Tutti sappiamo come sia fondamentale l’ambiente in cui viviamo; in esso coltiviamo il cibo, respiriamo, lavoriamo. Perciò l’ambiente è indispensabile alla vita dell’uomo. Proprio per questo la sua tutela e il suo rispetto devono essere al primo posto fra le scelte politiche ed economiche della società.
Che lo stato di salute del nostro pianeta sia costantemente minacciato è sotto gli occhi di tutti, non solo degli scienziati.
L’inquinamento è ormai diventato talmente elevato da mettere a rischio, negli anni futuri, la sopravvivenza degli esseri viventi.
Per salvaguardare quello che resta è necessario cambiare le proprie abitudini. E’ un cambiamento che passa attraverso il contributo di ognuno di noi: molte gocce d’acqua formano l’oceano.
Se guardiamo al futuro, ci accorgiamo che non basta rimuovere le cause dei problemi attuali per avere un ambiente salubre.
Bisogna creare le condizioni sociali, politiche ed economiche per evitare che se ne creino di nuovi.
Fermiamoci un momento a riflettere.
Benessere significa semplicemente vivere bene, trovare il giusto equilibrio tra bisogni, consumi, tempo libero. Avere più tempo per godere la vita e per ritrovare il senso della famiglia e delle relazioni umane.
Il mito del progresso ad ogni costo porta ad uno stile di vita in cui si è schiavi dei beni che si acquistano in modo inconsapevole.
La natura stessa ci insegna che il “crescere per il crescere” è insensato, soprattutto in un mondo dove le risorse sono limitate.
Non stiamo dicendo che per raggiungere la felicità dobbiamo diventare tutti più poveri.
Solo suggerendo di provare a diminuire gli eccessi e fare a meno delle cose inutili che accompagnano le merci. Involucri costosi e ingombranti, trasporti da un capo all’altro del pianeta e si, diciamolo pure, delle folli spese pubblicitarie.
Qualcuno prima di noi ha già prospettato soluzioni di ampio respiro.
L’economista francese Serge Latouche per esempio, che ha condensato la sua proposta in otto parole, meglio conosciute come le 8 R.
Rivalutare, Riconcettualizzare, Ristrutturare, Ridistribuire, Rilocalizzare, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.
Non sono difficili da ricordare e, a contrario di quanto normalmente si pensa, neanche così difficili da realizzare.
Certo, servono soluzioni coraggiose e di ampio respiro. Proprio quelle che noi ci proponiamo di adottare per il nostro territorio.
Poi servono persone oneste e di buon senso civico per evitare che le ideologie e gli interessi di parte portino a scelte sbagliate.
Quando parliamo di queste persone, non intendiamo solo i politici, ma l’intera cittadinanza, che deve avere la possibilità di partecipare alle scelte decisionali e vigilare sull’operato dei suoi rappresentanti,anche ritirando la sua fiducia, se questa dovesse essere tradita.
Così è più probabile che chi fa politica non lo faccia per professione, ma per passione, mettendosi a disposizione degli altri per il bene di tutti.




































