Riceviamo e pubblichiamo una lettera da una cittadina forlivese coinvolta nella recente notizia di diversi licenziamenti nelle case di cura Villa Igea e Villa Serena.
ROMAGNA MIA… 60 LAVORATORI A CASA
Cari e fortunati Italiani che avete un lavoro (magari a tempo indeterminato) attenzione…. non sentitevi mai al sicuro! Non dormite sonni tranquilli!
La mannaia dei rampanti manager è già alta sulle vostre teste e, dalla sera alla mattina, rischiate di trovarvi decapitati così, senza neppure sapere qual’è stato il vostro delitto.
So di non avere il dono della sintesi ma, forse, vale la pena riflettere su questo nuovo giallo!
Nel cuore della “florida” Romagna, a Forlì, esiste una storica Casa di Cura Privata “ Villa Igea” che dal 1947 ha visto nascere generazioni di Forlivesi.
Prima struttura privata della Romagna ad attivare i Reparti di Ortopedia-Traumatologia e Neurologia, convenzionati con il S.S.N., nonché primo centro di cobaltoterapia.
Chi ha lavorato con la iniziale gestione ricorda ancora l’atmosfera “a misura di persona”, ma non di meno la professionalità, che ne hanno caratterizzato l’attività quotidiana nell’arco degli anni.
Nell’anno 2000 la struttura viene venduta ad un gruppo di imprenditori bolognesi i quali, insieme alla nuova amministrazione, portano con sé un piano di rinnovo che ne prevede anche il trasferimento del sito fisico.
Lasciando ad altra destinazione la storica Villa di via Fulcieri, Villa Igea viene trasferita nel 2005 in altro prestigioso Palazzo, ben noto ai Forlivesi, di proprietà del Comune: l’ex orfanotrofio Collegio Convitto Tartagni, totalmente ristrutturato per il nuovo uso.
Nuovi gli arredi, ampliati i reparti di degenza dell’area Medica e Chirurgica, innovati i Poliambulatori ed implementati il servizi con una importante area dedicata alla Terapia Riabilitativa (con palestra e piscina appositamente attrezzate).
Una moderna struttura sanitaria: 88 posti letto, circa 70 dipendenti ed una quarantina di collaboratori, con l’accreditamento della Regione Emilia-Romagna.
Confronto quotidiano diretto, a tutti i livelli, diventa da subito il fondamento di una proficua organizzazione; Direzione Amministrativa e Sanitaria operano in sinergia per il raggiungimento degli obbiettivi da conseguire. Il personale, tutto, collabora attivamente.
Siamo nel 2008, sembra tutto bene ma voci cominciano a girare: ci vendono.
Infatti, l’altra storica struttura privata di Forlì Villa Serena, anch’essa sul territorio dagli anni ‘50, avanza una offerta per l’acquisto di Villa Igea (si dice 14.000.000,00 di Euro) ufficializzandone l’acquisto nell’Ottobre del 2008.
Dal sito internet: “..dopo oltre 50 anni di vita le due Case di Cura di riferimento diventano una unica realtà, un gruppo forte e serio deciso a crescere.
Affiancando la Sanità Pubblica intende fornire una risposta affidabile ed appropriata ai bisogni dei Cittadini”…..
“..con questa unione, in una Regione come l’Emilia-Romagna dove è già alto l’apprezzamento della popolazione per i servizi Sanitari, intendiamo creare un polo Forlivese che favorisca, non una contrapposizione tra soggetti erogatori Pubblici/Privati ma la possibilità, per gli utenti, di valutare alternative affidabili e appropriate dove rivolgersi per un problema di salute”
“I numeri del nuovo Polo Sanitario:
8.000 prestazioni ambulatoriali
10.000 ricoveri all’anno di cui il 40%di non residenti
235 posti letto
43.000 giornate di degenza
5 sale operatorie
6.300 interventi chirurgici
più di 300 tra dipendenti e collaboratori”
Bello, lodevole!
Pubblicità in grande stile, cartelloni giganti sparsi per tutta la città, spot sulle televisioni locali, siti internet per raccontare l’efficienza del nuovo polo e i punti di forza di ognuna delle due strutture.
Come a dire…insieme siamo forti!
Già, ma all’ombra dei manifesti e degli spot pubblicitari, qualcosa ha già cominciato a cambiare…
A Villa Igea il vento gira.
Gli ordini arrivano dall’alto, perentori, indiscutibili.
L’Amministratore Delegato del Gruppo non lascia dubbio alcuno sul nuovo sistema
decisionale (quello che dico io non si discute, niente spiegazioni).
In pochi mesi, il Direttore Sanitario si dimette.
La gestione organizzativa e gli obiettivi diventano improvvisamente un mistero.
Nessuno (o pochi) è a conoscenza dei piani di gestione; le domande del personale e dei collaboratori trovano quasi sempre muri di gomma.
Fine della proficua collaborazione.
Nella totale chiusura comunicativa, diversi Professionisti e dipendenti scelgono di abbandonare la struttura. Intanto si continua ad assumere come se niente fosse.
Nel frattempo partono interventi di riqualifica di parte della struttura per fare spazio ad un nuovo progetto: il “Centro Grandi Obesi”.
Nuova palestra con attrezzature speciali e nuovi ambulatori dotati di apparecchiature dedicate.
Nel reparto di Medicina vengono modificate le strutture per accogliere pazienti affetti da grave obesità con letti speciali, sollevatori e quant’altro…
Il Centro, dicono, dovrà rappresentare uno dei maggiori punti di riferimento del Nord Italia (in parte convenzionato con il S.S.N.).
Operativo già a fine 2009, si inaugura ufficialmente il 27 febbraio 2010.
Si dice: “da marzo le cose cambieranno!”. Si, ma in che senso?
Intanto, già da tempo, gli esami di laboratorio vengono inviati per i referti a San Marino.
Dal mese di Gennaio, le sale operatorie cominciano ad essere gestite in modo inconsueto: le sedute operatorie vengono fissate su brevi periodi, non sfruttandone appieno la capacità operativa; dalle tre sedute giornaliere si arriva anche ad una sola seduta. Come mai? La richiesta è diminuita?
Silenzio totale, nessuna spiegazione.
Il fulmine parte improvviso il 22 aprile scorso: “Piano di riorganizzazione”.
Avviate le procedure di licenziamento:
46 lavoratori a tempo indeterminato di cui 39 di Villa Igea ( 15 Infermieri, 6 Oss, 5 Tec. di Riabilitazione, 1 Tec. di Radiologia, 10 Impiegati, 2 Operai) e 7 di Villa Serena ( 5 Impiegati, 2 Tec. di radiologia) più 14 lavoratori con incarico a tempo determinato a cui non verrà rinnovato l’incarico.
Niente trattative con i Sindacati.
I motivi – dalla stampa locale: “…all’impossibilità di mantenere in alcuni ruoli dei doppioni creatisi dopo l’acquisizione di Villa Igea da parte del Gruppo Villa Serena nel 2008; in secondo luogo al piano di rientro dal debito della Ausl forlivese che decurterebbe, secondo la Direzione, le convenzioni con i privati”…”Tuttavia questa seconda ipotesi è stata respinta dai vertici della Sanità Pubblica della città…”
27 Aprile, dal comunicato stampa Ausl: “…il piano di committenza dell’Ausl di Forlì verso le suddette strutture private, che riguarda sia l’attività di ricovero sia l’acquisto di prestazioni specialistiche, non è ancora comunicato ai dirigenti di Villa Igea e Villa Serena, in pieno accordo con gli stessi e proprio in attesa di un preannunciato piano di riorganizzazione interno alle strutture..”
28 Aprile: niente accordi all’incontro di conciliazione dal Prefetto e rifiuto di ritiro delle procedure già avviate.
29 Aprile: la notizia entra nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale.
30 Aprile in sede Confindustria, viene concessa una sospensione di 30 giorni delle procedure di mobilità. I Sindacati si dicono determinati ad andare a fondo della situazione.
In una settimana, la situazione precipita!
DOV’E’ FINITO “IL GRUPPO FORTE E SERIO DECISO A CRESCERE” di solo 1 anno fa?
Di certo si sa che, dal prossimo Giugno, il reparto di Chirurgia sarà condotto solo in regime di Day-Hospital, senza più degenze notturne e, quindi, esclusivamente adatto ad interventi di un certo tipo.
Ma le “voci”dicono (e la storia ci insegna che è bene ascoltarle) che a breve tutta la struttura opererà in solo regime di Day-Hospital, oltre che a livello ambulatoriale.
La Chirurgia, la Medicina, la Riabilitazione ed il nuovissimo Centro Obesi, subiranno una radicale modifica delle tipologie di intervento e cura ai Pazienti.
In questo caso, il peso del DRG sarà enormemente differente.
Potrà sopravvivere la Casa di Cura con le sole entrate dei Day-Hospital e degli Ambulatori?
Il reparto di Riabilitazione e Fisioterapia (compresa la palestra del Centro Obesi) verrà smantellato, visto che i suoi cinque dipendenti Fisioterapisti sono tutti considerati in esubero?
Chi svolgerà le mansioni amministrative e front-line verso il pubblico, come per esempio informazioni e dettagli per l’accesso ai servizi o la scelta dei Professionisti? Saranno affidati a metallici e impersonali risponditori automatici?
Il taglio del 70% dei dipendenti ed il 100% delle degenze notturne, averà ripercussioni sulla qualità e sulla quantità delle prestazioni offerte al pubblico?
Il territorio e la stessa Regione, possono permettersi tanti posti letto in meno?
Qual’è il “piano industriale” dell’Amministrazione e del Consiglio Direttivo di Villa Serena? Qualcuno lo conosce?
Ricordiamoci che stiamo parlando di SANITA’; chi si avvicina ha sicuramente un problema da risolvere e si aspetta un facile/efficiente confronto che gli fornisca risposte adeguate!
SCUSATE, MA QUI SORGONO FORTI DUBBI:
Allora, riflettendoci sopra, quale erano la vere intenzioni di Villa Serena al momento dell’acquisto di Villa Igea? Chi ne era al corrente?
Forse, diciamo per ipotesi, ha voluto assorbire dell’unica struttura concorrente sul territorio (inoltre accreditata dalla Regione) per utilizzarne a piacimento i badget?
Magari fare cassa con le teste dei dipendenti per onorare impegni finanziari assunti nei confronti di creditori e mettere a posto un po’ di conti?
E’ normale fare un investimento di 14.000.000,00 di Euro con un piano che si rovescia (almeno apparentemente) nel giro di un anno?
Oppure era già tutto pensato e studiato da prima, nel 2008…
Quali giochi di prestigio sono celati dietro a questa mossa?
Villa Serena avrà ancora un degno competitore a Forlì, oppure diventerà l’unica alternativa privata a disposizione dei Cittadini?
Chissà, forse in cantiere potrebbero esserci altre ambizioni e, una volta pulito il campo e fatto cassa, chi impedirà ai gagliardi manager di ripetere l’operazione ed andare a fare altri acquisti con le stesse mire, magari in “altre spiagge”?
E… ANCORA :
Qualora tutto questo divenisse realtà, con i Lavoratori lasciati a casa…a chi e in quale quantità verrà assegnato il badget di Villa Igea da parte della Ausl e della Regione?
Le Aziende Sanitarie che ricevono soldi pubblici, possono fare i loro comodi anche a discapito della Collettività, o bisogna almeno pretendere che rispettino, prima di tutto, regole etiche e morali?
Mah.. siamo in Italia…ormai tutto appare lecito(!?)
Alla fine dei giochi, a pagare il conto restano sempre i LAVORATORI.
Non importa quanta vita ci hanno messo: è stato bello, arrivederci e grazie!
Sono proprio curiosa di vedere come andrà a finire questa nostra storia e questa nostra Italia!
Mi piacerebbe tanto poter dire “…e vissero felici e contenti per tutta la vita” ma ho paura che dovrò accontentarmi di un ben più misero finale: “…e tirarono a campare alla meno peggio, fino alla morte!”
Sonia Forti