”dicono (e la storia ci insegna che è bene ascoltarle) che a breve tutta la struttura opererà in solo regime di Day-Hospital, oltre che a livello ambulatoriale.

La Chirurgia, la Medicina, la Riabilitazione ed  il nuovissimo Centro Obesi, subiranno una radicale modifica delle tipologie di intervento e cura ai Pazienti.

In questo caso, il peso del DRG sarà enormemente differente.

Potrà  sopravvivere la Casa di Cura  con le sole entrate dei Day-Hospital e degli Ambulatori?

Il reparto di Riabilitazione e Fisioterapia (compresa la palestra del Centro Obesi) verrà smantellato, visto che i suoi cinque dipendenti Fisioterapisti sono tutti considerati in esubero?

Chi svolgerà  le mansioni amministrative e front-line verso il pubblico, come per esempio informazioni e dettagli per l’accesso ai servizi o la scelta dei Professionisti? Saranno affidati a metallici e impersonali risponditori automatici?

Il taglio del 70% dei dipendenti ed il 100% delle degenze notturne, averà ripercussioni sulla qualità e sulla quantità delle prestazioni offerte al pubblico?

Il territorio e la stessa Regione, possono permettersi tanti posti letto in meno?

Qual’è  il “piano industriale” dell’Amministrazione e del Consiglio Direttivo di Villa Serena? Qualcuno lo conosce?

Ricordiamoci che stiamo parlando di SANITA’; chi si avvicina ha sicuramente un problema da risolvere e si aspetta un facile/efficiente confronto che gli fornisca risposte adeguate!

SCUSATE, MA QUI SORGONO FORTI DUBBI:

Allora, riflettendoci sopra, quale erano la vere intenzioni di Villa Serena al momento dell’acquisto di Villa Igea? Chi ne era al corrente?

Forse, diciamo per ipotesi, ha voluto assorbire dell’unica struttura concorrente sul territorio (inoltre accreditata dalla Regione) per utilizzarne a piacimento i badget?

Magari fare cassa con le teste dei dipendenti per onorare impegni finanziari assunti nei confronti di creditori e mettere a posto un po’ di conti?

E’ normale fare un investimento di 14.000.000,00 di Euro con un piano che si rovescia (almeno apparentemente) nel giro di un anno?

Oppure era già tutto pensato e studiato da prima, nel 2008…

Quali giochi di prestigio sono celati dietro a questa mossa?

Villa Serena avrà ancora un degno competitore a Forlì, oppure diventerà l’unica alternativa privata a disposizione dei Cittadini?

Chissà, forse in cantiere potrebbero esserci altre ambizioni e, una volta pulito il campo e fatto cassa, chi impedirà ai gagliardi manager di ripetere l’operazione ed andare a fare altri acquisti con le stesse mire, magari in “altre spiagge”?

E… ANCORA :

Qualora tutto questo divenisse realtà, con i Lavoratori lasciati a casa…a chi e in quale quantità verrà  assegnato il badget di Villa Igea da parte della Ausl e della Regione?

Le Aziende Sanitarie che ricevono soldi pubblici, possono fare i loro comodi anche a discapito della Collettività, o bisogna almeno pretendere che rispettino, prima di tutto, regole etiche e morali?

Mah.. siamo in Italia…ormai tutto appare lecito(!?)

Alla fine dei giochi, a pagare il conto restano sempre i LAVORATORI.

Non importa quanta vita ci hanno messo: è  stato bello, arrivederci e grazie!

Sono proprio curiosa di vedere come andrà a finire questa nostra storia e questa nostra Italia!

Mi piacerebbe tanto poter dire “…e vissero felici e contenti per tutta la vita” ma ho paura che dovrò accontentarmi di un ben più misero finale: “…e tirarono a campare alla meno peggio, fino alla morte!”

Sonia Forti

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13 maggio 2010

Dati nazionali raccolta firme REFERENDUM per L’ACQUA al 11 Maggio 2010

Care/i, i dati delle firme raccolte all’11 maggio ci parlano di un risultato a dir poco straordinario, abbiamo abbondantemente superato le 420.000 firme! In allegato il file aggiornato, da tenere in considerazione che mancano ancora da aggiungere i dati relativi a Valle D’Aosta, Bolzano e parte dell’Umbria e delle Marche. Veramente non ho parole per fare i più grandi complimenti a quant* si stanno impegnando in questa campagna. Grandi, grandi, grandi!!!! E continuiamo così!!! Un saluto. Paolo — Paolo Carsetti Segreteria Campagna Referendaria Acqua Pubblica Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; e-mail: segreteria@acquabenecomune.org Sito web: www.acquabenecomune.org

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10 maggio 2010

Questa sera lunedì 10 Maggio ore 21, Danilo Rossi su radio RVS (FM 104.55) conduce Rubén Costanzo

Il Sig. Ruben Costanzo conduttore di un interessante programma radiofonico su radio RVS (fm 104.55) intitolato “DI CHE MUSICA SEI?”  dove vengono invitati musicisti della zona ci segnala la presenza questa sera di Danilo Rossi.

Tutti i lunedì in diretta dalle ore 21 e durante il resto della settimana ci sono diversi programmi sulla musica in generale:
Martedì: La musica degli altri (Etnica e Jazz)
Mercoledì: la replica del lunedì
Giovedì: Diapason. (Musica Colta)
Venerdì: Musica per lo spirito (musica religiosa)

Questo lunedì 10 Maggio ore 21 sarà ospite della puntata Danilo Rossi.

Forza Danilo!

Clicca qui per vedere la programmazione dal 10 al 14 Maggio.

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4 maggio 2010

Salute e atmosfera

da greenreport.it
NAPOLI. La rivista Epidemiologia & Prevenzione ha pubblicato, come supplemento al suo ultimo numero, un libretto curato da tre ricercatori dell’Unità di epidemiologia ambientale polmonare dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, Sandra Baldacci, Sara Maio e Giovanni Viegi intitolato Inquinamento atmosferico e salute umana e dedicato, potremmo dire, agli effetti medici del traffico e del riscaldamento in città.
In realtà il libretto fa il punto della situazione sugli effetti sulla salute di alcuni inquinanti – particolato, ossidi di zolfo e di azoto, ozono – prodotti principalmente dal traffico. Il libro spiega come si effettua il monitoraggio e il controllo dell’aria, come si valuta l’esposizione delle persone a questi inquinanti, quali sono le norme e i consigli delle autorità sanitarie nazionali e internazionali, come si studiano gli effetti sulla salute dell’esposizione a questi inquinanti e, infine, ci dice quali sono gli effetti misurati sulla salute prima di concludere con una valutazione degli interventi di prevenzione.
Un libretto davvero utile perché fa il punto scientifico su una problematica di interesse generale, su cui molti parlano e troppo spesso senza conoscere.
Consideriamo gli due ultimi aspetti. E cerchiamo di riassumere, inquinante per inquinante, quali sono gli effetti sulla salute. Consideriamo la salute degli adulti. Uno studio recente che ha coinvolto 22 milioni di persone negli USA ha dimostrato che un incremento di 15 μg/m3 (microgrammi su metro cubo) di PM2,5 polveri sottili di diametro inferiore a 2,5 μm (micron) provoca come effetto a breve termine un incremento della mortalità dello 0,61%. Mentre un atro studio su 500.000 persone in aree metropolitane degli USA ha mostrato che un incremento dell’esposizione di lungo periodo alle medesime polveri di 10 μg/m3 determina un incremento di mortalità complessiva del 6% (e, in particolare, del 9% per malattie cardiopolomonari e del 14% per tumore ai polmoni).
Altri studi condotti in Europa e anche in Italia hanno dimostrato effetti analoghi. Anche le polveri PM10 (diametro inferiore a 10 μm) determinano un aumento della mortalità a breve (0,31% per incrementi di concentrazione di 10 μg/m3) e a lungo termine. Anche se gli effetti a lungo termine vanno meglio studiati.
Allo stesso modo, è stato dimostrato che in alcune città italiane l’aumento della concentrazione di 10 μg/m3 di ozono, biossido di azoto e ossido di carbonio provoca a breve un aumento della mortalità totale, rispettivamente, dello 0,6%, dello 0,31% e dell’1,2%. Nel lungo periodo si è misurata negli Usa un aumento della mortalità del 4% associata a un incremento di 10 ppb (parti per miliardo) di ozono. A Gehring in Germania è stato dimostrato che il rischio di morire per cause cardiopolmonari tra le donne di età compresa tra 50 e 59 anni che vivono entro 50 metri da strade ad alto traffico aumento del 70% rispetto a quelle che vivono più lontano.
Molto significativi sono anche i dati, per così dire, in negativo. Cosa succede se le emissioni vengono abbattute con adeguate politiche di prevenzione? Uno studio a Dublino effettuato 72 mesi prima e 72 mesi dopo un intervento che ha consentito di far diminuire di 35,6 μg/m3 la concentrazione di black smoke, le morti per cause respiratorie sono diminuite del 15,5% e quelle per cause cardiovascolari del 10,3%.

Un altro studio negli Usa ha dimostrato che la riduzione della concentrazione di PM2,5 di 10 μg/m3 determina una diminuzione di mortalità per tutte le cause del 37% e un aumento della vita media di 0,61 anni.
Insomma, il libretto mostra che l’inquinamento atmosferico ha effetti (negativi) misurabili sulla salute. Ma anche, come spiegano Baldacci, Maio e Viegi, che sono possibili interventi di riduzione dell’inquinamento atmosferico capaci di prevenire in maniera misurabile ed evidente danni alla salute pubblica.

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4 maggio 2010

La Monsanto arriva a rivendicare la pancetta e la bistecca come proprie invenzioni!

TRATTO DA www.greenreport.it. Il controllo dell’intera produzione alimentare passa nelle mani delle multinazionali biotech-chimico-farmaceutiche, con una sistematica strategia globale, elaborata dopo avere esteso il loro mercato a tutto quanto riguarda la materia vivente.
Come dimostra uno studio recente, Monsanto, Syngenta, Dupont e altre multinazionali hanno aggiunto alle richieste di brevetto sui vegetali gm (rilasciati a partire dagli anni ‘80 dopo che nuovissime leggi brevettuali avevano consentito di privatizzare la materia vivente) richieste di brevetto sui vegetali prodotti in modo tradizionale, senza modifiche genetiche. E numerose di queste sono già state accolte, tanto che il numero di richieste giacenti, in questo settore, è salito alle stelle: è raddoppiato tra il 2007 e la fine del 2009…. LEGGI TUTTO

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3 maggio 2010

FAP – Mitopoiesi del filtro anti-particolato?

Intraprendiamo un breve viaggio per assecondare o sfatare una leggenda nata intorno all’osannato/vituperato FAP filtro anti-particolato capace, secondo alcuni, di ridurre drasticamente gli effetti nefasti del motore diesel mentre secondo altri non è altro una pseudo soluzione mascherata, un mito. Procediamo per ordine. LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

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30 aprile 2010

Rifiuti: Ispra, frena produzione in citta’ 32,5 mln tonnellate in 2008

YAHOO NOTIZIE: Roma, 28 apr. – (Adnkronos) – Frena la produzione dei rifiuti urbani in Italia. Nel 2008 l’immondizia nelle nostre citta’ si e’ fermata a 32,5 milioni di tonnellate. Era dal 1996 che non si registrava un segnale di arresto rispetto all’anno precedente, nel 2008 si registra una contrazione di -0,2% rispetto al 2007. Calano soprattutto nel Mezzogiorno di -2,2% tra il 2007 e il 2008, al Centro (-0,7% circa), mentre al Nord si registra un dato in controtendenza di una crescita di produzione pari all’1,5%. A rilevare la produzione dei rifiuti urbani in Italia e’ l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che ha diffuso oggi a Roma il Rapporto rifiuti urbani 2009. LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

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29 aprile 2010

AEROPORTO Forlì: Si chiude il cerchio, anche SERINAR in rosso

E’ ora di dirlo chiaro e forte avendo la pressochè totale certezza di non poter sbagliare: bisogna trovare una soluzione efficace e duratura. Da anni i cittadini forlivesi sono costretti a pagare le inefficienze generate dalla politica sul territorio. E’ ora di porre un freno o ancor meglio mettere termine al fatto che le società partecipate, all’interno delle quali la presenza del nostro Comune è significativa, continuino a produrre debiti ed inefficienze che vanno a gravare sul bilancio Comunale. Non è certo rassicurante vedere la disinvoltura con cui tali debiti vengono lasciati ricadere sulle tasche dei cittadini che si ritrovano privati dei servizi, per via della necessità di tamponare le falle economiche di Società partecipate quali Sapro, Serinar ed Aeroporto Ridolfi.

A mettere insieme i pezzi sembra di leggere un bollettino di guerra:

Aeroporto Ridolfi: – 6,859 milioni di euro di passivo nel bilancio 2009 (22,8 milioni di euro in 5 anni)

Sapro: debiti/terreni invenduti per 114 milioni di euro

Serinar: 510 mila euro di passivo nel bilancio 2009 (2,4 milioni di euro negli ultimi 4 anni)

In questo quadro si aggiunge anche il debito della Ausl, che non rientra nel novero delle partecipate, ma che rappresenta un azienda strettamente legata al nostro territorio e al nostro tessuto sociale: circa 60 milioni di euro di “buco” (si attendono i dati definitivi a chiusura bilancio 2009).

I nodi sono venuti tutti al pettine e nessuno, soprattutto in un momento di difficoltà per le casse comunali, può più nascondersi dietro a un dito e tergiversare su decisioni divenute improcrastinabili. Tantomeno, non è possibile restare immoti e non richiedere di poter monitorare con chiarezza quelle che saranno le strategie dell’Amministrazione di fronte alla cifra di 58 milioni e 300 mila euro derivanti dalla sottoscrizione di derivati finanziari ad alto rischio (swap), derivati che, appunto, il Comune ha sul groppone.

L’amministrazione ha dichiarato di voler procedere all’estinzione di tali contratti in presenza di condizioni favorevoli, ma vorremmo avere la possibilità di vigilare in maniera stretta il prosieguo della vicenda, visto che ora si è iniziato a dover corrispondere differenziali negativi.

Ora ci chiediamo preoccupati quanto noi cittadini dovremo ancora attendere per vedere un’inversione di tendenza. Vorremmo sapere quanto tempo dovrà ancora passare prima che gli Amministratori, che hanno partecipato alla creazione e alla gestione di queste società, presentandole come scelte strategiche e lungimiranti, capiscano che il modello da loro proposto necessita di un controllo costante, anche da parte del Consiglio Comunale e della cittadinanza, e che spesso risulta essere economicamente insostenibile.

Soprattutto sarebbe auspicabile che si procedesse ad un’analisi della prospettiva con cui si vuole orientare le azioni volte a limitare i danni dovuti alle perdite delle partecipate.

Ad esempio, Serinar è ancora necessaria allo stato attuale delle cose o ha esaurito il compito che le era stato affidato?

E’ un dato di fatto, sotto gli occhi di tutti, che la crescita esponenziale, voluta ad ogni costo, di cui Sapro è l’emblema, non funziona ed è insostenibile a livello finanziario. Non è più il caso di operare investimenti che costituiscono solo operazioni virtuali di alta finanza. Ora è prioritario indirizzare le forze verso il finanziamento di progetti utili, che tengano conto delle reali necessità della cittadinanza e facilitino l’inserimento nel mondo del lavoro e la fruizione di servizi a costi contenuti per quanti si trovano in cassa integrazione o in grave sofferenza economica. E’ il caso di tornare ad ispirarci a principi di sobrietà, cautela e rispetto dei soldi versati dai cittadini; valori che evidentemente i nostri amministratori in questi anni hanno dimenticato. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Nel bilancio comunale, pur chiudendo in avanzo di amministrazione, sicuramente ci sono dei “rossi” dove non ha senso che ci siano e eliminare questi sprechi darebbe molta più possibilità di investimenti in settori ancora in difficoltà (sociale, cultura, imprese, trasporti pubblici…)

Lista Civica DestinAzione Forlì

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18 aprile 2010

FORNO A MICROONDE LA RICETTA PER AMMALARSI DI CANCRO

Esiste da dieci anni una prova, che il tribunale svizzero ha soppresso, che dimostra come il cibo trattato con le microonde possa danneggiare il sangue in modo rilevante. Studi più recenti hanno aggiunto prove evidenti che il forno a microonde è un rischio per la salute.

Nel 1989, un nutrizionista svizzero, il Dottor Hans-Urich Hertel fece delle scoperte allarmanti sull’uso del forno a microonde. Ma nonostante ciò per più di dieci anni ha dovuto lottare per avere il diritto di far sapere al mondo che cosa aveva scoperto.

Il punto che ha cercato in tutti i modi di rendere noto al pubblico è di interesse vitale per i consumatori : tutti i cibi che vengono cucinati o scongelati nel microonde possono causare dei cambiamenti del sangue che indicano lo sviluppo di un processo patologico presente anche nel cancro.

Nonostante ciò, Hertel per tutto questo tempo, è stato preso in giro dai fabbricanti di forni a microonde che hanno usato le leggi svizzere sul commercio per tappargli la bocca al punto di minacciare di rovinarlo.

Nel Marzo 1993, il Tribunale per il Commercio di Berna, a segui-to di una denunzia della Associazione Svizzera dei Produttori di Apparecchi Elettrici Domestici ed Industriali, ha fatto divieto al Dottor Hertel di dichiarare pubblicamente o per scritto, che i forni a micro-onde sono dannosi alla salute. Non ubbidire a questo ordine avrebbe potuto significare una multa di 5000 Franchi Svizzeri o addirittura un anno di prigione.

La Corte Federale di Losanna ha confermato questo verdetto nel 1994 giustificandolo sulla base della Legge Svizzera contro la Concorrenza Sleale che proibisce “dichiarazioni discriminanti, false, ingannevoli e dannose contro un produttore e i suoi prodotti” (Giornale delle Scienze Naturali, 1998;1: 2-7) una legge che prende esclusiva-mente in considerazione la facoltà di impedire il commercio in sé e non l’intento di nuocere.

Tale legge imbavaglia anche la stampa svizzera poiché qualsia-si osservazione che possa essere considerata una critica del forno a microonde può con facilità portare ad un processo. Le opinioni svizzere sulle scoperte del dottor Hertel non sono condivise dal resto dei paesi europei. Nell’Agosto del 1998, La Corte Europea dei Diritti Umani stabilì che l’ordine del silenzio emesso dalla corte svizzera contro il Dottor Hertel era contrario al diritto di libertà di espressione : La Corte Europea ordinò anche alla Corte Svizzera di pagare un com-penso di 40.000 franchi svizzeri come risarcimento.

Pur avendo vinto la causa da due anni, il Dottor Hertel è ancora in attesa che il Tribunale svizzero cambi la sentenza precedente e gli tolga la multa di 8000 franchi. Nel frattempo le sue scoperte sensaz-ionali sono state convalidate da testimonianze che spuntano qua e là in tutto il mondo.

DA DOVE E’ INIZIATO TUTTO QUESTO?

Si ritiene da parte di molti che i forni a microonde siano stati ideati durante la seconda guerra mondiale in Germania per facilitare la preparazione del cibo nei sottomarini; altri dicono che gli stessi scienziati svilupparono tale invenzione per facilitare le manovre durante l’invasione dell’Unione Sovietica. In ogni modo l’invenzione è databile dalla Seconda Guerra Mondiale.

Dopo la guerra, questa tecnologia fu importata negli USA dove fu sviluppa e come risultato il primo forno a microonde fu messo in commercio nel 1952 dalla Raytheon. Da quel momento in poi, questa tecnologia è stata adottata in tutto il mondo senza che venissero fatte ricerche sui possibili effetti dannosi da parte delle autorità di nessun paese.

Solo negli anni ‘70 cominciarono a comparire dei rapporti che mettevano in dubbio la sicurezza dei cibi cotti a microonde. Studi istologici sui broccoli e le carote cotti a microonde rilevarono che la struttura molecolare dei nutrimenti erano deformati a tal punto da distruggere le pareti cellulari quando, nella cucina tradizionale, la struttura cellulare rimane intatta (Journal of Food Science, 1975;
40 : 1025-9).

IL FUNZIONAMENTO DI UN FORNO A MICROONDE

Il forno a microonde usa un dispositivo chiamato magnetron, che fa oscillare un fascio elettronico ad una frequenza molto alta, producendo così una radiazione di microonde (MW). Gli apparecchi domestici o industriali usano una frequenza di 2.45 gigahertz (Ghz)
ad una potenza di 400-900 watts per un forno domestico standard, la cui alimentazione è progettata per fornire 4000 impulsi al magnetron.
La frequenza di 2.45 Ghz si usa perché l’acqua assorbe l’energia
elettromagnetica più velocemente e al massimo grado a questa fre-
quenza, dando così modo al cibo che contiene acqua di riscaldarsi rapidamente.

Le molecole contenute nel cibo sono costrette a allinearsi con
il campo elettrico molto rapidamente e ad oscillare intorno al proprio asse. Il calore viene prodotto dalla notevole frizione intermolecolare.

Le microonde vengono proiettate dal magnetron all’interno del forno, dove riscaldano il cibo dall’interno verso l’esterno, a differenza dei forno tradizionali che fanno il contrario. Il riscaldamento dall’ interno cosa può lasciare delle zone fredde e da ciò la necessità di ruotare costantemente il piatto.

Il massimo livello di perdita permesso dalle norme attuali corris-ponde a una potenza di densità di 5 milliwatts per centimetro quadrato alla distanza di 5 centimetri dalla porta del forno. Questo valore si basa su misurazioni standard per radiazioni MW che sono oggetto
di discussione fra coloro che sostengono che gli effetti atermici delle radiazioni MW dovrebbero essere tenuti in considerazione solo quan- do i livelli di radiazione registrati sono bassi (come ad esempio con i cellulari). Lo sportello del forno stesso dovrebbe essere controllata periodicamente per assicurarsi che non ci siano eccessive perdite.

LA RICERCA DI HERTEL

Undici anni fa, il Dottor Hertel, un medico nutrizionista che ave-va già lavorato per diversi anni per una società alimentare svizzera,
Approfondimento articolo »

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5 aprile 2010

Comitato referendario di Forlì – Campagna referendaria per l’acqua – mercoledì 7 APRILE ore 21.00

Invitiamo pertanto associazioni, soggetti istituzionali, gruppi politici, singoli cittadini che intendono aderire alla Campagna referendaria per l’acqua

mercoledì 7 APRILE ore 21.00

presso la Sala Assiprov – via Tommaso Mazza,16

alla prima riunione del Comitato referendario

di Forlì
Vi preghiamo di diffondere l’invito

Nella stesa giornata, alle 14.00 Federconsumatori FC si incontrerà a Bologna con l’ATO (passato alla Regione Emilia Romagna) proprio per discutere sull’acqua.

N.B. le prossime riunioni del Comitato si svolgeranno presso il Centro per la Pace di Forlì “Annalena Tonelli” (via F. Andrelini, 59)

SCARICA IdV Interferisce con Forum acqua1

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31 marzo 2010

“Cielo stellato sull’Emilia Romagna”

In questi due giorni 161.056 Emiliano Romagnoli hanno ritrovato il sorriso andando a votare.
Il trionfo è tutto loro e questo è solo l’inizio. Loro non molleranno mai, noi neppure.
Grazie a tutti per l’impegno e per il sostegno fornitoci durante la campagna elettorale e, da adesso in avanti, per l’aiuto che vorrete darci con le vostre idee e con i vostri suggerimenti nello svolgimento del duro lavoro che ci aspetta.
… e non dimenticatevi che abbiamo bisogno del vostro attento controllo …. siamo i vostri dipendenti!

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30 marzo 2010

RISULTATI ELEZIONI REGIONALI 2010 – Emilia-Romagna

Un grazie a tutti quelli che hanno votato il Movimento 5 Stelle – Beppegrillo.it

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28 marzo 2010

VOTA MOVIMENTO 5 STELLE – Beppegrillo.it

Le elezioni regionali sono diverse da quelle comunali:
- nelle comunali, una volta raggiunta la percentuale minima di voti per far entrare un consigliere, il primo ad entrare in Consiglio è sempre e comunque il candidato sindaco;

- nelle elezioni regionali, invece, una volta raggiunta la percentuale minima di voti di lista, entra come consigliere il candidato che ha ottenuto il maggior numero di preferenze personali. Questo vale anche per il candidato presidente Giovanni Favia, che per essere eletto deve ricevere il massimo numero di preferenze nei collegi provinciali dove è candidato. Giovanni Favia è candidato consigliere nei collegi provinciali di Bologna, Modena e Reggio Emilia dove è capolista. Quindi per eleggere come primo consigliere Giovanni Favia, è necessario dare la preferenza a lui nei collegi dove si presenta e rafforzare così la lista su tutto il territorio della Regione Emilia Romagna.

Per questo motivo, è importante barrare entrambi i simboli del movimento sulla scheda elettorale e scrivere una preferenza nello spazio a sinistra!

Il simbolo sulla sinistra con lo spazio per scrivere la preferenza (quello della lista provinciale) è quello FONDAMENTALE per raggiungere il quorum per avere seggi!

Domenica e lunedì per non sbagliarsi mai: doppia “x” fissa sui simboli del MoVimento 5 Stelle ed esprimi una preferenza!. Per eleggere Giovanni Favia è ripetiamo fondamentale esprimere la preferenza per lui nei collegi dove si presenta (Bologna, Modena, Reggio).

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26 marzo 2010

RITIRO LETTERA x RAPPRESENTATI DI LISTA – sabato 27 marzo

Presso la Sede di Destinazione Forlì in Via Ravegnana,
sabato 27 marzo al mattino dalle ore 10.00/12.00 e
al pomeriggio dalle ore 15.00/18.30

è possibile ritirare i fogli di nomina per i Rappresentanti di Lista e conoscere il seggio assegnato e altresì ritirare il distintivo di riconoscimento della lista a 5 stelle.
Si ringrazia per la collaborazione.
Destinazione Forlì e il Movimento a 5 Stelle

MANUALI X ELEZIONI
MANUALETTO BROGLI: Lo scopo del presente documento è quello di portare alla conoscenza dei Rappresentanti di Lista i più comuni brogli elettorali che possono essere attuati all’interno di un seggio per favorire una lista (o candidato) affinchè prestino la necessaria vigilanza per scongiurare l’attuazione di tali atti illegali… SCARICA Manualetto Brogli

2° FILE: RIASSUNTO PER CHI VA AI SEGGI (SCARICA riassunto_per_chi_va_ai_seggi)
_PRIMA PARTE: COME E’ FORMATO IL SEGGIO
_ SECONDA PARTE: QUEL CHE RIGUARDA I RAPPRESENTANTI DI LISTA (E’ IL NOSTRO CASO)
_ TERZA PARTE: LE OPERAZIONI DOPO LA VOTAZIONE
_ QUARTA PARTE: SALVAGUARDIA DELLA VALIDITÀ DEL VOTO
_ QUINTA PARTE: MOMENTO DELLO SCRUTINIO
Da leggere con particolare attenzione la 2°,4° e 5° parte

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25 marzo 2010

Manuali per ELEZIONI (sopratutto per i RAPPRESENTATI DI LISTA)

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24 marzo 2010

RAI PER UNA NOTTE – giovedì 25/03/2010

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23 marzo 2010

DestinAzione Forlì denuncia gli ignoti che hanno rimosso i manifesti elettorali

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21 marzo 2010

INDENNITA’ DI FINE MANDATO – Un milione per i consiglieri uscenti

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20 marzo 2010

Lunedì 22 marzo alle ore 20:45: “La Salute negata” Mov 5 Stelle E.R. Giovanni Favia a Forlì

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