21 marzo 2009

13. Solidarietà sociale

Hai un problema? Cerchiamo insieme la soluzione. I servizi sociali al servizio del cittadino

E’ compito di una buona amministrazione porsi al servizio della persona individuandone i bisogni per poi provvedere a soddisfarli.

Difenderemo gli interessi dei più deboli, anziani, minori,disabili,persone in disagio sociale ed economico, salvaguardando i sevizi primari e contrastando l’esclusione sociale.

Famiglia

La famiglia ha ancora un ruolo indispensabile nella nostra società

L’attenzione dovrà concentrarsi sui ‘nuclei famigliari anagrafici’ del Comune per elaborare politiche a sostegno della famiglia e della persona.

Esiste già da tempo una Consulta della Famiglia, in cui sono presenti oltre 20 associazioni famigliari. Essa va riconosciuta come rappresentanza delle istanze e dell’ottica famigliare.

Attueremo un coordinamento con questa Consulta e con i Movimenti per la Vita per effettuare una politica “con” la famiglia per valorizzarne le risorse, sostenerne la stabilità e agevolare percorsi formativi per genitori.

Ci proponiamo di promuovere la cultura dell’adozione, dell’affido e della solidarietà fra famiglie.

Assistenza agli anziani

Vogliamo rendere possibile una gestione diversificata dell’assistenza agli anziani, sia ricorrendo ad un’assistenza domiciliare qualificata e di fiducia sia migliorando l’assistenza in case di riposo già esistenti.

A questo proposito, per quanto riguarda la questione Zangheri, faremo in modo che la Casa di Riposo torni “alla Zangheri”. La trasformazione in Fondazione della Casa di Riposo è un atto dovuto. Nessuna rivendicazione verrà fatta dall’ente pubblico Comune, in quanto si vuole salvaguardare un patrimonio prezioso per la città di Forlì e si vuole permettere agli ospiti attuali e futuri della struttura di godere degli ottimi servizi e delle tariffe competitive attuali.

Ecco alcune delle nostre priorità:

  • proponiamo di sostenere la famiglia nell’assistenza agli anziani, in rapporto al reddito, con contributi ed agevolazioni per le rette delle case di riposo protette e di incrementare i posti letto
  • proponiamo di realizzare alloggi transitori per anziani soli e per persone in momentaneo disagio economico e/o sociale
  • coinvolgeremo gli anziani nella cultura, nello sport, nel volontariato, nel sociale e nelle scuole per portare la loro esperienza e la loro saggezza

· apriremo uno sportello per la “formazione continua” al fine di incrementare il tasso di occupazione dei lavoratori anziani coinvolgendoli e reinserendoli nel mondo del lavoro nei settori per i quali sono già, o si sentono, vocati, allontanando di conseguenza la necessità di ricorrere a sussidi.

· presenteremo a tutti gli ultrasessantenni la “Mappa dei servizi per gli anziani” al fine di informarli e di renderli più partecipi.

· coinvolgeremo gli anziani in attività socialmente utili, potenziando gli sportelli al pubblico che permettono di fornire i “saperi” degli anziani scambiandoli con doni di servizi alla persona

· coinvolgeremo gli anziani nella gestione integrata del quartiere (verde pubblico)

· assegneremo contributi a coloro che, per qualsiasi motivo, vengano a trovarsi al di sotto della soglia di povertà.

Assistenza ai disabili

Riconoscimento dei diritti e tutela dei disabili e delle loro famiglie.

Ecco alcune delle nostre priorità:

  • costruire un progetto di vita per i nati disabili, dai primi anni di vita, alla scuola , all’inserimento lavorativo, perché queste persone hanno diritto come tutti gli altri di sentirsi realizzati
  • creare percorsi lavorativi all’interno di aziende insediando postazioni formate da due o più disabili, che, con la supervisione di un tutor, possano surrogare il lavoro di un dipendente normodotato. Queste aziende che diventeranno aziende “etiche”, avranno dei percorsi preferenziali, agevolati nella tempistica di carattere normativo per le loro istanze col Comune. Il vantaggio dei disabili sarà avere un lavoro con pari dignità come gli altri. I disabili saranno retribuiti con borse lavoro permanenti
  • sperimentare nuove forme di sostegno, come appartamenti misti ( disabili e operatori) in edilizia pubblica,
  • Incentivare, con il fondo per la non autosufficienza, le famiglie ad accudire a casa il paziente, non solo perché costa meno alla collettività, ma perché gli assistenti familiari supportati da terapisti, medici, psicologi, si sono dimostrati più validi dei ricoveri in realtà protette
  • costruire percorsi di sostegno psicologico specifico per i disabili adulti (coloro che sono diventati disabili in conseguenza di una malattia o di un trauma)

Housing sociale

Per housing sociale si intende la creazione di spazi abitativi per persone disagiate come luogo di integrazione e di socializzazione, in cui il coordinamento fra le unità abitative sia affidato a personale in grado di gestire i conflitti sociali.

Queste strutture verranno realizzate mediante recupero di immobili esistenti affidando la ristrutturazione agli stessi affidatari delle unità abitative fornendo loro sia il supporto tecnico sia il materiale necessario. In tal modo si responsabilizzano e si rendono partecipi alla manutenzione degli alloggi gli inquilini stessi. L’affitto andrà modulato in base al reddito reale degli affittuari.

Politiche attive del lavoro: non solo formazione professionale

Occorre passare da una visione settoriale del problema ad una integrazione fra enti che hanno competenza sui vari aspetti delle politiche di inclusione e del lavoro, e che devono per forza integrarsi con politiche di Welfare, politiche abitative, politiche giovanili.

Un ruolo importante può essere svolto dalle cooperative di inserimento lavorativo, che devono trovare indicatori corretti di efficacia dell’azione sociale svolta, per rendere pubblico, in maniera trasparente, il perseguimento del bene comune .

Occorre evitare che attraverso azioni come l’accreditamento o la riforma delle IPAB, si ritorni a logiche di pubblicizzazione dei servizi alla persona; bisogna invece applicare realmente e non solo con enunciati, il principio di sussidiarietà, che porti ad una reale valorizzazione delle forme auto-organizzate di cittadini.

Bisogna andare verso la liberalizzazione dei servizi alla persona e attivare dei meccanismi di lettura dei bisogni più efficace e meno autoreferenziale.

L’integrazione fra le varie etnie presenti sul nostro territorio, nel rispetto delle diverse identità culturali, è la premessa per una convivenza civile fra tutti i cittadini.

Ecco alcune delle nostre priorità:

· favorire le attività ricreative e culturali all’interno dei centri d’incontro comunali organizzando corsi di lingue straniere per italiani, corsi di cucina e di artigianato tipici dei Paesi di provenienza dei cittadini immigrati, per creare momenti di aggregazione

· organizzare eventi per promuovere la lingua, la cucina e l’artigianato italiani presso i cittadini stranieri

· attivare corsi per il primo impiego in settori spesso trascurati,

· istituire corsi di lingue, di informatica e di alfabetizzazione per gli stranieri presenti nel nostro territorio comunale finanziati dal Fondo Sociale Europeo

L’accoglienza degli immigrati sarà orientata all’integrazione sociale ed al rispetto delle leggi e delle regole, coinvolgendo cittadini particolarmente sensibili a questo e rappresentanze dei migranti. Vogliamo una comunità solidale e multietnica: investiremo in integrazione per garantire sicurezza, anche grazie alle forze di polizia municipale che controllano il territorio.

Tutela degli animali

L’amministrazione comunale deve tenere in considerazione anche il mondo degli animali e non solo quelli da reddito, valutati nel complesso dell’agro-zootecnia, ma anche quelli che rappresentano i cosiddetti animali da affezione (principalmente cani e gatti).

Le persone trovano spesso conforto nella compagnia di un animale che sempre più spesso poi perde la connotazione del solito cane e del solito gatto, rivolgendosi verso animali meno convenzionali quali conigli da compagnia, criceti, pappagallini…

C’è da considerare però che, per quanto riguarda la vita della comunità, i cani e i gatti rappresentano un punto critico rappresentato dagli animali randagi, da quelli che sono costretti a vivere in un canile o da quelli che vivono in condizioni di forte sovrappopolazione, in relazione alla possibilità di reperire cibo, mantenuti in condizioni dignitose, ma sempre di difficile gestione, all’interno di colonie feline.

Riteniamo opportuno che nella gestione di queste realtà si attui un rapporto di collaborazione fra l’amministrazione comunale, che ha il compito di vigilare, i servizi veterinari pubblici e gli ambulatori privati che devono e possono occuparsi, col principio della sussidiarietà, della tutela della salute di questi animali e le realtà associative (o i volontari non raggruppati in associazioni) nate con il preciso scopo di tutelare i diritti degli animali e di favorire il reinserimento in nuove famiglie degli animali presenti nelle strutture di ricovero, come i canili e i gattili, e la verifica del buon andamento dell’adozione.

Proponiamo che si renda operativa una Commissione composta dai soggetti sopra indicati che si riunisca regolarmente per potersi confrontare sulle problematiche che di volta in volta possono verificarsi e che possa gestire in maniera ottimale le risorse e le strutture presenti sul territorio che sono a disposizione per la tutela degli animali.

Proponiamo di introdurre gli animali nelle strutture per anziani, nelle carceri, nelle case di cura, nelle case protette e negli ospedali, coinvolgendoli in progetti di Pet Therapy con il duplice obiettivo di aiutare le persone con disagi e per ridurre l’affollamento dei canili e dei gattili

Città della pace

Vogliamo che Forlì diventi una città per la pace e la non-violenza.

Ogni anno si svolge un corso per mediatori internazionali di pace.

Vogliamo stimolare e sviluppare attraverso questi eventi e strutture, una cultura della pace e un cammino interculturale, promuovendo in collaborazione con l’università percorsi di non-violenza.

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