21 marzo 2009

16. Urbanistica

Basta con lo spreco del suolo: smettiamo di cementificare e lasciamo crescere gli alberi. “Gli Alberi sono le colonne del Mondo. Quando tutti gli Alberi saranno tagliati il Cielo cadrà sopra di noi”. (proverbio indiano)

La proliferazione di condomini e di appartamenti che rimangono sfitti e che sono serviti solo a speculazioni e a investimenti di capitali, ha portato alla cementificazione di vaste aree che potevano essere destinate a verde o a parchi, onde compensare l’aumento delle emissioni nocive in atmosfera da parte sia del traffico, sempre più in aumento, sia degli inceneritori situati nella città.

Si deve gestire il territorio in base alle reali esigenze. La costruzione di nuovi insediamenti deve essere subordinata al previo recupero dei vani già esistenti ed inutilizzati.

Pertanto proponiamo queste azioni:

· limitare gli insediamenti megastrutturali che portano traffico e quindi inquinamento con disagi per la circolazione,

· costruire parcheggi scambiatori ai limiti della città e in prossimità degli svincoli con gli assi viari, onde poter fermare il traffico prima dell’ingresso nella città,

· istituire servizi efficienti di navette da e per il centro con percorsi studiati in modo che siano comprensibili per tutti e tali da distribuire al meglio i passeggeri. Dette navette debbono essere alimentate a metano o meglio con motori elettrici,

· costruire aree verdi con piantumazione di alberi,

· favorire la ristrutturazione e la riqualificazione degli edifici già esistenti rispetto alle nuove costruzioni,

· usare nell’edilizia materiali locali, per quanto possibile, e riusare i materiali provenienti dalle demolizioni,

· recuperare le acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo per essere usati negli sciacquoni dei servizi igienici e nelle irrigazioni dei giardini o degli orti,

· scoraggiare le costruzioni di nuovi ipermercati o comunque di centri commerciali che deturpano il paesaggio ed impoveriscono l’economia locale,

· favorire i piccoli commercianti che utilizzano la filiera corta,

· impedire la costruzione di nuove aree industriali e artigianali fino a che non siano completate le capacità di carico di quelle esistenti,

  • ristrutturare e convertire gli edifici già esistenti in edifici con efficienza energetica più vicina a quella delle cosiddette case “passive”
  • prevedere, per le nuove costruzioni, sgravi fiscali o la possibilità di aumentare la superficie di costruzione nel caso si tratti di case in legno.
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