PROGRAMMA

“Abbiamo bisogno di un nuovo modo di pensare per risolvere
i problemi causati dal vecchio modo di pensare”

Albert Einstein
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1. Introduzione

2. Il perché di una Lista Civica

3. Democrazia partecipata

4. Etica

5. Economia

6. Centro storico

7. Cultura e turismo

8. Ambiente

9. Mobilità

10. Sicurezza e sicurezza stradale

11. Partecipazione

12. Salute

13. Solidarietà sociale

14. Istruzione

15. Sport

16. Urbanistica

1. INTRODUZIONE

Tutti sappiamo come sia fondamentale l’ambiente in cui viviamo; in esso coltiviamo il cibo,
respiriamo, lavoriamo. Perciò l’ambiente è indispensabile alla vita dell’uomo. Proprio per
questo la sua tutela e il suo rispetto devono essere al primo posto fra le scelte politiche ed
economiche della società.
Che lo stato di salute del nostro pianeta sia costantemente minacciato è sotto gli occhi di
tutti, non solo degli scienziati. L’inquinamento è ormai diventato talmente elevato da mettere a
rischio, negli anni futuri, la sopravvivenza degli esseri viventi.
Per salvaguardare quello che resta è necessario cambiare le proprie abitudini. E’ un
cambiamento che passa attraverso il contributo di ognuno di noi: molte gocce d’acqua
formano l’oceano.
Se guardiamo al futuro, ci accorgiamo che non basta rimuovere le cause dei problemi attuali
per avere un ambiente salubre. Bisogna creare le condizioni sociali, politiche ed economiche
per evitare che se ne creino di nuovi.
Fermiamoci un momento a riflettere.
Benessere significa semplicemente vivere bene, trovare il giusto equilibrio tra bisogni,
consumi, tempo libero. Avere più tempo per godere la vita e per ritrovare il senso della
famiglia e delle relazioni umane.
Il mito del progresso ad ogni costo porta ad uno stile di vita in cui si è schiavi dei beni che si
acquistano in modo inconsapevole. La natura stessa ci insegna che il “crescere per il
crescere” è insensato, soprattutto in un mondo dove le risorse sono limitate.
Non stiamo dicendo che per raggiungere la felicità dobbiamo diventare tutti più poveri. Solo
suggerendo di provare a diminuire gli eccessi e fare a meno delle cose superflue che
accompagnano le merci. Involucri costosi e ingombranti, trasporti da un capo all’altro del
pianeta e si, diciamolo pure, delle folli spese pubblicitarie.
Qualcuno prima di noi ha già prospettato soluzioni di ampio respiro. L’economista francese
Serge Latouche per esempio, che ha condensato la sua proposta in otto parole, meglio
conosciute come le 8 R.
Rivalutare, Riconcettualizzare, Ristrutturare, Ridistribuire, Rilocalizzare, Ridurre,
Riutilizzare, Riciclare.
Non sono difficili da ricordare e, a contrario di quanto normalmente si pensa, neanche così
difficili da realizzare. Certo, servono soluzioni coraggiose e di ampio respiro. Proprio quelle
che noi ci proponiamo di adottare per il nostro territorio.
Poi servono persone oneste e di buon senso civico per evitare che le ideologie e gli interessi
di parte portino a scelte sbagliate. Quando parliamo di queste persone, non intendiamo solo i
politici, ma l’intera cittadinanza, che deve avere la possibilità di partecipare alle scelte
decisionali e vigilare sull’operato dei suoi rappresentanti, anche ritirando la sua fiducia, se
questa dovesse essere tradita.
Così è più probabile che chi fa politica non lo faccia per professione, ma per passione,
mettendosi a disposizione degli altri per il bene di tutti.
La lista civica “DestinAzione Forlì” vuole rispondere a queste esigenze, consentendo ai
cittadini una partecipazione personale attiva, non sottoposta ai filtri delle oligarchie politiche e
non assoggettata ai “poteri forti”.
Perché crediamo che la ricchezza prodotta dai sistemi economici non si misura soltanto in
beni e servizi. Esistono altre forme di ricchezza sociale, come la salute degli ecosistemi, la
qualità della giustizia, le buone relazioni tra i componenti di una società, il grado di
uguaglianza, il carattere democratico delle istituzioni e la solidarietà sociale.

2. Il perché di una Lista Civica

Serve una lista civica? Sì. Vogliamo che i cittadini tornino protagonisti della politica.
Gli aderenti a “DestinAzione Forlì” ritengono che sia giunto il momento di offrire il proprio
contributo, per partecipare ad una esperienza nuova, costruttiva, finalizzata a favorire la
collettività.
Solo una lista realmente civica, pertanto, sganciata da ideologie e interessi economici e
partitici, può rappresentare efficacemente tale esigenza in alternativa all’attuale sistema
partitico
Occorre quindi dare voce ai cittadini riconoscendogli il diritto di partecipare alle scelte del
governo della città nelle fasi decisionali.
Da troppo tempo, non vengono offerte soluzioni coraggiose e di ampio respiro per la gestione
delle criticità del nostro territorio.
La politica ha bisogno di persone oneste e di “buon senso” civico per evitare che le ideologie
e gli interessi di una parte o dell’altra portino a scelte sbagliate.
La democrazia non consiste solo nel diritto di un popolo di eleggere i propri rappresentanti,
ma anche nella possibilità di vigilare sul loro operato e di ritirare loro la fiducia qualora venga
tradita; in questo modo è più probabile che chi fa politica non ne faccia una professione, ma
una passione, mettendosi a disposizione degli altri, per il bene di tutti
Per realizzare un futuro sostenibile fondato sulla rinascita delle comunità locali e sulla
valorizzazione dei patrimoni ambientali, territoriali e culturali propri di ciascun luogo, gli enti
pubblici territoriali debbono necessariamente intraprendere azioni precise nel governo
dell’economia.
Per costruire queste nuove funzioni di governo, in modo socialmente condiviso, si devono
attivare forme allargate di esercizio della democrazia, come, ad esempio, assemblee
comunali a scadenza periodica e in orario non lavorativo a cui possano partecipare, come
pari, tutti i rappresentanti di circoscrizione e dei quartieri. In questo modo si otterrebbe un filo
diretto fra i rappresentati dei quartieri, il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale. Sarebbe
opportuno dare la facoltà ad ogni consigliere comunale di invitare rappresentanti delle
associazioni, esperti o cittadini a presentare direttamente le proprie proposte in apposite
commissioni consiliari.
Tutti i partecipanti alla lista civica DestinAzione Forlì non hanno carichi penali pendenti e non
ricoprono ruoli politici in nessun organo pubblico, controllato dal pubblico o partecipato.
Al centro dell’amministrazione della città vi devono essere 5 obiettivi fondamentali, volti ad
aumentare il benessere dei cittadini:

• migliorare la gestione delle risorse sostenendo le economie locali
• consumare meno energia e meno territorio
• ottimizzare l’urbanistica e ridurre la mobilità
• riportare il cittadino al centro della propria città sostenendo la partecipazione
democratica
• avere meno rifiuti

3. Democrazia partecipata

Cittadini protagonisti: tu e noi per il nostro futuro
I valori della persona, la tutela dell’ambiente, la ricerca e l’impiego razionale delle risorse si
realizzano solo sul terreno del confronto, del consenso e della solidarietà.
A Forlì il Sindaco e la Giunta hanno gestito il Comune in modo centralistico; le scelte
dell’amministrazione sono state spesso il frutto di decisioni prese da una ristretta cerchia di
persone senza un vero dibattito democratico. I partiti sono ormai incapaci di interpretare la
volontà dei cittadini e si preoccupano solo di conservare i propri apparati interni con le relative
posizioni ed i conseguenti benefici.
Questa amministrazione non è stata in grado di elaborare un piano coerente e realistico per
la costruzione di una città vivibile, solidale e fondata su valori condivisi. La democrazia intesa
come partecipazione e ascolto è stata puramente di facciata.
L’informazione e la trasparenza sono requisiti essenziali per il governo della città, perché non
vi può essere partecipazione senza conoscenza.
Un efficiente sistema di comunicazioni assicurerà lo scambio di informazioni tra i
rappresentanti politici, i vari gruppi sociali e anche i singoli cittadini. Ogni atto sarà reso di
dominio pubblico nelle varie fasi di elaborazione mediante strumenti informatici comunali e
mediante il potenziamento degli organi di informazione. In questa chiave diverrà
indispensabile l’utilizzo del portale internet del Comune per rendere assolutamente
trasparente l’attività della pubblica amministrazione.
Tutte le sedute del Consiglio Comunale verranno riprese e trasmesse in diretta “streaming”
sul portale internet del Comune visibile da tutti i cittadini in possesso di una connessione
internet.
Per la più ampia divulgazione possibile dell’operato e dei progetti amministrativi, così come
delle istanze presentate dai cittadini, verrà coinvolta la rete di associazioni locali affinché
interagiscano con l’amministrazione comunale nell’ambito scolastico, culturale, sportivo e
sociale in genere.

4. Etica

Un cittadino informato non si “frega”. L’amministrazione pubblica ha il dovere di
informare il cittadino
Amministrazione Comunale trasparente
L’amministrazione comunale deve razionalizzare le spese.
Le proposte sono:
• ridurre il numero degli assessori
• rivedere il numero delle società partecipate mantenendo solo quelle che rendono un
servizio alla collettività
• valorizzare le risorse umane presenti nell’amministrazione e assumere o riorganizzare
il personale
• eliminazione delle auto blu per tutte le cariche comunali (sindaco compreso)
La trasparenza dei conti pubblici è un requisito fondamentale di civiltà e di rispetto nei
confronti dei cittadini che pagano le tasse ed un esempio di moralità che contribuirà anche al
miglioramento dei conti del Comune, favorendo una sana competizione dell’offerta ed il
conseguente miglioramento dei servizi al cittadino.
Riteniamo sia indispensabile utilizzare il portale internet del Comune della città per rendere
assolutamente trasparente l’attività della pubblica amministrazione. Per norma statutaria
dovrà essere prevista la pubblicazione di tutti gli stipendi percepiti dai pubblici rappresentanti,
sommando per ogni singola persona tutti i flussi di reddito di natura politica (incarichi elettivi,
partecipazioni a commissioni, incarichi politici presso altre società partecipate ecc..), nonché
tutti gli incarichi dei rappresentanti pubblici in enti a partecipazione pubblica o mista, come già
previsto dalla finanziaria 2007. L’obiettivo è comunque quello di vietare l’accumulo
ingiustificato di cariche nelle aziende a partecipazione comunale.
I dirigenti di Ausl e Arpa non devono essere nominati dai partiti, ma scelti tramite concorso
pubblico in base alle reali capacità.
Gli appalti per la gestione dei servizi di ordinaria manutenzione e di forniture varie andranno
opportunamente controllati e valutati, in quanto la riduzione della pratica del subappalto
ridurrebbe sicuramente gli oneri per l’amministrazione e favorirebbe l’impiego di mano
d’opera locale.
Intendiamo promuovere lo strumento del bilancio partecipativo, per coinvolgere la
cittadinanza nelle scelte comunali di politica finanziaria. La votazione del bilancio preventivo
dovrà essere preceduta da una fase di informazione e di consultazione da parte dei cittadini.
La cittadinanza verrà coinvolta attraverso le seguenti fasi:
1. Ascolto delle proposte: i cittadini segnalano quali opere, servizi o iniziative vorrebbero
veder realizzate tramite la compilazione di schede precedentemente distribuite o lettere
inviate via posta o via mail durante un arco di tempo di circa 4 mesi.
2. Verifica di sostenibilità: la Commissione Consiliare verifica nell’arco di 1 mese le proposte
pervenute; raggruppa fra loro quelle simili ed individua quali opere sono sostenibili
economicamente dall’ente e stabilisce la copertura finanziaria da prevedere nel Bilancio.
3. Scelta delle priorità: i cittadini assegnano nei 3 mesi successivi le priorità alle proposte
sostenibili, consapevoli dei costi e della copertura finanziaria disponibile.
4. Attuazione delle scelte: il Consiglio Comunale approva il Bilancio, assegnando la quota
individuata nella fase 2 alle opere ed ai servizi scelti dai cittadini nella Fase 3.
Intendiamo, altresì, promuovere la costituzione di una ‘consulta eco-ambientale’, composta
da associazioni, movimenti e gruppi che abbiano a cuore l’ambiente e la salute ed
interagiscano con il territorio con funzioni di controllo. La consulta potrà partecipare ed
esprimere pareri nelle commissioni consiliari e nelle conferenze di servizi.
Proponiamo di creare sportelli polifunzionali decentrati in accordo con le banche che
accetteranno di ospitare e di gestire tali strutture, per rendere più efficienti i servizi comunali,
riducendo così l’afflusso di traffico verso il centro città.
Sosterremo l’informatizzazione dei servizi al cittadino; l’obiettivo è di fare in modo che i servizi
comunali raggiungano i cittadini a casa e non il contrario, così vi saranno meno auto in
circolazione in centro, meno code agli sportelli, meno costi della macchina pubblica locale.

5. Economia

Economia: privilegiare i beni a km 0. Smettiamola di farci vendere rifiuti
Lo spostamento del baricentro dell’economia da una scala globale ad una prevalentemente
regionale o locale è il modo più efficace per avvicinarsi alla soluzione dei problemi che
quotidianamente mettono a repentaglio il nostro ecosistema.
Un’ autentica sostenibilità è infatti pensabile esclusivamente a livello locale, non solo per la
possibilità di ridurre i trasporti di merci, ma anche perché si possono controllare i processi
produttivi, sviluppando così le attività locali e stimolando di conseguenza la crescita della
ricchezza sul territorio ed il mantenimento delle risorse esistenti, ambientali e lavorative.
Il mappaggio delle realtà agro-zootecniche servirà a capire cosa e come vengano prodotti,
trasformati e trasportati i prodotti per migliorarne l’efficienza evitando gli sprechi e le
contaminazioni.
Agricoltura
Va incoraggiata l’agricoltura ragionata, caratterizzando specifiche colture autoctone,
favorendo e sostenendo con iniziative mirate lo sviluppo dei prodotti agricoli a marchi DOP
(denominazione di origine protetta), IGP (indicazione geografica protetta), salvaguardando ed
incentivando la biodiversità, favorendo contemporaneamente l’apertura di mercati locali e la
salvaguardia di quell’ambiente naturale di cui l’imprenditore agricolo può e deve ridiventare il
primo custode.
Rimettere finalmente al centro del sistema le persone che producono beni primari
irrinunciabili alla vita stessa ( cibo, legna, salvaguardia delle risorse idriche e della qualità
dell’aria) permetterà la sostenibilità ed il mantenimento delle risorse anche per le generazioni
future.
L’agricoltura biologica e biodinamica permettono di produrre cibo senza potenziali tossici per
il consumatore e per l’ambiente circostante.
Verranno strette alleanze con enti di formazione in tema di produzioni sostenibili aperti ad
agricoltori, allevatori, tecnici, insegnanti e cittadini.
Scoraggiare le produzione di colture a fini energetici privilegiando la produzione di alimenti.
Un’ eccezione potrebbe essere rappresentata dalla canapa dalla quale si ricava fibra ottima
per il vestiario e per la coibentazione delle abitazioni.
Si cercherà di favorire sistematicamente la filiera corta, restituendo così dignità e risorse agli
agricoltori e facendo risparmiare denaro ai cittadini.
Si incentiverà perciò lo sviluppo dei “Farmer’s Market”, cioè il mercato di produttori locali,
(sono mercati riservati all’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli ai
consumatori finali) ed in generale i prodotti di stagione di ottima qualità, freschi, dato che non
devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole, riducendo inoltre
l’inquinamento da trasporto, il deterioramento delle vie di comunicazione, la pericolosità sulle
strade.
Ci si attiverà per la creazione di “Farmer’s Market” stabili, che offrono, oltre alla vendita
diretta anche distributori automatici di latte fresco e fomaggi proveniente direttamente dalle
stalle, ed altri prodotti agricoli locali e di stagione (frutta snack nelle scuole).
Un programma stabile di formazione al corpo docente delle scuole (nido, materna, elementari
e medie) favorirà una reale conoscenza dei prodotti stagionali ed una riduzione degli sprechi
oggi esistenti, radicando le generazioni future al proprio territorio.
Saranno favoriti i centri di trasformazione dei prodotti in esubero o non atti alla grande
distribuzione come per esempio la frutta matura.
Si dovrà sostenere ed incentivare l’uso di prodotti locali. I pubblici esercizi (ristoranti, osterie,
gelaterie) che utilizzano prodotti del territorio (vino, olio, salumi, formaggi, latte, frutta, verdura
e fiori) acquistati direttamente dalle imprese agricole saranno pubblicizzati e valorizzati in
modo che i cittadini possano accedervi in maniera consapevole. Tale sistema potrà anche
essere esteso alle mense delle scuole e a quelle private.
Per ricorrere sempre meno alla grande distribuzione si cercherà di promuovere e di
incentivare i GAS (gruppi di acquisto solidali) e i GAC (gruppi di acquisto comunali), che
favoriscono l’istruzione del cittadino,fanno risparmiare soldi, garantiscono una maggiore
qualità del prodotto e l’eticità del lavoro legale in agricoltura.
Si cercheranno alleanze con i produttori biologici e biodinamici di alimenti non coltivabili in
loco (agrumi, mele, pere, banane, ecc)
Si promuoveranno i mercatini dell’usato comunali e i mercatini privati dell’hobbystica e del
riuso e dello scambio, creando spazi comunali periodici in cui con un piccolo contributo si
possa affittare una piazzola e rivendere o scambiare quello che non si usa più, ma che può
essere utile ad altri.
Non bisogna sprecare nemmeno un prodotto: attraverso il “Last Minute Market” è possibile
recuperare merci invendute, senza valore commerciale, ma ancora idonee per essere
utilizzate, trasformando in una risorsa quello che sarebbe destinato ad essere un rifiuto.
Le aree di attività del “Last Minute Market” sono:
1) “Food” che permette il recupero dei prodotti alimentari invenduti, ancora idonei per
l’alimentazione.
2) “Book” che permette il recupero dei libri, invenduti, che rimangono nei magazzini degli
editori e che dopo un certo periodo di tempo sono destinati al macero.
3) “Pharmacy” che permette il recupero dei prodotti farmaceutici (prodotti da banco e
prodotti per lattanti), ancora idonei all’uso.
4) “No Food” che permette il recupero dei beni non alimentari invenduti come ad
esempio una bottiglia di shampoo con il tappo rotto, la carta igienica dalla confezione
danneggiata, i prodotti per la pulizia della casa con difetti di imballaggio.
I fruitori dei beni donati saranno enti ed associazioni che offrono assistenza a persone in
condizioni di disagio sociale, Biblioteche Comunali e Provinciali, Scolastiche e delle
Associazioni.
Industria e artigianato locale
La crisi economica e la globalizzazione dei mercati stanno mettendo in grossa difficoltà i
piccoli e medi imprenditori locali che si trovano a dover fare i conti con una flessione degli
ordinativi ed una contrazione degli utili necessari al mantenimento delle loro strutture
produttive e al supporto degli investimenti futuri.
Un recente studio del Politecnico di Milano, ha dimostrato come quello del fotovoltaico sia un
settore con una crescita a tre cifre, 300 megawatt istallati nel 2008, al 140% in più rispetto
all’anno precedente.
Qualche settimana fa, grazie all’intraprendenza di imprenditori e istituzioni locali, lo
stabilimento Electrolux di Scandicci (in Toscana) destinato alla chiusura per trasferimento
all’estero ha trovato nuova vita grazie al mercato delle rinnovabili. Una vera riconversione
industriale che inizierà con una linea di produzione e 60 operai da novembre, poi via a
crescere fino a tre linee (due per il fotovoltaico e una per l´eolico) e 370 dipendenti entro il
2009 per 50 milioni di investimento e un fatturato previsto, a regime, di 600 milioni di euro.
Il fotovoltaico, che porta con se un indotto di progettisti, installatori e manutentori artigiani
locali, rappresenta solo un esempio di quelle che sono le nostre idee per incentivare la
conversione e la ripresa economica delle nostre aree industriali in sofferenza.
Eolico, riciclo dei rifiuti, ricerca e sviluppo, cogenerazione, risparmio energetico (sul modello
ESCO) sono altri mercati sui quali puntare per ridare linfa vitale ad imprese che non trovano
più sbocchi all’interno dei mercati “tradizionali” e a bassa specializzazione.
In questo senso il polo aeronautico forlivese, può rappresentare un’eccellenza a livello
nazionale per attrarre imprese e capitali nel settore areonautico, sia esso produttivo e sia
esso legato alla ricerca e sviluppo.
Lavoreremo con le banche per favorire il credito agli imprenditori che decideranno di investire
in questi mercati mantenendo la produzione all’interno del territorio comunale.
Lavoreremo per potenziare la multimodalità dei trasporti anche in ambito industriale.
Iper
La grande distribuzione raccoglie capitali locali e li sposta nelle tasche di gruppi nazionali o,
molto spesso, internazionali.
Crediamo che la nostra città debba avere il coraggio di differenziarsi proponendo un modello
commerciale diverso in grado di far rivivere un’economia locale ormai vittima delle dinamiche
imposte dalla grande distribuzione.
Pertanto non investiremo altri soldi pubblici in attività di espansione e promozione di questo
complesso. Incentiveremo invece i piccoli commercianti locali e favoriremo la rinascita
commerciale del nostro bellissimo centro storico; vogliamo riportare i forlivesi a passeggio per
le vie della nostra città.
Riqualificazione e sviluppo area ex Eridania
Bisogna “rigenerare” questo spazio.
Una volta ripristinato il contesto urbano, si indiranno bandi per accogliere le proposte dei
cittadini e cercare una collaborazione con i privati per la realizzazione delle stesse.
Alcune idee:
- riportare a Forlì il Museo di Storia Naturale della Romagna di Pietro Zangheri che
attualmente si trova a Verona. Il Museo rappresentare il nucleo storico, e il valore aggiunto, di
un più ampio Museo Moderno delle Scienze Naturali, interattivo, in grado di offrire mostre
temporanee tematiche che portino alla scoperta sia delle tipicità della Romagna di argomenti
di interesse diffuso
- realizzare spazi per progetti di economia alternativa ed etica, del commercio equo e
solidale, della finanza e dell’assicurazione etica,
- dare una sede a gruppi di collaborazione in base a principi di cooperazione e di solidarietà
- dare spazio ad attività di turismo responsabile, di riuso e di riciclo di materiali, ad attività di
ricerca e di applicazione delle energie rinnovabili.
- creare spazi di incontro per i giovani che vogliono fare musica, teatro e altre forme di arte.
Strumenti finanziari e indebitamento del Comune con le banche
A fine 2008 il Comune di Forlì aveva un indebitamento, fra mutui ed obbligazioni, di circa 137
milioni di € (infatti oggi è in difficoltà nella chiusura del bilancio) a fronte dei quali ha contratto
degli interest rates swap (strumenti finanziari derivati) per 27 milioni di € con Unicredit Banca
e per 44,5 milioni di € con Dexia Crediop. Sono tutti debiti che andranno in scadenza nei
prossimi decenni e si tratta di operazioni a forte rischio che suscitano profonda
preoccupazione.
Chiediamo che non vengano più utilizzati strumenti finanziari di questo tipo con cittadini
inconsapevoli di queste operazioni portate avanti con soldi pubblici.
Lavoreremo per fare in modo che il rientro di questi crediti sia il più veloce e indolore possibile
e ci impegniamo a non fare più ricorso a strumenti finanziari ad alto rischio in futuro.

6. Centro storico

Tutti al centro: la rinascita del centro storico cittadino come luogo di aggregazione
Salotto della città
Il centro storico dovrebbe essere il “salotto della città” e punto d’incontro sociale e culturale.
Un luogo a misura d’uomo (e non di automobile), accessibile, fruibile, piacevole e rilassante,
dove poter svagarsi e fare acquisti, dove sia possibile stare seduti al tavolino di un bar e
chiacchierare con amici o conoscenti senza dover urlare, dove si possano ammirare angoli
verdi e leggere il giornale, seduti su una panchina, in qualche giardinetto appositamente
creato.
Una città che in centro offra spazi più vivibili è una città che mette di buon umore, che
incentiva le relazioni umane, con vantaggi e ripercussioni positive anche per il commercio.
Un ambiente rumoroso e degradato, invece, non provoca altro che stress e influisce
negativamente sul carattere delle persone, rendendole più intolleranti.
A Forlì le scelte politiche fino ad ora hanno privilegiato la realizzazione di altri centri di
attrazione, rinunciando alla promozione e alla valorizzazione del centro tradizionale, mentre si
è visto che in altre realtà (ad es. Ravenna) la creazione di vaste zone pedonali nei centri
storici ha avuto effetti positivi per l’intera collettività.
Occorre pertanto un’iniziativa politica specifica che spinga seriamente i commercianti ad
investire nelle aziende del centro, realizzando un programma di eventi culturali e di spettacoli
che riporti il centro storico all’attenzione della comunità locale, dei mezzi di comunicazione e
dei turisti, invogliati a passeggiare in centro. Il commercio è uno strumento fondamentale
anche per la tenuta sociale di una comunità.
Va ripristinato un clima di serenità e sicurezza anche attraverso la determinazione di regole
chiare e certe che tutti devono rispettare, in particolar modo quelle della convivenza civile ed
igienico-sanitarie.
Sono poi necessari parcheggi effettivamente in grado di ricevere l’utenza nei momenti di
maggior afflusso. La soluzione praticabile è quella dei parcheggi scambiatori e di un servizio
efficiente di mezzi pubblici, a bassissimo costo e a ridotto impatto ambientale (navette
elettriche). L’insieme di questi interventi permetterà di lasciare le auto fuori dal centro,
consentendo di avere più tempo a disposizione per godersi il centro cittadino senza l’ansia di
trovare un parcheggio o di rischiare una multa.
Proposte concrete:
• Limitazione dell’accesso delle auto nel centro storico.
• Accesso riservato in via esclusiva ai residenti e agli esercenti per le attività di carico e
scarico.
• Parcheggi riservati ai residenti e non a pagamento.
• Implementazione del sistema di parcheggi esistenti esternamente al centro, affinché questi
costituiscano gli elementi di raccolta dei flussi di traffico esterno e fungano da scambiatori
col sistema di navette elettriche che con una frequenza massima di 10 minuti raggiungono
il centro città con fermate intermedie lungo le principali direttrici di accesso
• Creazione di isole attrezzate con biciclette presso i parcheggi scambiatori e presso alcune
fermate bus. Dette biciclette sono a disposizione dei cittadini e utilizzabili attraverso l’uso di
una card che viene rilasciata gratuitamente dal Comune a chi le richiede.
• Abbattimento delle barriere architettoniche e riconversione degli autobus e delle fermate al
fine di permetterne la fruizione da parte di persone disabili.
• Creazione di percorsi protetti per ipo e non vedenti.
• Incentivazione al recupero ed alla ristrutturazione, in particolar modo a fini abitativi, del
patrimonio edilizio esistente. L’incentivazione sotto forma di sgravi fiscali, gratuità
dell’occupazione del suolo pubblico, viene concessa in via prioritaria a chi si impegna ad
abitare nel proprio immobile o a renderlo disponibile in locazione.
• Creazione di piccoli spazi verdi e riqualificazione di quelli esistenti.
• Maggiore presenza della Polizia Urbana e, in coordinamento, delle altre forze dell’ordine
specialmente durante le ore notturne per aumentare la percezione di sicurezza dei
cittadini.
• Attuazione della raccolta dei rifiuti Porta a Porta con eliminazione dei cassonetti stradali.
• Individuazione di almeno 2 siti su cui realizzare dei bagni pubblici da far gestire alle
cooperative di sevizi.
• Ricondurre ad un unico sistema gli eventuali parcheggi a pagamento con l’emissione di
card valide su tutti i parcheggi.
• dotare i negozianti del centro di biglietti autobus scontati del 10-20%, in modo che possano
distribuirli, a fronte della spesa fatta al cliente, che così non spenderà niente per andare in
centro, ma sarà attirato e nello stesso tempo incentivato ad usare i mezzi pubblici
• Limitazione al proliferare delle sedi di banche e assicurazioni.
• Incentivazione del commercio permanente attraverso sgravi fiscali alle attività commerciali
esistenti ed a quelle di nuovo insediamento.
• Favorire l’insediamento di tutte quelle attività di commercio e di servizio necessarie alla vita
di chi vive in centro, con particolare riferimento alle esigenze delle persone anziane
• Favorire la creazione di un Farmer’s Market quale elemento di servizio ai residenti e di
attrazione verso il centro
• Portare a 400-500 mq la superficie commerciale esonerata dall’obbligo di parcheggio
dedicato
• Maggiore attenzione alla cura della pulizia delle strade e dei luoghi, nonché alla loro
manutenzione.
• Promozione di manifestazioni con cadenza mensile quali mercatini con indirizzo
specialistico.
• Realizzazione di feste ad ogni cambio di stagione: la festa della primavera – la festa
dell’estate – la festa dell’autunno – la festa dell’inverno.
• Realizzazione di punti di incontro anche all’aperto per avvicinare la cultura e le arti ai
cittadini ad es: il giardino della filosofia (richiesta già avanzata senza esito alla attuale
giunta);
• realizzazione di una festa delle arti figurative ( pittura, scultura, incisione ecc.. ) dove gli
artisti potranno rendere partecipi anche i bambini della loro tecnica, al fine di fare crescere
l’interesse nelle giovani generazioni.
• Istituzione di una commissione per il Centro storico che raggruppi associazioni esperti ed
anche singoli cittadini, con l’intento di proporre, promuovere e vigilare sulla realizzazione
dei progetti.

7. Cultura e turismo

Cultura e turismo: a piedi per Forlì alla scoperta del bello
Un circuito virtuoso
La cultura è un bene primario per la qualità della vita di tutti i cittadini che l’Ente Locale deve
tutelare e sviluppare.
Alcuni degli artisti figurativi internazionalmente più importanti hanno cominciato da Forlì il loro
percorso, così come alcune delle esperienze teatrali contemporanee più significative, seppur
in ambiti e linguaggi diversi, hanno sviluppato percorsi internazionali e nazionali di grande
livello. Questo vale anche per molte altre forme d’arte: danza, cinema, musica, letteratura,
scultura.
Nella cultura risiede la formazione dello spirito critico individuale, che fa sì che l’individuo si
relazioni con il patrimonio culturale collettivo, sia esso quello di appartenenza, ma anche
quello diverso dalle proprie radici.
Arte figurativa: il sistema delle “grandi mostre” va messo in profonda relazione con il
Patrimonio artistico della Città. Per evitare che i grandi eventi espositivi siano esclusivamente
un fatto commerciale è indispensabile promuovere pinacoteche e musei cittadini con la
medesima forza propulsiva: occorre fare in modo e maniera che le giovani generazioni, i
migranti, ma anche gli anziani e i lavoratori fruiscano della grande quantità di opere che sono
patrimonio del territorio.
Cinema: Forlì fino a una decina di anni fa era il riferimento del Cinema in Romagna con un
sistema di bravi esercenti capaci di fare rete nel centro storico e nell’immediata periferia. Essi
programmavano sia il cinema commerciale che quello di qualità, d’autore e d’essai.
Il Comune deve contribuire allo sviluppo e alla diffusione del Cinema d’arte, di qualità e
d’autore, coinvolgendo quegli esercenti che hanno messo al centro della loro
programmazione il Cinema d’Autore stesso, sia esso di produzione italiana o internazionale. Il
Cinema d’Autore va sostenuto mediante convenzioni con le sale che ne abbiano vocazione,
in modo da facilitare l’accesso alle Scuole, ai giovani, ai migranti, ai lavoratori, agli anziani e a
fasce sempre più ampie di nuovo pubblico.
Musiche: a Forlì sono presenti diverse realtà associative che programmano e si impegnano
nell’ambito della musica sinfonica, ma occorre che il Comune metta in rete seriamente queste
realtà operando con gli Enti Lirici e le Orchestre Sinfoniche della Regione. Solo un progetto di
musica di qualità potrà sviluppare la cultura musicale lirica, sinfonica, moderna con esiti
qualitativamente e culturalmente rilevanti. La musica commerciale e pop non va sottovalutata
sebbene sia in grado di autosostenersi e autofinanziarsi. Occorre però che il Comune agevoli
gli operatori e i promoter locali ad investire e programmare grandi concerti in città: il PalaFiera
può e deve ritornare ad essere il “polo romagnolo” dei grandi eventi pop italiani e
internazionali.
Teatro: Forlì ha tre Teatri, uno pubblico e municipale (Fabbri) e due cooperativi d’arte
contemporanea (Piccolo e Testori), un Premio e un Centro Studi intitolati a Diego Fabbri. Il
Teatro Fabbri ospita prevalentemente teatro commerciale ed assorbe la maggior parte delle
risorse finanziarie per il teatro in città. Il Piccolo ed il Testori sono invece Teatri Stabili d’Arte
Contemporanea sostenuti dallo Stato e dalla Regione in quanto, oltre ad ospitare Teatro
d’Autore, producono ed esportano Teatro Contemporaneo, diffondono la cultura teatrale nei
confronti dei ragazzi, dei giovani autori, degli anziani e delle fasce più deboli. Occorre quindi
ridurre gli investimenti di denaro pubblico nei confronti del teatro commerciale e promuovere
la gestione degli spazi teatrali forlivesi verso progetti di cultura teatrale non solo consumistici.
La gestione del Teatro Fabbri deve essere esternalizzata ed il modello da perseguire è
quello della “convenzione a termine”. In città sono presenti Operatori che hanno dimostrato
efficacia, efficienza, economicità e capacità imprenditoriali e culturali che si esprimono in
ambito nazionale e internazionale.
Associazionismo culturale: va stimolato e incentivato, in quanto patrimonio locale, nei
rispettivi ambiti ed in relazione ad un nuovo progetto culturale di cui Forlì ha necessità,
favorendo le occasioni di scambio e relazioni tra le realtà del territorio.
La sfida di un bravo operatore culturale è riuscire a coniugare l’alto livello artistico con la
proposta quotidiana di cultura.
Valorizzare le nostre forze a partire dal basso è una priorità. Valorizzare le tante esperienze
giovanili e amatoriali sono un punto di orgoglio di una amministrazione attenta al territorio.
E’ necessaria una programmazione che nasca dal confronto di idee. Saranno bene accolti
suggerimenti e stimoli diversi; questi possono derivare dal contributo di esperti e di studiosi o
da idee e da proposte dei cittadini, ponendo così fine al monopolio attuale sulle scelte e sulle
programmazioni culturali.
Pertanto le nostre proposte sono:
- una concertazione dell’attività culturale da svolgere, coinvolgendo università, scuole, gruppi,
circoli e associazioni cittadine di cui vorremmo recepire gli intenti e promuovere gli obiettivi;
- realizzazione sale prove per band amatoriali del territorio
- un’incentivazione dell’attività culturale fra i giovani, rendendoli protagonisti;
- una particolare attenzione nei confronti degli artisti locali, nei vari ambiti e settori, mediante
incentivo e patrocinio delle loro attività.
Forlì è a metà strada fra il mare e l’Appennino ed è città di tradizioni storiche e culturali.
Eppure è solo sfiorata dai flussi turistici.
Per attrarre il turismo vorremmo coinvolgere i centri balneari, del benessere e termali, l’Ente
Parco delle Foreste Casentinesi e le città limitrofe creando “circuiti” turistici e culturali di
qualità e di interesse per valorizzare il territorio, rispettandolo.
Vanno riscoperti e rivalutati i luoghi storici e culturali di Forlì, per la maggior parte dimenticati,
per riportarli ad essere centro di attrazione, non solo per i turisti, ma anche, e soprattutto, per
i forlivesi, coinvolgendo anche le campagne e i paesi della provincia (il nostro entroterra è
ricco di importanti gioielli artistici, nonché di paesaggi caratteristici e di peculiarità
gastronomiche). Ciò potrebbe contribuire ad arricchire l’offerta locale di nuove strutture
ricettive a carattere familiare, creando, ad esempio, opportunità di reddito per le donne (bed
and breakfast). Altri luoghi da riscoprire sono i giardini interni dei palazzi storici, che possono
essere opportunamente valorizzati.
Per incentivare il turismo si può venire incontro alle esigenze dei camperisti, ripristinando in
maniera adeguata l’area di scarico attrezzata vicino al casello dell’autostrada.
Si propone di rimettere in funzione lo scarico delle acque nere, altrimenti impossibili da
gestire per i cittadini che rientrano da una gita in camper, e di riaprire le fontane presenti
attualmente nel piazzale. Si cercheranno aeree da adibire ad aree di sosta e parcheggio.

8. Ambiente

Gestione del verde
Il territorio comunale può essere rinaturalizzato in maniera da diventare permeabile alle
specie vegetali e animali selvatiche e renderlo così più vitale, ricco e affascinante, in primis
agli occhi dei bambini che ci vivono.
Il ruolo dei parchi urbani non può pertanto ridursi a quello di aree per il mero svago umano,
ma dovrebbe diventare anche quello di habitat per la sosta e la riproduzione della fauna
selvatica.
Attraverso i regolamenti comunali occorre ad esempio garantire il rispetto degli spazi
riproduttivi per specie legate agli edifici (rondini, barbagianni, pipistrelli, etc.), così come
l’utilizzo di rimedi biologici per il contenimento degli insetti infestanti (garantendo così la tutela
delle specie insettivore).
Va poi intrapresa un’azione organica di riforestazione/riinverdimento con i seguenti mezzi:
• piantumazione di siepi e di specie arboree autoctone,
• ampliamento delle fasce boscate lungo le rive dei corsi d’acqua,
• costituzione di fasce boscate nelle aree dismesse, nelle aree interstiziali di rispetto
stradale, nelle aree soggette ad erosione, nelle aree agricole marginali,
• piantumazione di un albero nei parchi cittadini in occasione della nascita di ogni
bambina/o
• recupero aree abbandonate e incolte anche attraverso la libera iniziativa di cittadini
che volontariamente potranno abbellire questi spazi
Queste azioni vanno intraprese sulla base del principio che le aree urbane emettono più gas
ad effetto serra rispetto a quelli che sono in grado di assorbire, e tale bilancio è da riequilibrare.
Allo stesso tempo è necessaria un’adeguata azione di protezione/riqualificazione del
patrimonio di verde esistente, assumendo figure di specialisti in conservazione della natura,
al fine di qualificare dal punto di vista scientifico ogni singolo intervento.
In un periodo di restrizione delle risorse, occorre razionalizzare le attività di manutenzione, e
immaginarsi nuovi strumenti; occorre passare da una impostazione dei servizi (non solo di
manutenzione del verde, ma anche pulizia strade e pulizia giardini), gestita per settori, ad una
impostazione di gestione integrata per razionalizzare tutte le attività in modo da ottimizzare i
tempi e ridurre gli sprechi, a beneficio dell’ordine cittadino.
Si possono poi attuare azioni rivolte a stimolare il coinvolgimento dei cittadini nella cura e
abbellimento della città.
Va infine perseguito il blocco di nuove urbanizzazioni in territorio agricolo attraverso la
revisione della pianificazione urbanistica e la proposta di “varianti verdi” al Piano regolatore.
Rifiuti: una risorsa
Basta con il problema rifiuti. Usiamo i rifiuti come risorsa
Vogliamo la raccolta porta-a-porta su tutto il territorio comunale perché è l’unico modo per
controllare e potenziare la differenziazione, nonché per ottenere un vero riciclaggio di qualità
dei materiali. Partiremo immediatamente dalle Circoscrizioni che ne hanno già fatto richiesta.
L’obiettivo che vogliamo realizzare è di portare la percentuale di raccolta differenziata al 70-
80% (come già accade a Forlimpopoli e in molte città italiane). Detta raccolta deve puntare a
ridurre al minimo sia il conferimento in discarica che l’incenerimento dei rifiuti. In questo modo
potremo salvaguardare l’ambiente, la qualità dell’aria e la salute dei cittadini.
Inoltre sono necessarie, al fine di ridurre la quantità totale di rifiuti prodotta, azioni quali:
1. promuovere l’informazione dei cittadini, educandoli alla riduzione degli imballaggi a
favore dei contenitori multiuso;
2. lasciare in carico ai punti vendita gli imballaggi, dei quali per legge sono già
responsabili, in modo da stimolarne la riduzione da parte delle aziende produttrici;
3. accrescere la sensibilità dei singoli verso il valore derivato dalla minore produzione di
rifiuti (non sporcare è meglio che pulire),
4. incentivare il passaggio dalla commercializzazione dei beni durevoli alla
commercializzazione dei servizi che questi offrono (non si compra la fotocopiatrice o
l’auto, ma si paga il servizio di fotocopiatura o il leasing, ecc). Se il bene resta di
proprietà del produttore, a lui spetta lo smaltimento, pertanto diventa suo interesse che
aumenti la durata degli oggetti e che la progettazione venga effettuata in funzione della
riparabilità e del recupero dei materiali di cui sono composti quando vengono dismessi;
Con meno rifiuti in circolo si otterrà una proporzionale riduzione della tariffa pagata dai
cittadini. L’introduzione della Tariffa Puntuale (si paga per il rifiuto indifferenziato che viene
prodotto dalla singola famiglia) sarà poi lo strumento premiante per quei cittadini e per quelle
imprese che si impegnano in una accurata differenziazione e auto-riduzione dei rifiuti.
I rifiuti, raccolti con il sistema “porta-a-porta”, sono una risorsa. Esistono infatti, da tempo,
imprese che comprano i rifiuti solidi urbani per riciclarli. Queste usano le varie frazioni della
raccolta differenziata (alluminio, plastica, carta e cartone, frazione organica, vetro) come
materia prima per le loro attività.
Con il “porta-a-porta” si potranno creare molti nuovi posti di lavoro.
Il maggiore costo del personale impiegato nella raccolta sarà coperto sia dai proventi
derivanti dalla vendita di materie prime recuperate sia dai minori costi di smaltimento dei
rifiuti.
Il mercato derivato dal recupero e dalla trasformazione dei materiali differenziati diventerà
un’ottima occasione per gli imprenditori locali per creare nuove aziende di riciclo e di
conseguenza nuovi posti di lavoro.
Un buon metodo per ridurre i rifiuti è rappresentato dai distributori automatici “alla spina” di
latte, di detersivo, di cereali o di altri prodotti dalle caratteristiche idonee, che possono essere
posizionati all’interno di supermercati o di negozi.
Nell’ambito della ristorazione collettiva la produzione dei rifiuti solidi rappresentati dalla
confezioni tradizionali delle bevande (acqua, bibite etc.) e i costi ambientali causati dal loro
trasporto rappresentano una parte rilevante dell’impatto ambientale complessivo.
Il problema è superabile tramite la distribuzione alla spina di acqua dell’acquedotto
microfiltrata (naturale o gasata) e di tutte le bevande analcoliche ottenibili dalla miscelazione
in loco di “concentrati” e acqua microfiltrata (come nel metodo “freebeverage”).
Erogare contributi comunali, assiprov, ecc a feste o manifestazioni varie, in base all’uso di
materiale biodegradabile.
Meno rifiuti si producono meno si paga, in termini di denaro e di salute.
L’acqua è un diritto
Acqua mia: buona, pulita, economica. Il diritto all’acqua pubblica
Occorre che l’acqua ritorni ad essere un patrimonio pubblico, un diritto a tutti gli effetti. La
privatizzazione dell’acqua non è una soluzione accettabile dal punto di vista politico, sociale,
economico, ambientale ed etico. Non è ammissibile considerare l’acqua come fonte di
profitto.
L’acqua è un risorsa per tutti gli esseri viventi del pianeta.
Le disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili. È indispensabile preservarle, controllarle e, se
possibile, accrescerle.
Chiediamo che nelle bollette dell’acqua siano considerati gratuiti almeno 15 metri cubi
all’anno per persona e non per contatore.
A tal fine nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni sarà obbligatorio il doppio circuito: uno
per l’acqua potabile per gli usi alimentari e uno per l’acqua non potabile per gli altri usi. Inoltre
sarà incentivato l’uso di acqua piovana per gli sciacquoni dei servizi igienici e andranno
previste obbligatoriamente le vasche di accumulo delle acque piovane.
Andranno incentivati, ove possibile, gli impianti di fitodepurazione per la depurazione naturale
delle acque reflue.
La gestione del servizio idrico deve essere realizzata senza finalità lucrative, deve perseguire
finalità di carattere sociale ed ambientale. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di
depurazione e le altre infrastrutture costituiscono il capitale necessario ed indispensabile per
lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono
cederli. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso
pubblico.
Per ridurre il consumo di bottiglie di acqua minerale, proporre la costruzione di alcune ‘case
dell’acqua’, da inserire in alcune zone della città, facendo un contratto con ‘romagna acque ‘
per l’uso esclusivo dell’ ”acqua di Ridracoli” pura e gratuita in dette strutture. Ridracoli è
stato un costo – investimento pubblico, e deve come servizio pubblico, erogare un diritto
fondamentale quale è l’acqua
Proponiamo alcune azione quali:
- ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite con gare d’appalto a ditte che lavorano
sul modello delle ESCO (vedi pag.19 – energia)
- rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale
denuncia alle autorità competenti
- obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e
nelle aziende con possibile contributo economico comunale
- promozione detersivi a basso livello di inquinamento.
Energia
Energizziamoci: più sole e meno petrolio
L’amministrazione comunale si impegna a ridurre gli sprechi con un piano di riqualificazione
energetica degli edifici pubblici col metodo ESCO. Le Energy Service Company sono società
che operano ristrutturazioni finalizzate ad accrescere l’efficienza energetica. Il denaro
risparmiato con la riduzione del consumo di energia (elettricità, metano, acqua) ripaga i costi
di investimento per la ristrutturazione. Il Comune nei primi anni continuerà comunque a
pagare bollette aventi un importo identico al periodo antecedente alla ristrutturazione. Una
volta che la ESCO avrà ripagato il proprio investimento, le spese del Comune diminuiranno in
maniera sensibile. L’operazione, per l’amministrazione comunale, è a costo zero nel breve
periodo e a guadagno significativo nel lungo periodo.
Verranno modificati i regolamenti comunali per le nuove costruzioni, introducendo vincoli di
progettazione per edifici a basso consumo di energia su tutto il territorio comunale (70
kilowattora al metro quadrato all’anno, sul modello del programma Casa Clima della Provincia
di Bolzano), incentivando la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili (fotovoltaico), di impianti per la produzione di acqua calda dal sole (solare
termico) e introducendo una certificazione energetica degli edifici.
La bio-edilizia sarà Incentivata con sovvenzioni, mutui agevolati, tariffe ridotte, esenzione
spese burocratiche.
Verranno semplificati ed incentivati gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici
privati esistenti.
Si istituirà uno sportello gratuito Energia e Ambiente che si occuperà anche di energie
rinnovabili, per dare sostegno pratico a privati, a enti e ad imprese intenzionati ad usufruirne.
Saranno resi disponibili elenchi di ditte convenzionate con il Comune e la modulistica per
richiedere concessioni e finanziamenti, nonché l’elenco delle banche del territorio che si sono
dimostrate disponibili a concedere mutui agevolati per affrontare questi investimenti.
Tale servizio sarà volto a fornire informazioni riguardo alle ditte convenzionate per la vendita,
l’installazione e la manutenzione delle caldaie ad alto rendimento e a condensazione, impianti
di micro-cogenerazione e tri-generazione, per la riconversione dei vecchi impianti di
riscaldamento, per l’installazione di pannelli fotovoltaici e solare termico.
Il rilascio di nuove licenze per la costruzione di edifici e per le ristrutturazioni di quelli vecchi
deve essere subordinata all’installazione di pannelli fotovoltaici e/o solari termici e, per quanto
riguarda soprattutto i condomini, all’installazione di caldaie ad alto rendimento e a
condensazione, impianti di micro-cogenerazione e tri-generazione.
Il Comune non conteggerà nella volumetria degli immobili gli ingombri maggiorati a causa
degli isolanti termici.
Si investirà nelle nuove tecnologie a risparmio energetico anche per l’illuminazione pubblica
procedendo a sostituire le attuali lampade con lampioni a led.
Si proporrà di acquistare e installare in tempi rapidi pannelli fotovoltaici o termici su tutti i tetti
degli stabili in uso dall’amministrazione comunale, comprese le scuole.

9. Mobilità

Vogliamo più biciclette, autobus e treni sulle strade; lasciamo gli aerei, le automobili e i
camion nel garage
La limitazione al traffico nel centro urbano è ormai diventata una realtà in tutte le città.
A Forlì il traffico ha raggiunto livelli di pressione notevoli, l’inquinamento dell’aria rende
l’atmosfera urbana pericolosa per la salute. La situazione richiede un rimedio adeguato, che
implica la totale revisione del piano del traffico, tramite l’attuazione di politiche che
favoriscano una mobilità sostenibile, come:
- incentivo dell’uso della bici attraverso strumenti come: Biciplan, Bici blu e Bicicard (strategia
che consente, tramite una tessera, di parcheggiare l’auto, prendere una bicicletta a noleggio,
entrare gratuitamente nei musei civici, avere sconti nei musei, negli hotel, nei ristoranti e nei
negozi convenzionati);
- realizzazione di una rete ciclabile che colleghi zone centrali e periferia;
- creazione di parcheggi esterni, cosiddetti “a corona” o “scambiatori”, con servizio di navetta
elettrici ogni 10 minuti;
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- ridefinizione delle rotte di percorrenza degli autobus, con aumento della frequenza dei
passaggi, creazione di zone pedonali e zone a traffico limitato per la miglior gestione della
viabilità;
- nella fase transitoria verso una mobilità concepita con i parcheggi a corona, i motocicli non
devono essere più penalizzati di quanto lo siano le automobili, perché, in relazione alla
minore massa da spostare, sono meno inquinanti rispetto a queste e occupano meno spazio;
si propone anche di creare più parcheggi per i motocicli;
- linee di trasporto scolastico con mezzi elettrici per evitare la congestione del traffico e
l’inquinamento nei periodi di entrata/uscita dalle scuole;
- incentivazione dei trasporti pubblici,tramite abbonamenti familiari cumulativi, trasporto
scolastico agevolato con sconti progressivi per chi ha più figli;
- incentivo del car sharing (un servizio che dà la possibilità di guidare un’auto solo al bisogno)
e del car pooling (modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private
tra un gruppo di persone, con il fine principale di ridurre i costi del trasporto);
- creazione di un parco bici, auto e pulmini elettrici o a bassa emissione disponibili a noleggio
per la popolazione.
- incentivazione del telelavoro
Aeroporto
L’aeroporto Ridolfi di Forlì è un investimento improduttivo in quanto non ha avuto negli anni
uno sviluppo proporzionale all’investimento economico effettuato su di esso. Nonostante
l’aumento del numero di passeggeri e di merci, il bilancio dell’aeroporto continua ad essere in
forte perdita (7.000.000 di euro anche nel 2008).
In sintesi, l’aeroporto è costato, e sta costando, ai cittadini svariati milioni di euro all’anno. In
cambio di questa spesa ci troviamo una struttura che presenta problemi ambientali non
trascurabili per la città come ad esempio l’inquinamento atmosferico (un aereo in fase di
atterraggio o decollo inquina come 500 automobili) e quello acustico, con bilanci sempre in
perdita e con compagnie aeree che fuggono verso aeroporti più attraenti.
Bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro e liberare denaro pubblico da questo
investimento per destinarlo a progetti di maggiore utilità che producano benefici diretti ai
cittadini.
L’aeroporto deve essere gestito da privati e, se a questi non interessa, deve essere chiuso.
Rimarrà ovviamente il campo volo, che è funzionale al nostro prestigioso Istituto Aeronautico,
alla facoltà di ingegneria Aerospaziale e alla scuola dell’ENAC; proponiamo pertanto la
conversione del Ridolfi in un “polo professionale del volo” in grado di rappresentare
un’eccellenza a livello nazionale.
Un polo in grado di attrarre investimenti, imprese, lavoro.
I collegamenti da Forlì verso gli aeroporti potranno essere effettuati da un miglior servizio di
treni, ottenendo, ad esempio, le fermate degli Eurostar, che attualmente non fermano a Forlì.

10. Sicurezza e sicurezza stradale

L’affermazione che Forlì, in base a studi mirati, è una città sicura è un’affermazione corretta,
ma non influisce, per le ragioni che ben conosciamo, sulla qualità della vita dei nostri
concittadini.
La sicurezza percepita, cioè come si sentono i cittadini, al di là della sicurezza reale, incide
fortemente sulla qualità della vita di ogni singola persona.
Il tema della sicurezza urbana, “il diritto alla sicurezza”, come tutti i temi complessi, richiede
risposte articolate basate sul coordinamento e sul coinvolgimento delle istituzioni competenti,
in modo da dare risposte non emozionali e demagogiche, come le “famigerate” ronde, più o
meno padane, formate da chissà chi e per fare chissà che cosa.
Proponiamo una presenza costante sul territorio dei rappresentanti delle forze di Polizia
Le principali direttrici di intervento riguardano:
la qualità urbana che comprende oltre ai controlli relativi alla sicurezza stradale ed alla
mobilità in generale con particolare attenzione al rispetto dei limiti nelle famose “zona 30”, i
controlli nei parchi e nelle aree verdi, la vigilanza relativa ai problemi dell’inquinamento,
dell’abusivismo edilizio, la verifica delle occupazioni del suolo pubblico, la segnalazione delle
situazioni di degrado ambientale e il controllo del decoro dell’arredo urbano;
la sicurezza sociale con particolare attenzione alla sorveglianza per contrastare gli atti di
teppismo e di vandalismo. Continua da tempo a rinnovarsi l’allarme per il chiostro di S.
Mercuriale che va tutelato per permettere alla città di godere di un bellissimo luogo. Si sente
parlare di chiusura del chiostro, ma noi vorremmo fare in modo che ci fosse una maggiore
vigilanza per permettere l’apertura costante del chiostro stesso per renderlo piacevolmente
vivibile per la cittadinanza.
Proponiamo di attuare un controllo puntuale sugli alloggi per verificare la corrispondenza fra
abitanti dichiarati e abitanti reali;
la convivenza civile: contribuire al miglioramento della qualità reale della vita di relazione tra i
cittadini, attraverso il controllo su eventuali situazioni di disturbo alla quiete pubblica,
attraverso la vigilanza (in collaborazione con i “nonni vigile”) davanti alle scuole ed ai luoghi di
aggregazione giovanile, favorendo i rapporti con il mondo delle associazioni di volontariato .
Il coordinamento sarà uno strumento fondamentale per il miglioramento della sicurezza. In
questo senso proponiamo una partecipazione costante del Sindaco e del Comandante della
Polizia Municipale al Tavolo della Sicurezza in Prefettura per attuare quello che già si era
proposto: la Polizia Municipale si era impegnata a svolgere dalle ore 7,00 alle ore 19,00 il
servizio di infortunistica (rilievi degli incidenti), in cambio le altre Forze di Polizia si erano
impegnate ad effettuare i controlli notturni.
Di pari importanza è l’attivazione del “progetto sicurezza” presentato qualche anno fa, che
prevedeva l’unificazione delle centrali operative delle Forze di Polizia. L’unificazione avrebbe
permesso la razionalizzazione degli interventi, in più, ogni agente sarebbe stato dotato di
palmare collegato direttamente all’anagrafe, in modo da conoscere, ad esempio, la
composizione dei nuclei famigliari residenti in ogni numero civico, con evidenti vantaggi
operativi.
Componente fondamentale della sicurezza sono i vigili di quartiere. Questi devono essere in
numero adeguato ed adeguatamente formati anche nella “cultura della prevenzione” che
prevede l’analisi del disagio e della devianza sociale.
I tempi e gli orari della città: la razionalizzazione degli orari e dei tempi della città rappresenta
un aspetto che potrebbe migliorare notevolmente la qualità della vita dei forlivesi. Nella nostra
città in certe fasce orarie, al mattino, negli orari di apertura delle scuole e delle fabbriche e al
pomeriggio, nell’orario di fine lavoro, il traffico è veramente congestionato, tanto che per
superare certi incroci si impiega un lasso di tempo al di là della sopportazione. Si può
pensare di stabilire, verificati gli effettivi flussi di traffico, gli orari delle attività produttive (le
ditte della Zona Industriale), in accordo con gli interessati e con le parti sociali, per
razionalizzare i flussi e diminuire il congestionamento del traffico. In questo modo si
ridurrebbe, oltretutto, l’inquinamento provocato dai veicoli in coda a passo d’uomo.
La razionalizzazione degli orari può poi essere estesa anche agli orari di apertura degli uffici
pubblici e degli esercizi commerciali per rendere più semplice la vita dei cittadini.
Un altro ambito di importanza fondamentale è quello della sicurezza stradale. Come obiettivo
primario della Lista Civica DestinAzione Forlì c’è la tutela della salute dei cittadini e questa
passa anche attraverso il potenziamento della sicurezza stradale. Sulle strade troppe persone
muoiono o subiscono lesioni temporanee o permanenti gravissime; si parla nel territorio di
Forlì-Cesena di circa 3.000 feriti all’anno e di circa 60 morti all’anno.
Proponiamo di migliorare l’informazione, partendo dai bambini che diventano i più grandi
assertori delle regole della sicurezza dando così origine ad un’educazione di ritorno,
fondamentale per migliorare la situazione attuale. L’educazione stradale deve accompagnare
costantemente i bambini e i ragazzi durante i loro percorsi di studio. Le informazioni date non
sono solo le regole alle quali bisogna attenersi, ma anche informazioni reali circa le
motivazioni che portano a dover stabilire tali regole, aumentando quindi la comprensione e la
collaborazione dei bambini e delle persone adulte (ad esempio vanno insegnati i metri
necessari per fermarsi con i vari veicoli per far capire sia ai guidatori che ai pedoni di
rispettare i vari tempi di reazione).
Proponiamo di migliorare la messa in sicurezza della rete stradale lavorando sui vari comparti
della segnaletica (orizzontale, verticale, semaforica) e sulle strutture che fanno parte della
cosiddetta sicurezza passiva. Ad esempio i guard rail non devono rappresentare più un
pericolo di morte o di lesioni permanenti per chi vi finisce contro, soprattutto motociclisti o
ciclisti. Particolare attenzione va posta anche allo stato dell’asfalto e alla presenza di
situazioni di pericolo ai margini della sede stradale. Vanno aumentati i punti di
attraversamento stradale che consentano una maggior sicurezza (es. sensori ai semafori
collegati agli zaini dei bambini, sottopassi e soprattutto sovrappassi).
Si deve aumentare la protezione delle fasce deboli, come i pedoni e i ciclisti, attraverso il
rispetto delle regole e attraverso alcuni accorgimenti quali l’aumento della visibilità nei punti di
attraversamento.

11. Partecipazione

Connettività ad internet per informarsi
Non possono esserci cittadini coscienti se non è garantita loro la libertà di informazione su ciò
che li riguarda o suscita il loro interesse.
Saranno pertanto favorite modalità di accesso convenzionato ad internet o punti d’accesso
comunali gratuiti.
Sosterremo la diffusione della connettività ad internet per tutti.
Vogliamo introdurre tecnologie in grado di offrire ai cittadini forlivesi connettività internet
gratuita nei principali luoghi di interesse pubblico (piazze, parchi, biblioteche, …).
Abbiamo come obiettivo quello di:
1. introdurre la cittadinanza digitale per ogni residente; ogni forlivese deve avere un indirizzo
di posta elettronica e un’identità digitale con le quali colloquiare da casa con il Comune che, a
sua volta, mette a disposizione i suoi servizi per via telematica
2. favorire l’Introduzione di ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso della Rete e
incentivare la diffusione dell’ADSL sul territorio
3. trasmettere i consigli comunali pubblici in diretta “streaming” su Internet
4. promuovere corsi di informatizzazione di base e sull’uso di Internet e posta elettronica
5. dotare le scuole comunali di strutture per l’accesso a Internet da parte di studenti e
insegnanti
6. definire percorsi concreti per il passaggio all’utilizzo di software Open Source (quindi a
costo zero per le licenze d’uso) in tutte le strutture dell’amministrazione comunale

12. Salute

- inquinamento = +salute
La salute è un bene primario ed un diritto inalienabile, che è sancito dall’art.32 della
Costituzione Italiana e che va garantito a tutti.
Considerato che la prima cura è la prevenzione, ci impegneremo per creare un ambiente più
sano al fine di evitare l’insorgere di malattie e di patologie, soprattutto tumorali, nel cui campo
purtroppo il nostro territorio registra un triste primato.
L’inquinamento atmosferico comporta spesso numerose conseguenze a carico della salute:
provoca la riduzione della funzionalità polmonare, l’aumento delle malattie respiratorie nei
bambini, gli attacchi acuti di bronchite, l’aggravamento dei quadri di asma. Il tutto comporta
un forte incremento nei decessi fra le persone più sensibili a determinati inquinanti come gli
anziani o le persone affette da malattie respiratorie e cardiovascolari. Le morti causate dalle
polveri sottili in Provincia sono più di 30 all’anno.
I nostri corpi sono poi continuamente esposti all’azione di svariati altri agenti inquinanti che
sono presenti nel cibo che mangiamo e nell’acqua che beviamo. Riteniamo che sia compito
dell’Amministrazione Comunale mettere in campo politiche mirate per identificare e ridurre,
gradualmente, ma definitivamente, la presenza delle sostanze tossiche attualmente
conosciute nel nostro ambiente di vita.
La sanità pubblica dovrà operare nel rispetto della dignità del malato e fornire un’assistenza
medica tempestiva ed efficiente.
Verranno realizzati progetti al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, anche in età
matura, come “La salute in movimento” che consiste in un corso di ginnastica dolce e
stretching integrato dedicato agli anziani.
Prevenzione
Prevenire meglio che curare!
Legati alle caratteristiche ambientali ed alimentari i casi di tumore a livello locale sono in
aumento. Come mostrano ampiamente i dati rilevati anche in Romagna, gli strumenti più
importanti in questa battaglia sono la prevenzione vera, cioè la riduzione al minimo dei fattori
scatenanti le malattie, e la diagnosi precoce.
Pertanto questa lista propone degli interventi per controllare l’ambiente e stimolare la
prevenzione:
• controllo, verifica e rendiconto mensile della attività di ARPA;
• istituzione di un adeguato numero di centraline anche per monitorare non solo il PM10
ma anche il PM2.5 (più pericoloso);
• mappatura delle acque con controllo sistematico della loro qualità, con riferimento
anche ad inquinanti derivanti da attività industriali;
• istituzione di uno “sportello ambiente” aperto ai cittadini in stretta collaborazione con i
NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri);
• ricerca sistematica di metalli pesanti, diossine e similari sul sangue di cordone
ombelicale dei nati a Forlì ( ovviamente solo con il consenso dei genitori e nel rispetto
della privacy);
• promozione del concorso “Forlì città senza fumo” con assegnazione di premi a coloro
che dimostreranno di avere smesso di fumare;
• possibilità di acquisire, in tempo reale, tutti i dati dal registro tumori in modo da avere
un monitoraggio costante dell’incidenza del cancro;
• possibilità di acquisire dalle schede di ricovero e dai certificati di esenzione l’incidenza
delle altre patologie cronico/degenerative;
• istituzione della palestra delle idee: “ti interessa la salute? cosa facciamo per
mantenerla?” che coinvolga tutte le scuole, le circoscrizioni e le associazioni per
attuare progetti e programmi condivisi sui temi dell’ambiente della salute e dell’infanzia
• controllo da parte del Sindaco delle liste d’attesa delle prestazioni specialistiche
(diagnostiche e chirurgiche) affinché, pur essendo la loro gestione affidata all’azienda
sanitaria locale, possa sollecitare una riduzione dei tempi d’attesa;
• programmazione di attività di educazione ambientale ed alimentare in tutte le scuole,
per stimolare gli alunni alla conoscenza e al rispetto della natura e degli animali e alla
comprensione del ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento al compostaggio ed al
riciclo dei materiali.

13. Solidarietà sociale

Hai un problema? Cerchiamo insieme la soluzione. I servizi sociali al servizio del
cittadino
E’ compito di una buona amministrazione porsi al servizio della persona individuandone i
bisogni per poi provvedere a soddisfarli.
Difenderemo gli interessi dei più deboli, anziani, minori,disabili,persone in disagio sociale ed
economico, salvaguardando i sevizi primari e contrastando l’esclusione sociale.
Famiglia
La famiglia ha ancora un ruolo indispensabile nella nostra società
L’attenzione dovrà concentrarsi sui ‘nuclei famigliari anagrafici’ del Comune per elaborare
politiche a sostegno della famiglia e della persona.
Esiste già da tempo una Consulta della Famiglia, in cui sono presenti oltre 20 associazioni
famigliari. Essa va riconosciuta come rappresentanza delle istanze e dell’ottica famigliare.
Attueremo un coordinamento con questa Consulta e con i Movimenti per la Vita per effettuare
una politica “con” la famiglia per valorizzarne le risorse, sostenerne la stabilità e agevolare
percorsi formativi per genitori.
Ci proponiamo di promuovere la cultura dell’adozione, dell’affido e della solidarietà fra
famiglie.
Assistenza agli anziani
Vogliamo rendere possibile una gestione diversificata dell’assistenza agli anziani, sia
ricorrendo ad un’assistenza domiciliare qualificata e di fiducia sia migliorando l’assistenza in
case di riposo già esistenti.
A questo proposito, per quanto riguarda la questione Zangheri, faremo in modo che la Casa
di Riposo torni “alla Zangheri”. La trasformazione in Fondazione della Casa di Riposo è un
atto dovuto. Nessuna rivendicazione verrà fatta dall’ente pubblico Comune, in quanto si vuole
salvaguardare un patrimonio prezioso per la città di Forlì e si vuole permettere agli ospiti
attuali e futuri della struttura di godere degli ottimi servizi e delle tariffe competitive attuali.
Ecco alcune delle nostre priorità:
• proponiamo di sostenere la famiglia nell’assistenza agli anziani, in rapporto al reddito,
con contributi ed agevolazioni per le rette delle case di riposo protette e di
incrementare i posti letto
• proponiamo di realizzare alloggi transitori per anziani soli e per persone in
momentaneo disagio economico e/o sociale
• coinvolgeremo gli anziani nella cultura, nello sport, nel volontariato, nel sociale e nelle
scuole per portare la loro esperienza e la loro saggezza
• apriremo uno sportello per la “formazione continua” al fine di incrementare il tasso di
occupazione dei lavoratori anziani coinvolgendoli e reinserendoli nel mondo del lavoro
nei settori per i quali sono già, o si sentono, vocati, allontanando di conseguenza la
necessità di ricorrere a sussidi.
• presenteremo a tutti gli ultrasessantenni la “Mappa dei servizi per gli anziani” al fine di
informarli e di renderli più partecipi.
• coinvolgeremo gli anziani in attività socialmente utili, potenziando gli sportelli al
pubblico che permettono di fornire i “saperi” degli anziani scambiandoli con doni di
servizi alla persona
• coinvolgeremo gli anziani nella gestione integrata del quartiere (verde pubblico)
• assegneremo contributi a coloro che, per qualsiasi motivo, vengano a trovarsi al di
sotto della soglia di povertà.
Assistenza ai disabili
Riconoscimento dei diritti e tutela dei disabili e delle loro famiglie.
Ecco alcune delle nostre priorità:
• costruire un progetto di vita per i nati disabili, dai primi anni di vita, alla scuola ,
all’inserimento lavorativo, perché queste persone hanno diritto come tutti gli altri di
sentirsi realizzati
• creare percorsi lavorativi all’interno di aziende insediando postazioni formate da due o
più disabili, che, con la supervisione di un tutor, possano surrogare il lavoro di un
dipendente normodotato. Queste aziende che diventeranno aziende “etiche”, avranno
dei percorsi preferenziali, agevolati nella tempistica di carattere normativo per le loro
istanze col Comune. Il vantaggio dei disabili sarà avere un lavoro con pari dignità
come gli altri. I disabili saranno retribuiti con borse lavoro permanenti
• sperimentare nuove forme di sostegno, come appartamenti misti ( disabili e operatori)
in edilizia pubblica,
• Incentivare, con il fondo per la non autosufficienza, le famiglie ad accudire a casa il
paziente, non solo perché costa meno alla collettività, ma perché gli assistenti familiari
supportati da terapisti, medici, psicologi, si sono dimostrati più validi dei ricoveri in
realtà protette
• costruire percorsi di sostegno psicologico specifico per i disabili adulti (coloro che sono
diventati disabili in conseguenza di una malattia o di un trauma)
Housing sociale
Per housing sociale si intende la creazione di spazi abitativi per persone disagiate come
luogo di integrazione e di socializzazione, in cui il coordinamento fra le unità abitative sia
affidato a personale in grado di gestire i conflitti sociali.
Queste strutture verranno realizzate mediante recupero di immobili esistenti affidando la
ristrutturazione agli stessi affidatari delle unità abitative fornendo loro sia il supporto tecnico
sia il materiale necessario. In tal modo si responsabilizzano e si rendono partecipi alla
manutenzione degli alloggi gli inquilini stessi. L’affitto andrà modulato in base al reddito reale
degli affittuari.
Politiche attive del lavoro: non solo formazione professionale
Occorre passare da una visione settoriale del problema ad una integrazione fra enti che
hanno competenza sui vari aspetti delle politiche di inclusione e del lavoro, e che devono per
forza integrarsi con politiche di Welfare, politiche abitative, politiche giovanili.
Un ruolo importante può essere svolto dalle cooperative di inserimento lavorativo, che devono
trovare indicatori corretti di efficacia dell’azione sociale svolta, per rendere pubblico, in
maniera trasparente, il perseguimento del bene comune .
Occorre evitare che attraverso azioni come l’accreditamento o la riforma delle IPAB, si ritorni
a logiche di pubblicizzazione dei servizi alla persona; bisogna invece applicare realmente e
non solo con enunciati, il principio di sussidiarietà, che porti ad una reale valorizzazione delle
forme auto-organizzate di cittadini.
Bisogna andare verso la liberalizzazione dei servizi alla persona e attivare dei meccanismi di
lettura dei bisogni più efficace e meno autoreferenziale.
L’integrazione fra le varie etnie presenti sul nostro territorio, nel rispetto delle diverse
identità culturali, è la premessa per una convivenza civile fra tutti i cittadini.
Ecco alcune delle nostre priorità:
• favorire le attività ricreative e culturali all’interno dei centri d’incontro comunali
organizzando corsi di lingue straniere per italiani, corsi di cucina e di artigianato tipici
dei Paesi di provenienza dei cittadini immigrati, per creare momenti di aggregazione
• organizzare eventi per promuovere la lingua, la cucina e l’artigianato italiani presso i
cittadini stranieri
• attivare corsi per il primo impiego in settori spesso trascurati,
• istituire corsi di lingue, di informatica e di alfabetizzazione per gli stranieri presenti nel
nostro territorio comunale finanziati dal Fondo Sociale Europeo
L’accoglienza degli immigrati sarà orientata all’integrazione sociale ed al rispetto delle leggi e
delle regole, coinvolgendo cittadini particolarmente sensibili a questo e rappresentanze dei
migranti. Vogliamo una comunità solidale e multietnica: investiremo in integrazione per
garantire sicurezza, anche grazie alle forze di polizia municipale che controllano il territorio.
Tutela degli animali
L’amministrazione comunale deve tenere in considerazione anche il mondo degli animali e
non solo quelli da reddito, valutati nel complesso dell’agro-zootecnia, ma anche quelli che
rappresentano i cosiddetti animali da affezione (principalmente cani e gatti).
Le persone trovano spesso conforto nella compagnia di un animale che sempre più spesso
poi perde la connotazione del solito cane e del solito gatto, rivolgendosi verso animali meno
convenzionali quali conigli da compagnia, criceti, pappagallini…
C’è da considerare però che, per quanto riguarda la vita della comunità, i cani e i gatti
rappresentano un punto critico rappresentato dagli animali randagi, da quelli che sono
costretti a vivere in un canile o da quelli che vivono in condizioni di forte sovrappopolazione,
in relazione alla possibilità di reperire cibo, mantenuti in condizioni dignitose, ma sempre di
difficile gestione, all’interno di colonie feline.
Riteniamo opportuno che nella gestione di queste realtà si attui un rapporto di collaborazione
fra l’amministrazione comunale, che ha il compito di vigilare, i servizi veterinari pubblici e gli
ambulatori privati che devono e possono occuparsi, col principio della sussidiarietà, della
tutela della salute di questi animali e le realtà associative (o i volontari non raggruppati in
associazioni) nate con il preciso scopo di tutelare i diritti degli animali e di favorire il
reinserimento in nuove famiglie degli animali presenti nelle strutture di ricovero, come i canili
e i gattili, e la verifica del buon andamento dell’adozione.
Proponiamo che si renda operativa una Commissione composta dai soggetti sopra indicati
che si riunisca regolarmente per potersi confrontare sulle problematiche che di volta in volta
possono verificarsi e che possa gestire in maniera ottimale le risorse e le strutture presenti sul
territorio che sono a disposizione per la tutela degli animali.
Proponiamo di introdurre gli animali nelle strutture per anziani, nelle carceri, nelle case di
cura, nelle case protette e negli ospedali, coinvolgendoli in progetti di Pet Therapy con il
duplice obiettivo di aiutare le persone con disagi e per ridurre l’affollamento dei canili e dei
gattili
Città della pace
Vogliamo che Forlì diventi una città per la pace e la non-violenza.
Ogni anno si svolge un corso per mediatori internazionali di pace.
Vogliamo stimolare e sviluppare attraverso questi eventi e strutture, una cultura della pace e
un cammino interculturale, promuovendo in collaborazione con l’università percorsi di nonviolenza.
14. Istruzione
La scuola primaria, insieme alla famiglia, ha una valenza centrale e insostituibile per la
formazione e l’educazione dei giovani e vi deve essere una stretta collaborazione tra
Amministrazione e Istituzioni Scolastiche.
Pertanto questa lista propone di:
• creare asili nido e scuole materne nei luoghi di lavoro e piccole strutture diffuse nei
quartieri per ridurre al minimo le distanze di percorrenza per le famiglie
• gestire in collaborazione con le associazioni dei genitori le nuove situazioni di disagio
formatesi a causa dei tagli all’istruzione operati dalla riforma Gelmini
• istituire una assemblea comunale nell’ambito della quale si discuta delle problematiche
legate al mondo giovanile, in cui si ascoltino le esperienze e le esigenze dei giovani e
si lavori per la loro formazione e valorizzazione
• riqualificare strutture esistenti destinate ai giovani
• favorire iniziative volte all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro
• rafforzare la collaborazione tra le scuole e la biblioteca comunale, con gare di lettura e
ricerche
• introdurre, a tutti i livelli scolastici, l’insegnamento dell’educazione ambientale, stradale
e sanitaria
• elezione del consiglio comunale dei ragazzi. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi è la
sede dove i ragazzi elaborano proposte per migliorare la città in cui vivono, per
esprimere le loro opinioni, per confrontare le loro idee e per discutere liberamente nel
rispetto delle regole
• collaborare con l’Università e le imprese nella realizzazione di percorsi formativi per
giovani diplomati e laureati in cerca di lavoro
• stimolare l’uso di appartamenti sfitti da dare in affitto a studenti, lavoratori e immigrati
• accelerazione o almeno garanzia delle tempistiche dei lavori del campus
• predisporre sgravi ICI per i proprietari di abitazioni che accettino di affittare a studenti
con pigioni calmierate e contratti regolari da 6 mesi – 1 anno, anche al di fuori delle
convenzioni tra proprietari e SerInAr.

15. Sport

Lo sport ha una importantissima funzione sociale: è un momento di aggregazione, di
formazione e di educazione dei giovani.
Attraverso le attività sportive i giovani incanalano le loro energie e le loro pulsioni in maniera
corretta, creativa e positiva.
Pertanto ci impegniamo a:
• collaborare in maniera costante con tutte le società sportive legalmente riconosciute
presenti nel territorio;
• reperire e mettere a disposizione strutture idonee affinché le suddette società sportive
possano svolgere dignitosamente le loro attività;
• offrire, per quanto possibile, un sostegno economico a tutte le società praticanti
qualsiasi sport
• stimolare e patrocinare iniziative organizzate dalle associazioni.

16. Urbanistica

Basta con lo spreco del suolo: smettiamo di cementificare e lasciamo crescere gli
alberi. “Gli Alberi sono le colonne del Mondo. Quando tutti gli Alberi saranno tagliati il
Cielo cadrà sopra di noi”. (proverbio indiano)
La proliferazione di condomini e di appartamenti che rimangono sfitti e che sono serviti solo a
speculazioni e a investimenti di capitali, ha portato alla cementificazione di vaste aree che
potevano essere destinate a verde o a parchi, onde compensare l’aumento delle emissioni
nocive in atmosfera da parte sia del traffico, sempre più in aumento, sia degli inceneritori
situati nella città.
Si deve gestire il territorio in base alle reali esigenze. La costruzione di nuovi insediamenti
deve essere subordinata al previo recupero dei vani già esistenti ed inutilizzati.
Pertanto proponiamo queste azioni:
• limitare gli insediamenti megastrutturali che portano traffico e quindi inquinamento con
disagi per la circolazione,
• costruire parcheggi scambiatori ai limiti della città e in prossimità degli svincoli con gli
assi viari, onde poter fermare il traffico prima dell’ingresso nella città,
• istituire servizi efficienti di navette da e per il centro con percorsi studiati in modo che
siano comprensibili per tutti e tali da distribuire al meglio i passeggeri. Dette navette
debbono essere alimentate a metano o meglio con motori elettrici,
• costruire aree verdi con piantumazione di alberi,
• favorire la ristrutturazione e la riqualificazione degli edifici già esistenti rispetto alle
nuove costruzioni,
• usare nell’edilizia materiali locali, per quanto possibile, e riusare i materiali provenienti
dalle demolizioni,
• recuperare le acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di
accumulo per essere usati negli sciacquoni dei servizi igienici e nelle irrigazioni dei
giardini o degli orti,
• scoraggiare le costruzioni di nuovi ipermercati o comunque di centri commerciali che
deturpano il paesaggio ed impoveriscono l’economia locale,
• favorire i piccoli commercianti che utilizzano la filiera corta,
• impedire la costruzione di nuove aree industriali e artigianali fino a che non siano
completate le capacità di carico di quelle esistenti,
• ristrutturare e convertire gli edifici già esistenti in edifici con efficienza energetica più
vicina a quella delle cosiddette case “passive”
• prevedere, per le nuove costruzioni, sgravi fiscali o la possibilità di aumentare la
superficie di costruzione nel caso si tratti di case in legno

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  1. 1 aprile 29th, 2009, Il programma che voterei « La Sentinella della Maremma ha detto:

    [...] (Associazione per lo studio del picco del petrolio) e con utili suggerimenti da parte delle liste civiche per Forlì e Bussoleno (TO) Luca Mercalli al convegno ASPO Italia-1 al Salone dei 500 di Palazzo Vecchio a [...]

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